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I PAPA BOYS
di Antonio Esposito [ 14/10/2011]


Il grande accusatore di Alfonso Papa, il deputato berlusconiano arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P4, e' Marcello Fasolino, imprenditore napoletano, che spazia dall'edilizia all'energia. La vicenda piu' scottante, al centro dei ricatti tentati dal magistrato nei suoi confronti, ruota intorno alla Luminosa, la centrale a turbogas progettata per Benevento.
A pochi chilometri da qui c'e' Cervinara, patria dei personaggi chiave degli ultimi scandali nazionali targati P3 e P4. Dal geometra Pasquale Lombardi, “colui che sussurrava ai giudici”, a Marco Milanese, deputato Pdl, ex ufficiale della guardia di finanza ed ex braccio destro del ministro Giulio Tremonti, all'avvocato-imprenditore Paolo Viscione. Dalla Campania nascono i piu' clamorosi intrighi, che hanno scosso i palazzi romani, mettendo a dura prova la stessa tenuta del governo Berlusconi.
Il piccolo centro irpino di Cervinara, sbattuto sui giornali come terra di affaristi e intrallazzatori, ritorna agli onori della cronaca con la scalata di Edoardo Valente al vertice della guardia di finanza. Il generale, di origini cervinaresi, e' stato nominato, dal mese scorso, Capo di Stato Maggiore delle fiamme gialle, andando cosi' ad occupare la poltrona di Michele Adinolfi, promosso generale di corpo d'armata e trasferito al comando interregionale di Firenze, dopo essere stato indagato nell'ambito della P4 per rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento. L'alto ufficiale fu tirato in ballo da Milanese, a sua volta accusato da Viscione, stanco di versargli mazzette e regali in cambio della sua protezione. Sembra che tutto avvenga a Cervinara. Sullo sfondo affiora anche la vicenda politico-amministrativa locale, sfociata in uno scontro aperto tra Viscione e Milanese, che avrebbe bloccato la candidatura a sindaco di Sergio Clemente, genero dell'avvocato-imprenditore, sotto le bandiere del Pdl.
Ora Cervinara si rifa' il look con un nome prestigioso come quello del generale Valente. Tutti ricordano in paese la “farmacia del leone” di Via Carlo Del Balzo, gestita dal nonno Edoardo, e soprattutto il padre Arnaldo Valente, magistrato, gia' presidente della Corte di Cassazione e della corte d'appello di Roma. In questa veste contribui' ad archiviare il Lodo Mondadori. «Chioma bianca e cravattino a farfalla al collo - scrive la Repubblica nel 1994 - Arnaldo Valente, “papillon” per amici e conoscenti, ha fama di magistrato autonomo, estroso e imprevedibile. Qualcuno lo considera un po' un ‘cavallo pazzo', noto per aver spedito molti processi di Mani Pulite a Brescia e come esponente di spicco della sezione dell'ammazzasentenze Corrado Carnevale».

BUSINESS ;LUMINOSI
Passa, invece, per Benevento la piu' importante tranche delle accuse che hanno portato all'arresto di Papa, per associazione a delinquere, concussione ed estorsione. Al centro dei rapporti tra il magistrato e l'imprenditore Fasolino c'e' la costruzione della Centrale a Turbogas Luminosa, prevista nel capoluogo sannita, in contrada Ponte Valentino. Nel marzo scorso, ai magistrati Francesco Curcio e Henry John Woodcock, titolari dell'inchiesta, Marcello Fasolino ha raccontato che Papa pretendeva denaro, favori e regali in cambio di notizie riservate sui procedimenti giudiziari che lo riguardavano, promettendo protezione. Dalle carte emerge che il deputato Pdl, componente, tra l'altro, della commissione parlamentare antimafia, con i suoi modi spicci, pressanti e ricattatori, avrebbe ricevuto diecimila euro, una consulenza per la moglie-avvocato Tiziana Roda' e pensava addirittura di intrufolarsi nell'affare Luminosa. I soldi gli servivano perche' «aveva una donna da mantenere».
Papa e Fasolino si conobbero nel 2000 presso il comitato elettorale di Antonio Martusciello, allora candidato sindaco di Napoli per la Casa delle Liberta' ed oggi presidente dell'Authority delle Comunicazioni. «Un'altra volta - ricorda Fasolino nelle sue verbalizzazioni - lo incontrai insieme a Cesare Previti, al quale era molto legato, ospiti di Nicola D'Abundo ad Ischia. Lo andai a trovare quando era vice-capo di gabinetto, mi disse che era molto amico di Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa. Papa e' una persona che mi fa letteralmente paura, mi ha sempre dato angoscia, diceva che avevo il telefono sotto controllo, preannunciava pericoli incombenti e chiedeva denaro». Alcuni incontri tra Papa e l'imprenditore napoletano avvennero presso il ministero della giustizia, quando guardasigilli era Clemente Mastella. «Mi recai dal ministro - afferma Fasolino - e chiesi al magistrato di poter avere un appuntamento con Mastella per parlargli della centrale Luminosa. Da quell'epoca non l'ho frequentato piu', ma nell'estate del 2010 mi e' capitato di incontrarlo per strada, si e' avvicinato, mi ha fatto qualche domanda sull'iniziativa imprenditoriale della centrale di Benevento, dicendomi, col suo atteggiamento inquietante e torvo: «Marcelli', sull'energia amm' fa na sinergia, io, te e Gallo». L'operazione Luminosa affiora per la prima volta nelle parole di Luigi Bisignani, mister P4, che dichiara: «Tra le varie inchieste di cui Papa mi parlava e mostrava conoscenza vi era quella sull'eolico nella provincia di Benevento, mi riferiva di essere informato da fonti qualificate».
Nella caccia alle informazioni riservate sui procedimenti giudiziari, Papa era coadiuvato dal sottufficiale dei carabinieri Enrico La Monica. In una telefonata del settembre 2010, il magistrato dice al maresciallo: «Mi raccomando Benevento e questa cosa napoletana”. “Sembra evidente - rileva Gabriele Corona, di Altrabenevento, la associazione che ha sollevato il caso Luminosa - che si riferisce alla centrale a turbogas e agli affari eolici nel Sannio. Da chi venivano informati? A Benevento la magistratura potrebbe accertare a chi si sono rivolti Papa e La Monica». La vicenda suscita altri interrogativi. Si e' mai svolto, ad esempio, l'incontro tra Fasolino e Mastella? Cosa si sono detti?
«L'europarlamentare dovrebbe chiarire - aggiunge Corona - e prendere posizione sulla Luminosa. Fino ad oggi non si e' mai pronunciato. Cosi' come attendiamo una parola chiara dalla deputata azzurra Nunzia De Girolamo e dal consigliere regionale Luca Colasanto».
AMBIENTI e PARENTI
Nel frattempo il ministero dell'ambiente ha dato il via libera definitivo alla costruzione della centrale, provocando la protesta compatta del Comune, della Provincia di Benevento e delle associazioni ambientaliste, che hanno inviato ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e al ministro Stefania Prestigiacomo. La centrale a turbogas da 385 megawatt e' prevista presso due fiumi, in una zona fortemente inquinata ed inedificabile, per un investimento complessivo di 300 milioni di euro.
Il consorzio Asi di Benevento concesse il lotto per la sua costruzione nel dicembre 2006, a condizione che fosse adeguata e riattivata la centrale elettrica gia' esistente a Ponte Valentino per fornire energia alle imprese del posto. Ma quel piccolo impianto di pochi megawatt, costruito dalla Regione vent'anni fa, dopo essere stato affittato a varie societa', e' rimasto inutilizzato.
La societa' capofila della Luminosa e' la svizzera BKW con il 94 per cento, mentre il partner di minoranza col 6 per cento e' rappresentato dalla Ingegno Energia di Laura e Lorenzo Fasolino, figli di Marcello, ideatore del progetto. La BKW possiede inoltre il 33 per cento della Fortore Wind, impegnata nelle centrali eoliche e riconducibile ad Alfonso Gallo, un altro imprenditore ricattato da Papa e comunque protagonista sulla scena dei business energetici regionali.
Tra i supporter della Luminosa figurano Gaetano Cola, ex presidente della Camera di Commercio di Napoli, area Pdl, e l'imprenditore di origini beneventane Ninni De Santis, amico personale di Fasolino e presidente della Fondazione Liberal di Napoli. Per creare un clima favorevole alla sua megacentrale, l'intraprendente Fasolino allarga i suoi interessi a Benevento. Qui trasferisce la Cogefa, in via Avellino, al parco Collarile. La societa' di costruzioni, di cui e' direttore tecnico proprio De Santis, appartiene al cento per cento alla Ingegno Energia.
Ma il piu' corposo investimento arriva con I Normanni, la compagine che mira a costruire il “Parco Francesca Romana” nell'area della Rotonda delle Scienze, dietro l'universita' del Sannio, a Benevento. Il socio unico dei Normanni e' rappresentato da “Villa Francesca Romana”, una casa di cura per anziani con sede a Roma, la cui proprieta' e' divisa tra Nicola D'Abundo (armatore napoletano coinvolto nell'inchiesta sulla P4 e amico di vecchia data di Mastella), la Dafim, il notaio beneventano Vito Antonio Sangiuolo e la gia' vista Ingegno Energia dei fratelli Fasolino. Il primo progetto porta la firma di Carlo Camilleri, consuocero dell'ex guardasigilli Mastella.
L'area, rilevata dalla famiglia De Santis, dopo il fallimento dell'omonima impresa, era destinata a servizi pubblici, tra cui un Terminal bus. Fasolino e Sangiuolo trovano l'accordo con l'ex assessore Aldo Damiano per cambiare la sua destinazione in zona per residenze, negozi, parcheggi. La trasformazione viene recepita dal Puc, approvato dal comune di Benevento nei mesi scorsi.
Il nuovo progetto di hausing sociale viene affidato alla “Costa”, fondata da Giammarco Coviello e Giulio Stanzione, che ne e' l'amministratore unico.
L'architetto Coviello, ex fidanzato di Nunzia De Girolamo, curo' qualche anno fa l'allestimento della festa provinciale del Pdl tenutasi a Pietrelcina, ricevendo pubblici elogi dalla stessa parlamentare. L'ingegner Stanzione dirige numerose societa' di progettazione, tra le prime cinquanta in Italia, come Tecnis e Cogip, entrambe con sede a Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, nonche' la Costruzioni Generali di Milano. Il poliedrico professionista figura anche tra i docenti della Dirextra Alta Formazione, che ha sede a Roma allo stesso indirizzo della Costa.
Due mesi dopo il via libera alla Luminosa, dal ministero dell'ambiente arriva stranamente anche la autorizzazione per la costruzione della centrale di Flumeri, in provincia di Avellino. «La realizzazione dell'impianto di Benevento - sottolinea Corona - era stata approvata a condizione che non fosse autorizzato quello in Irpinia. Ora, addirittura, si vorrebbero aprire due centrali nel raggio di pochi chilometri. Occorre tenere gli occhi aperti per fermare l'ecomostro».




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