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ULTIMI - INCHIESTA SUI CONFINI DELLA VITA
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RITA PENNAROLA
TULLIO PIRONTI [GENNAIO 2010]
Il tema dei trapianti e delle questioni etiche e scientifiche collegate a tale pratica non gode di grande attenzione nel mondo dell'informazione del nostro Paese. Ci si limita, perlopiu', a lamentare il calo dei “donatori” di organi, ad invocare maggiore solidarieta' e ad esaltare il gesto di chi dona (gli organi altrui) come esempio di nobilissima virtu' civile. Qualche mese fa, ho avuto la fortuna di imbattermi in un libro di Rita Pennarola, spregiudicato e originale, capace di offrire (finalmente) un quadro correttamente e preziosamente problematico della questione(http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2eview=itemeid=3792:quello-che-non-sappiamo-sui-trapianti-di-organieItemid=76).
Dalla volonta' di sapere e di capire di piu' e meglio e' nata, ora, la seguente conversazione con l'autrice.
- Gia' con il tuo bellissimo Ultimi dello scorso anno (Tullio Pironti editore) hai affrontato con grande incisivita' il problema dei trapianti, sollevando dubbi ed esprimendo forti perplessita' in merito alla rappresentazione dominante della questione. Ora, poi, con uno sconcertante articolo, apparso sul numero di settembre de La Voce delle Voci (Uno squarto dal ponte http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=442), continui ad aggiungere dubbi a dubbi, investendo sempre piu' la pratica degli espianti-trapianti con una luce assai cupa, certamente ben diversa dall'immagine iperpositiva con tanta cura costruita a livello medico-politico-mediatico. Cosa ti spinge a continuare ad occuparti con tanto insistenza di questa problematica?
La logica della “aziendalizzazione spinta”, che governa il mondo della sanita', e' quanto di piu' disumano si possa concepire. Ce ne accorgiamo quando tocca a noi, a qualcuno della nostra famiglia. O quando, da giornalisti, scegliamo di stare al fianco dei gruppi spontanei di vittime (o familiari di vittime) della malasanita'. Mi sono accostata a questo mondo fatto di dolore, rabbia e impotenza, lavorando per anni in sostegno di un'associazione fondata a Napoli (cui si sono aggiunte nel tempo famiglie di tutta Italia) allo scopo di battersi e testimoniare contro la malagiustizia nei processi per colpa medica. E' stato quasi automatico, insieme a loro, scoprire che quella sui trapianti e' l'unica legge italiana che contiene, fin nella nella sua formulazione, una menzogna: parla infatti di prelievo degli organi “da cadavere”, mentre e' ormai noto che si tratta di ammalati gravi. La legge numero 91 del 1 aprile 1999, quella che ancor oggi regola tutta la materia dei trapianti, fin dalla sua apertura si rifa' apertamente ad una norma del 1993 (la n. 578) con la quale si definiva la cosiddetta “morte cerebrale”. Entrambe parlano di prelievo di organi da cadavere. Ne e' scaturito che, in tutta la successiva propaganda, anche in quella delle aziende sanitarie ed ospedaliere, e' stato adottato lo stesso termine di “cadavere” per convincere la popolazione “a donare”. Nessuno – tranne i familiari, quando si trovano in quella allucinante situazione – si e' mai domandato perche' un ammalato in gravi condizioni debba essere considerato un cadavere. Peraltro, la legge pone dei paletti, manifestando cosi' la malafede del legislatore: non e' consentito seppellirlo, ma si e' autorizzati ad anestetizzarlo ed operarlo per prelevare i suoi organi. Ci si raccomanda poi che, dopo il prelievo, venga ricomposto con cura.
- Ma la condizione di "morte cerebrale" non ci da' la certezza oggettiva della fine irreversibile di una esistenza umana?
La prova scientifica della “morte cerebrale” e' assai controversa in seno alla comunita' scientifica internazionale. Si tratta di una fra le tante acquisizioni che mostrano come la medicina non sia – ne' debba essere – una scienza esatta. Cio' detto, nel mio libro ricordo che e' stato lo stesso Ignazio Marino (notissimo chirurgo dei trapianti), nel corso del congresso di Viareggio dell'estate 2009, il primo firmatario di una dichiarazione ufficiale sulla necessita' di “rivedere i criteri per la dichiarazione di morte cerebrale”. Con Marino hanno firmato scienziati provenienti da tutto il mondo. Ma di quella dichiarazione si e' parlato sui giornali solo nei giorni successivi. Poi piu' nulla. Da allora, negli ospedali si continua a dichiarare “morti cerebrali” seguendo criteri (ed anche apparecchiature) che i massimi scienziati ritengono inadeguati.
- Come ti spieghi l'assenza pressoche' totale di dibattito intorno al problema della “morte cerebrale”, anche in questo periodo in cui spesso ci troviamo a discutere di diritti del malato, di testamento biologico, ecc?
Quasi mai i dibattiti sorgono spontaneamente. La comunicazione, la propaganda e i flussi mediatici, sapientemente orientati da interessi economici enormi (vedi quelli delle multinazionali del farmaco, azioniste dei principali media mondiali) orientano il pensiero degli abitanti della terra secondo le proprie convenienze, in primis attraverso la tv, che raggiunge ormai tutti i centri abitati, ma anche i piu' sperduti villaggi. I dibattiti, percio', sono ovunque sapientemente eterodiretti e programmati a tavolino. Fanno eccezione, naturalmente, i piccoli gruppi, ristretti al massimo a poche centinaia di persone. Questa liberta', finora, ci e' ancora concessa. Ma, ovviamente, non ha alcuna influenza sul “pensiero dominante”.
- Perche', poi, la Chiesa cattolica, sempre pronta a proclamare e a difendere il proprio diritto-dovere di “guardiana suprema” delle fasi prime e ultime dell'esistenza umana, avrebbe rinunciato ad assumere una sua autonoma posizione, scegliendo, in pratica (pur non mancando al suo interno interessanti e autorevoli voci fuori dal coro), di allinearsi su quelle imposte dal potere medico-politico?
I recenti casi di cronaca riguardanti, da ultimo, il colosso sanitario San Raffaele e il suo fondatore don Verze', hanno mostrato con chiarezza che esiste una parte consistente della chiesa cattolica orientata unicamente alla logica del business. A questa parte della comunita' religiosa, che ha decisamente smarrito qualsiasi spiritualita', se ne contrappone un'altra, certamente silente, ma non per questo meno affollata e ricca di slanci. Questa seconda parte e' pero' quella che non fa notizia, se non per le bandiere colorate della pace che srotola lungo le marce. Ed e' tuttavia, anche questa parte, quasi sempre disinformata sui temi a cavallo fra scienza ed etica. Si e' voluto costringere nel solito ghetto della contrapposizione fra “destra” e “sinistra” una serie di temi (i trapianti, l'aborto, ma non solo) che nulla hanno di politico. Genetica e biologia non sono appannaggio di nessun partito. Sono scienze regolate da leggi molto al di sopra di noi, nel senso che le conosciamo pochissimo. E, proprio per questo, dovremmo rispettarle, non manipolarle per fare business.
- Nel tuo ultimo articolo, parli a lungo di Rocco Maruotti, chirurgo di fama internazionale, membro attivo dell'associazione Science and Democracy, secondo il quale il donatore di organi verrebbe, in pratica, condannato ad una tripla morte. Mi puoi spiegare meglio cosa abbia voluto intendere?
Intanto vorrei invitare tutti coloro che ci leggono a frequentare il sito internet www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/scidem.htm, che riporta i contributi di quei ricercatori presenti in tutto il mondo per affermare una scienza non condizionata dal potere dei colossi economici. Di questo gruppo fa parte Rocco Maruotti. La sua e' un'esperienza drammaticamente unica. Qualche giornalista aveva cercato, in passato, di raccontare cosa prova un medico quando “passa dall'altra parte”, nei panni del malato. Il chirurgo di fama Maruotti, con anni di brillante carriera a Pittsburgh, lo ha vissuto con il proprio figlio e lo ha raccontato durante il congresso internazionale di SeD lo scorso aprile. Si muore tre volte: la prima perche' si cala sull'ammalato la sentenza di “morto cerebrale”, mentre respira e il suo cuore batte; la seconda quando viene squartato sul tavolo operatorio; la terza quando si ricompone il cadavere. E a quel punto e' davvero morto.
- E' vero quello che spesso si sente dire a proposito della mancanza di medici donatori di organi?
Qui la letteratura dovrebbe essere ancor piu' ampia ed articolata, ma manca del tutto. In realta' non solo non esistono medici donatori di organi, ma nemmeno donatori di sangue. Inoltre, i camici bianchi sono la categoria che, statisticamente, si sottopone con minor frequenza a qualsiasi tipo di intervento chirurgico. In Germania e Svizzera gruppi di medici dissidenti rispetto al Sistema dominante hanno cominciato a pubblicare alcune statistiche che documentano questo quadro. Pubblicazioni che da noi sono circolate quasi clandestinamente. Sto cercando di mettere insieme alcuni collaboratori per realizzare una ricerca di questo tipo a livello italiano e farne un libro. Vedremo se sara' possibile arrivare fino in fondo.
intervista di Roberto Fantini
http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2eview=itemeid=4849:q |
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Alberico Giostra
Castelvecchi [Maggio 2009]
Documentato, rigoroso, questo libro anticipa tutte le ingombranti questioni sul caso "Di Pietro" che solo ora, a settembre, vengono alla luce, fra l'altro in un'inchiesta di Micromega, in cui si riprendono i temi centrali de "Il Tribuno". |
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Peter Gomez - Marco Travaglio
Chiarelettere [01 aprile 2008]
Dal 28 marzo in libreria il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio
Riciclati, imputati, condannati, fannulloni del nuovo Parlamento. Il Who's who della politica italiana. |
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Ferdinando Imposimato - Sandro Provvisionato
Chiarelettere [1 marzo 2008]
DOVEVA MORIRE
Chiarelettere editore, Principio Attivo, pp. 416, euro 15,60
in libreria
Con testimonianze e commenti inediti e decisivi
Ferdinando Imposimato e' uno dei magistrati che ha maggiormente lavorato sul caso Moro. Si e' occupato anche della lotta ai sequestri di persona e a terrorismo, mafia e camorra, oltre che dell'attentato al Papa. Ha lavorato per conto dell'Unione europea e dell'Onu. Parlamentare della sinistra indipendente
per tre legislature, docente universitario, ha scritto per diversi quotidiani e settimanali. Attualmente e' avvocato penalista.
Sandro Provvisionato, giornalista professionista, gia' direttore di Radio Citta' Futura, ha lavorato per dodici anni all'Ansa (da praticante a capo della redazione politica), per poi passare come inviato speciale al settimanale L'Europeo e diventare in seguito capo della cronaca del Tg5. Per questa testata ha lavorato anche nella redazione inchieste ed e' stato conduttore del Tg della notte e inviato di guerra (Kosovo e Iraq). Dal 2000 e' curatore del settimanale TERRA! di cui e' anche conduttore. È il responsabile degli Speciali del Tg5. Direttore del sito www.misteriditalia.it |
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Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola
[Dicembre 2003]
In principio era l'inciucio. Poi arrivò l'intesa sottobanco. Quindi lo scenario immaginifico in cui collocare le nuove alleanze. Vedi alla voce Velardismo. Ovvero: perché destra e sinistra non esistono più. |
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Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola
[Novembre 2003]
Dalle stragi del '92 a Mani Pulite fino all'Italia dei Valori: tappe, amicizie e inciampi dell'uomo che conosce la vera storia del Paese: Antonio Di Pietro. |
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Furio Lo Forte
[Ottobre 2003]
Le vicende giudiziarie che hanno segnato gli anni più difficili per i cattolici napoletani |
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Rita Pennarola
[Settembre 2003]
Uomini, imprese & segreti della coppia al vertice (ancora per poco) di Confindustria: Antonio D'Amato e Marilù Faraone Mennella |
ISTITUZIONI DI ECONOMIA POLITICA APPLICATA
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Andrea Cinquegrani
Banda Bassotti Editore [Luglio 2003]
Tre lezioni dell'onorevole professor Paolo Cirino Pomicino |
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Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola
Edizioni Babook - La Voce della Campania [Dicembre 1998]
Enciclopedia dei personaggi anni novanta
anche in quattro floppy disk
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Edizioni Babook [Maggio 1998]
Collana Sotto il Cielo della Campania
Alla scoperta della provincia di Napoli
Gli altri monumenti
Itinerario vesuviano
Itinerario Nolano
Itinerario Sorrentino
Itinerario Flegreo
Isole
Da Napoli per...
Cartine - indirizzi - consigli utili - trasporti - indici tematici
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LE MERAVIGLIE DI SANTA CHIARA
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Edizioni Babook [Maggio 1998]
Collana Sotto il Cielo di Napoli
La Basilica - Il Monastero - Il Chiostro
Gli altri monumenti
La mappa dei trasporti
Locali & Locande
Lo shopping
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Enzo di Frenna
Edizioni Babook [Dicembre 1997]
breviario dell'eros
Indirizzi - Visite guidate - Telefoni - Interviste - Club Privé - Agenzie - Personaggi - Cibo & Amore - Tantra & New Age
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Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola
Edizioni Babook - la Voce della Campania [Dicembre 1996]
Politici, trombati, desaparecidos, vip ed ex vip, donne "in", medici, avvocati, meroloni, merolini, irresistibili, giornalisti, belli, bulli & burini. I corrosivi identikit dei personaggi che fra luce e ombra compongono oggi il ritratto di Napoli e della Campania.
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Nicola Quatrano - Prefazione di Gherardo Colombo
Edizioni la Voce della Campania [Novembre 1994]
Un giudice di Mani Pulite racconta la tangentopoli che ha liquidato l'Italia dei De Lorenzo, Craxi, Gava, Pomicino e C.
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Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola
[Dicembre 1993]
Viaggio nella De Lorenzo spa Un'azienda che scoppia di salute |
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Andrea Cinquegrani, Enrico Fierro e Rita Pennarola
[Dicembre 1992]
La Pomicino Story - Bilancio all'italiana |
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Andrea Cinquegrani, Enrico Fierro e Rita Pennarola.
Edizioni la Voce della Campania [Novembre 1990]
Pomicino, Scotti, Gava, De Mita & C.
Dieci anni di potere e terremoto
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