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INCHIESTA G8 - RINALDI IN CAMPO
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di
Vinicio D'Ambrosio [
13/05/2010]
Febbraio 2010. Scoppia l'inchiesta sulla Protezione Civile, con arresti e avvisi di garanzia. Dalle indagini delle magistrature di Firenze, Roma e Perugia emerge il malaffare degli appalti, dei favori, della corruzione “gelatinosa” della Protezione Civile. In particolare, fra i quaranta indagati dell'indagine fiorentina c'e' Claudio Rinaldi, commissario straordinario per i Mondiali di nuoto di Roma 2009, gia' al centro di un'inchiesta capitolina sulle presunte irregolarita' legate agli appalti per la realizzazione di strutture previste per i cosiddetti Grandi Eventi: oltre ai Mondiali di nuoto 2009, il G8 alla Maddalena e le celebrazioni per i 150 anni dell'unita' d'Italia.
A Roma l'ingegnere Rinaldi e' indagato per abuso d'ufficio, a Firenze, invece, gli inquirenti gli contestano la corruzione. Per questa ragione i pm hanno disposto una perquisizione dei carabinieri a casa e nel suo ufficio, per cercare documenti o atti che avvalorino i loro sospetti.
La posizione di Rinaldi emerge da una lunga informativa dei militari. Nell'ottobre 2008 sarebbe stato infatti destinatario di un'intestazione di alcuni beni. Nell'atto, stipulato a San Marino, beneficiaria risulta la madre di Rinaldi, Mimma Gordiani, disponente Diego Anemone, attraverso il suo commercialista di fiducia. Il 13 giugno di quell'anno Rinaldi era stato nominato commissario per i lavori dei Mondiali in sostituzione di Angelo Balducci.
Dal resoconto dei carabinieri emergono anche i contrastati rapporti che Rinaldi ha con Balducci, altra figura cardine dell'inchiesta toscana. Tanto Anemone quanto Balducci si trovano ancora, mentre scriviamo, in regime carcerario. Quanto a Rinaldi, e' invece attualmente presidente della quarta Sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Dal suo curriculum risulta, tra gli altri incarichi, che e' stato soggetto attuatore per la realizzazione degli interventi di ricostruzione infrastrutturali a San Giuliano di Puglia. San Giuliano e' il comune molisano, poco piu' di mille abitanti, che il 31 ottobre 2002 fu colpito da una scossa di terremoto non particolarmente devastante ma che fece crollare, a causa di una sopraelevazione costruita in disprezzo delle normative, la scuola elementare “Francesco Jovine”, causando la morte di ventisette bambini e di un'insegnante.
NOMINA AD PERSONAM
Con un'ordinanza “d'imperio” del presidente del Consiglio, il 10 settembre 2004 Rinaldi veniva nominato soggetto attuatore a San Giuliano, scavalcando cosi' il presidente della Regione Molise, Angelo Michele Iorio, precedentemente incaricato come commissario delegato alla ricostruzione per l'intera provincia di Campobasso. La nomina ad personam di Rinaldi suscito' piu' di un interrogativo, tanto da indurre l'ex senatore Ds molisano Augusto Massa a presentare un'interrogazione in cui sottolineava «la necessita' di fare chiarezza sulla questione» e chiedeva «quale decisione si intende adottare, e se non si avverta la necessita' di eliminare una figura cosi' inutile e cosi' poco trasparente per le attivita' delegate e per le procedure adottate».
In effetti Rinaldi, gia' provveditore alle opere pubbliche per il Molise, in virtu' del suo ruolo e forte delle prerogative derivanti dallo “stato di emergenza”, aveva, tra l'altro, la facolta' di annullare gare di appalto precedentemente indette e di farne di nuove. E subito si avvalse di tali prerogative. Vediamo come.
L'Anas nel piano di manutenzione straordinaria 2003 aveva stanziato 41 milioni di euro per opere destinate all'ammodernamento, miglioramento del piano viabile e risoluzione dei problemi connessi al dissesto idrogeologico della strada statale 87 Sannitica, relativamente alla tratta da Campobasso a Sant'Elia a Pianisi, comune prossimo all'area del cratere.
A seguito del sisma, con la motivazione dell'esigenza di garantire la percorribilita' immediata dell'arteria per piu' efficaci collegamenti viari tra il capoluogo regionale e la zona del cratere, nel 2004 l'Anas trasferisce al presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, commissario delegato per l'emergenza e la ricostruzione, la gestione dei lavori e di tutte le attivita' connesse.
A sua volta Iorio conferisce a Claudio Rinaldi, in qualita' di soggetto attuatore (benche' al di fuori dell'area del comune di San Giuliano di Puglia), uno specifico incarico. Cosi' Rinaldi, sull'onda dell'urgenza, indice una gara esplorativa, fissando in venti giorni il termine per la presentazione delle offerte. L'invito veniva rivolto a societa' autonomamente prescelte (con quali criteri di trasparenza e imparzialita' non e' dato sapere), affinche' presentassero l'offerta a trattativa privata, avvalendosi delle deroghe previste con urgenza dalla protezione civile.
Si arriva al 27 ottobre 2004, quando il primo lotto (circa 30 milioni di euro piu' altri 11 come somme a disposizione dell'amministrazione), viene affidato all'impresa Falcione srl di Campobasso. La ditta aveva risposto all'invito il 19 ottobre, dopo appena dodici giorni, con un ribasso del 6,80%.
E' singolare che alla gara esplorativa “telefonica” fossero state invitate solo cinque imprese: Lauro Cantieri Valsesia spa di Torino, Vidoni spa di Tavagnacco (Udine), Generali Prefabbricati spa di Perugia, Costruzioni Falcione Geom. Luigi srl di Campobasso, Lungarini spa di Fano.
Delle cinque imprese, solo quattro avevano presentato l'offerta. La Lauro Valsesia di Torino decise di non candidarsi. La Lungarini era gia' ampiamente nota alle cronache (ed oggi e' impegnata nel consorzio “Sant'Egidio”, titolare dei lavori per l'aeroporto internazionale di Perugia e oggetto di indagini a seguito dell'inchiesta fiorentina sui Grandi Eventi, in questo caso i 150 anni dell'Unita' d'Italia). Le altre tre imprese invitate, Falcione, Vidoni e Generali Prefabbricati (tramite l'incorporata Vibrosud), si erano in precedenza costituite in associazione temporanea d'impresa per la aggiudicazione, poi revocata, della variante esterna di Venafro in provincia di Isernia, costata 78 milioni di euro. L'appalto era stato revocato per sospetta illegalita' delle procedure adottate dal presidente della commissione di gara e per sospette collusioni dell'impresa Vidoni con la ‘ndrangheta calabrese, come risulta dall'interrogazione del 4 dicembre 2002 del senatore Tommaso Sodano (Prc).
A questo punto c'e' da chiedersi quale sia stato il procedimento logico seguito dal soggetto attuatore nell'individuare le imprese da invitare. I principi di cautela nella scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione, tanto piu' nel caso di uno strumento negoziale delicato, per sua natura poco concorrenziale e trasparente, come la trattativa privata, avrebbe dovuto sconsigliare di invitare tali imprese per piu' motivi. Ad esempio, perche' la precedente costituzione delle stesse in Ati era sintomatica di particolari rapporti di affari intercorrenti fra di loro: avrebbero potuto accordarsi preventivamente su quale avrebbe presentato un'offerta piu' bassa delle altre, ma comunque piu' elevata di quella di mercato. Non solo. Erano state artefici dell'appalto per la variante di Venafro revocato per gravi motivi.
E poi, soltanto il 16 settembre 2005 (a distanza di un anno dall'affidamento dei lavori dichiarati urgenti) il soggetto attuatore pubblicava sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise l'avviso di avvio del procedimento di approvazione degli atti progettuali relativi agli espropri dei terreni interessati. Inoltre, secondo l'interrogazione del primo marzo 2007 del gruppo consiliare regionale dei democratici di sinistra, si sceglieva un tracciato diverso da quello definito in sede di Conferenza dei servizi, con l'aggiunta di una realizzazione su suolo tratturale e su terreno franoso a pericolosita' elevata, come evidenziato dall'Autorita' di bacino interregionale Trigno-Biferno-Fortore.
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Inquietante la giustificazione del nuovo progettista, arrivato a San Giuliano di Puglia con il terremoto e recordman di incarichi, l'ingegnere Carlo Strassil, legato all'allora ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi anche per la comune vicinanza all'Opus Dei. Strassil sostiene di non avere responsabilita' nella scelta del tracciato: «Non sono stato io a scegliere il percorso ma sono state le istituzioni, io ho solo applicato le decisioni di altri».
Il 19 aprile 2010, poche settimane fa, questo ingegnere sessantatreenne (tra l'altro, consulente per la ricostruzione dell'Aquila con progetti riguardanti la viabilita' e l'agibilita' delle scuole) e' stato arrestato nella sua casa romana dal corpo forestale di Pescara a seguito di un'inchiesta della magistratura abruzzese, nella quale sono indagati anche l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, gli imprenditori Carlo, Paolo e Alfonso Toto (il primo fondatore di AirOne) e l'ex presidente delle Provincia di Pescara, Luciano D'Alfonso (gia' arrestato, per altri reati, nel 2008 quando era sindaco Pd della citta'). L'indagine riguarda la mancata realizzazione della strada statale 81 meglio nota come “Mare e Monti” in provincia di Pescara, di cui Strassil era il progettista. La magistratura ha anche disposto il sequestro preventivo di beni ed immobili per circa 3,5 milioni, ritenendo che si tratti di somme derivanti dagli illeciti commessi. Undici complessivamente gli indagati, tra amministratori, tecnici, imprenditori e funzionari pubblici.
Ritornando all'emergenza di San Giuliano e alla statale 87, dove stava tutta “l'urgenza”, se ad oggi meno della meta' dei lavori e' stata realizzata, e della strada, per cosi' dire ammodernata, non esiste un solo tratto percorribile?
Il fatto certo e' che i lavori, di considerevole importo e piu' volte contestati da cittadini e associazioni ambientaliste dei comuni attraversati (a nulla sono valse le denunce alla Procura della Repubblica di Campobasso, mentre indagini sarebbero in corso presso quella di Larino, ndr), sono stati affidati mediante una semplice trattativa privata e che la declaratoria di “urgenza” sia stata, di fatto, piu' funzionale alla scelta della procedura piuttosto che alle esigenze della pubblica amministrazione. Ed e' naturalmente una pura coincidenza il fatto che da novembre 2001 all'estate 2003, Edoardo Falcione, fratello e socio di Edmondo Falcione (amministratore unico dell'omonima societa' di famiglia) nonche' collega di partito di Michele Iorio, sia stato assessore regionale esterno al bilancio.
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