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DAI VICOLI DI PALERMO ALLA SECURITY DI OBAMA
di Rita Pennarola [ 16/02/2009]


Tornano in campo i Cavalieri della Guerra. Anche detti (dalla magistratura) i Signori della Truffa. O ancora, piu' pericolosamente, i Templari della Security Planetaria, sulla quale lucrano milioni di dollari. Sono loro, il siciliano Vittorio Busa' e i suoi, divenuti ormai un esercito con propaggini in mezzo mondo grazie al complice silenzio delle diplomazie (quelle vere) internazionali. Una rete di relazioni basata su documenti falsi e clamorose investiture che permette pero' oggi al Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, la sigla fondata in un bugigattolo della vecchia Palermo da Busa', di autodefinirsi “organizzazione parallela alle Nazioni Unite” e, in tale veste, di gemellarsi ad una Universita' Internazionale a Panama, dar vita ad un Istituto Diplomatico in Svizzera ma, soprattutto, rientrare nel colossale business dei contractor sui territori di guerra e della sicurezza privata, anche al fianco dei capi di stato.
Uno scenario da fantascienza, eppure incredibilmente reale. Ed in fase di inquietante escalation.

A SCUOLA DI GUERRA
Partiamo dall'ateneo panamense, che si definisce “Centro internazionale per lauree altamente qualificate” e vanta, oltre allo stretto apparentamento col Parlamento di Busa', il riconoscimento del “Dipartimento degli Stati Uniti per gli affari dei veterani di guerra”. Fondata nel 1994, l'Universita' sarebbe gia' diventata leader nella formazione a distanza e rilascerebbe titoli in discipline affini al binomio guerra e security: si va da “Martial Arts” a “Criminal Justice”, fino a “Private Security e Management”, “Business Administration”, “Psychology” e “Security Technology”. Non importa quanto lauree e master siano poi considerati validi (di sicuro costano: dai 400 ai quasi mille dollari per ciascuno dei diversi corsi necessari a procurarsi il titolo). Perche' ad accreditare la struttura basta la foto che mostra il rettore Stephan Barnhart in posa accanto all'allora vicepresidente Usa Dick Cheney.
In home page spicca la sinergia col “parlamento” di Busa': «La nostra Universita' sostiene gli sforzi nel mondo dell'International Parliament for Safety and Peace, riconosciuto dalle leggi internazionali. Esso e' un organismo parallelo alle Nazioni Unite; come le Nazioni Unite ha rappresentanze ed ambasciatori in tutte le nazioni; conta attualmente 400 senatori ed 800 deputati».

CACCIA A BUSA'
Ma chi e' veramente Busa'? E quanto conta davvero la struttura che ha messo in piedi? Come la Voce ha documentato fin dal 2004, durante gli anni della prima, sanguinosa invasione dell'Iraq, dietro i roboanti proclami su pace e diritti umani si nasconde una compagine popolata di personaggi e sigle collegati ai fiumi di miliardi che scorrono sui luoghi internazionali dei conflitti. Era stato proprio seguendo la Ibsa, societa' ligure di body guard del duo Giacomo Spartaco Bertoletti e Roberto Gobbi presso la quale si era formato Fabrizio Quattrocchi (uno dei quattro ostaggi italiani, poi ucciso in circostanze mai dei tutto chiarite), che ci eravamo imbattuti nel logo del Parlamento Mondiale palermitano. Un link che all'epoca rimandava ad un sito da decine e decine di pagine (oggi prudentemente cancellate) ed alla delirante biografia di Busa'. Il suo nome - come abbiamo in seguito accertato - ricorreva nelle carte giudiziarie di numerose Procure italiane impegnate, negli anni novanta, a sgominare traffici di denaro, falsi passaporti diplomatici e perfino materiale radioattivo.
A parte i precedenti giovanili, quando era stato raggiunto da un ordine di cattura emesso dall'autorita' giudiziaria di Roma per associazione a delinquere, truffa e falso, con l'accusa di aver costituito una organizzazione dedita a smerciare titoli onorifici inesistenti, le indagini a suo carico diventano piu' serie nel 1989, quando “Lord President” ;Busa' risulta coinvolto, insieme ad un altro massone conclamato, il principe Alliata di Monreale, in una clamorosa indagine su un giro di falsi diplomi di laurea venduti a peso d'oro. Nessun tribunale italiano, tuttavia, e' riuscito finora a condannare Sua Beatitudine (come si fa chiamare dopo essersi autoproclamato “Arcivescovo Ortodosso della Chiesa Russa Autocefala”). Nemmeno a luglio ‘99, quando le Fiamme Gialle della capitale avevano portato alla luce un traffico di barre di uranio e passaporti diplomatici realizzato da iscritti al Parlamento Mondiale palermitano, con un giro d'affari da 100 miliardi di lire (vedi la Voce di gennaio 2008).
Magari sara' perche' a dettare le regole e' proprio l'organismo fondato da Busa', che addirittura ha promulgato un lungo e dettagliato “Codice Penale Universale”.
E c'e' poco da ridere. Perche' dietro le caricature corrono i milioni degli appalti targati security. Che seguono la strada tracciata dalla triangolazione fra il Parlamento made in Busa', la Ibsa di Genova e la corazzata internazionale alla quale quest'ultima sigla fa capo, vale a dire la Ibssa International (International Bodyguard and Security Services Association). Oltre ad aver allevato intere generazioni di guardie del corpo per nababbi, Ibssa conta fra i suoi affiliati societa' che si occupano del reclutamento e dell'addestramento degli eserciti privati da inviare sui luoghi dei conflitti, dall'Iraq all'Afghanistan.
Presieduta da “His Grace” George Popper (coadiuvato dalla moglie Anna Popper), con rappresentanti in tutto il mondo e quartier generale a Budapest, grazie alle sue estese ramificazioni puo' essere considerata una Gladio dei nostri tempi. «Se per i Gladiatori - dice un esperto di Servizi deviati - il nemico numero uno da abbattere era il comunismo, per queste Security che spaziano dalla difesa personale a quella delle Nazioni il mostro si chiama Terrorismo. E' la parola magica intorno alla quale ruotano affari ed appalti da miliardi di dollari». Rapporti che si consolidano proprio attraverso le sigle diplomatiche che riportano sempre, in qualche modo, al Parlamento di Busa'.
Nell'ultimo numero del magazine ufficiale di casa Ibssa, quello del 2008, ecco tre pagine dedicate a suggellare ancora una volta gli stretti legami fra il colosso ungherese e il Parlamento palermitano. Al centro, la foto a colori che ritrae “the archibishop Busa'” (“ortodosso”, ma ormai irreparabilmente travestito da prete cattolico, con tanto di clergyman) insieme ad una sorridente milady Anna Popper, nel corso di un summit fra Sua Beatitudine e Sua Grazia.
Ne' si fa mistero della comune appartenenza all'Ordine dei Cavalieri di Malta. In particolare, si tratta del Sovereign Order of Saint John of Jerusalem Knights of Malta, vale a dire quella compagine che in alcune roventi inchieste degli anni ‘90 veniva definita la “Malta Parallela” (o “Malta Rossa”), e sulla quale alcune Procure stavano indagando per rapporti con l'estremismo di estrema destra, riciclaggio e traffici vari. Nelle stesse inchieste ricorreva anche il nome della Universita' Pro Deo (all'epoca indagata anche per false lauree), che oggi ritroviamo nella member list of Ibssa, «Anni di lavoro - dice una professionista che e' stata consulente di quelle Procure - migliaia di faldoni, per poi riuscire a mettere sotto accusa solo alcuni personaggi secondari, senza mai arrivare al cuore dell'organizzazione».
Per capire fino a che punto sia arrivata la potenza di quella organizzazione, basta dare un'occhiata ad uno degli articoli pubblicati sempre sull'edizione piu' recente del magazine Ibssa. Nel quale si racconta per filo e per segno come alcuni suoi rappresentanti abbiano prestato la loro opera per la security di Barack Obama durante la corsa per le Presidenziali 2008, che oggi lo vedono al vertice della Casa Bianca e del mondo. Poco da meravigliarsi, dal momento che Busa' esibisce il diploma di benemerenza conferitogli nell'ambito del “Presidential Active Lifestile Award”. E' di giugno 2008. E porta la firma di George W. Bush.
Un'esterofilia, la sua, irrefrenabile. Per fare un altro esempio, Busa' siede fra i membri di una sigla macedone, la First Embassy of the Children in the World Megjashi (anche qui, con fini dichiarati di assoluto stampo umanitario), il cui presidente Dragi Zmijanac era membro fino al ‘99 di una Commissione dell'Onu insieme a Raffaello Gelli, figlio del venerabile Licio Gelli.

BENVENUTI IN PARADISO
Ungheria, Panama, Stati Uniti: ne stanno facendo di strada, l' “arcivescovo” e i suoi proseliti, dal modesto appartamento della vecchia Palermo. Non poteva mancare, percio', un paradiso fiscale come la Svizzera. Dove da un anno circa ha aperto i battenti un nuovo, questa volta sfarzoso, quartier generale. Benvenuti in Paradiso. E' qui, infatti, nella ridente localita' del Canton Ticino, che opera l'Institut diplomatique pour les relations entre nations, dove ritroviamo ai vertici l'augusto terzetto George Popper, Anna Popper e Vittorio Busa', con una serie di comprimari tutta da scoprire ed un sistema di relazioni da brivido. Cominciamo dai trascorsi nelle pagine di cronaca giudiziaria di alcuni attuali plenipotenziari dell'Institute.

CI PENSA POIDIMANI
23 marzo 2007. Le Fiamme Gialle di Gallarate portano alla luce il clamoroso raggiro messo in atto da un sedicente ambasciatore del Portogallo e dai suoi numerosi complici. L'ambiente e' quello di una “real casa” con tanto di stemmi, arazzi e sontuosi arredi, oltre ad una serie infinita di simboli, medaglieri ed orpelli dell'alta diplomazia internazionale. In manette finiscono “sua altezza reale il principe di Braganza (cosi' definito sul suo passaporto diplomatico)”, Rosario Poidimani, un siracusano di 66 anni residente a Vicenza, dove aveva sede la sfarzosa dimora, e il “ministro delle relazioni estere”, al secolo Roberto Cavallaro, veronese di Legnago. Insieme a loro i consoli, vice consoli e altri esponenti della diplomazia fai-da-te: fra gli altri, Ugo Gervasi, 43 anni, di Castellanza e Roberto Resini, ex direttore della Carige a Gallarate.
Poidimani, risultato pregiudicato, aveva aperto a Gallarate anche una succursale dell'Institut International pour les relations diplomatiques. Per essere ammessi al cospetto delle “loro altezze” i malcapitati pagavano dai 5 mila euro della quota d'accesso fino ai 30 mila per riuscire a diventare “console generale”, carica corredata da un kit comprendente stemmi, medaglie, onorificenze e soprattutto il passaporto diplomatico, tanto che «alcuni facoltosi imprenditori della zona hanno confessato d'aver fatto “questo investimento” per dribblare le estenuanti file alla Malpensa», ci racconta un cronista locale.
Associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, possesso di stemmi contraffatti o indebitamente acquisiti, falsificazione di documenti, false generalita', minacce: queste le accuse che il pm di Busto Arsizio Giovanni Polizzi ha contestato al siracusano e ai suoi ancora nell'udienza dibattimentale dello scorso 30 ottobre.
Autonominatosi fin dal 1987 Duca di Braganza e legittimo pretendente al trono del Regno del Portogallo col nome di “Sua Altezza Reale Dom Rosario”, il truffatore siculo-veneto era gia' stato sorpreso all'opera nel 2006 quando, nell'ambito di un'indagine sulla sede gallaratese dell'Institut International pour les relations diplomatiques, venne fuori che attraverso la societa' Dierrepi Consulting era riuscito ad ottenere finanziamenti per circa 2 milioni di euro senza alcuna copertura, continuando per giunta a millantare nobili ascendenti portoghesi (con grave danno d'immagine per quel Paese, la cui ambasciata - quella vera - lo aveva denunciato) grazie ai quali distribuiva onorificenze e passaporti diplomatici in cambio di denaro.
Stretti i rapporti fra le spacconate truffaldine di Poidimani e il non meno grottesco Vittorio Busa'. E non solo per truffe o onorificenze-patacca. A cominciare dal fatto che lo stesso statuto dell'Institut messo su dal siculo-vicentino rimandava direttamente alla creatura di Busa': «L'I.I.R.D. collabora con il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, organismo intergovernativo osservatore presso le Nazioni Unite».

BEATITUDINI E MILORD
L'Istituto di Gallarate e' stato “disciolto” in seguito alle inchieste della magistratura, con relativi sequestri e oscuramenti dei siti internet. Ma si sa, morto un papa se ne fa un altro. Ci arriviamo seguendo l'ascesa di Ugo Gervasi, il “viceconsole portoghese” arrestato durante il blitz di marzo 2007 nella “Real Casa” di Poidimani. Gervasi, anche lui sotto processo, siede adesso ai vertici di una nuova corazzata diplomatica che ricorda tanto quelle finite miseramente solo un anno fa. E si tratta, anche stavolta, di un organismo che vanta a chiare lettere fra le sue credenziali il «riconoscimento ufficiale da parte del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace».
Eccoci, siamo finalmente arrivati al cospetto del vero Institut diplomatique pour les relations entre nations in zona Lugano. Di puro stampo filantropico, come sempre, le finalita' dichiarate: «promuovere il confronto attraverso i propri soci del mondo politico e diplomatico dei vari paesi per favorire la comprensione e la soluzione di problemi umani, sociali e conflittuali del nostro tempo». Ma, piu' che altro, «esplorare nuove strade per il commercio con l'estero attraverso le strutture che ogni paese mette a disposizione per mezzo del proprio corpo diplomatico e consolare».
Un'intera sezione del sito e' dedicata ad illustrare le benemerenze del “Parlamento” di Busa'. «Pro veritate - si legge fra l'altro - in ordine alle materie di competenza esclusiva del Lord Presidente (Busa', ndr) del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, Organizzazione Intergovernativa di Stati, si puo' in ogni caso sicuramente affermare che la nomina di Ambasciatori, Ministri Plenipotenziari, Ministri Delegati Residenti, Incaricati d'Affari e di ogni altra carica sono di esclusiva competenza del Lord Presidente, il quale e' del tutto equiparato ad un Capo di Stato». Sua Beatitudine Busa' figura infatti al vertice del paradisiaco Institut in qualita' di Presidente Onorario.
Ne' manca il coinvolgimento di personalita' del panorama politico internazionale, ma soprattutto il patrocinio concesso ad alcune delle loro manifestazioni pubbliche dal Governo italiano.
Sul manifesto del terzo meeting internazionale “I grandi progetti nel Mediterraneo”, organizzato a Montesilvano d'Abruzzo fra il 23 e il 25 ottobre 2008 dall'Institut Diplomatique appaiono - oltre a quello del Parlamento di Busa' - i loghi del ministero per lo Sviluppo Economico (quello autentico, retto da Claudio Scajola) e del Parlamento Europeo, nonche' quelli della Regione Abruzzo e delle Province di L'Aquila, Pescara, Chieti. Il tutto, sotto la vigile organizzazione di un'altra sigla in odor di Busa', la SMS Grandi Progetti, che sta per Sviluppo, Mercato, Solidarieta'. Tra i finanziatori, anche la Banca di Credito Cooperativo, la Popolare di Lanciano e Sulmona (finita nell'orbita BPER) e l'Associazione Costruttori di Confindustria Chieti.
Ma non e' finita, perche' sulla brochure ufficiale del meeting (cui ha preso parte, fra gli altri, il parlamentare europeo Aldo Patriciello, oggetto di numerose indagini della magistratura tuttora in corso) era annunciata la presenza di Stefania Craxi quale rappresentante ufficiale della Farnesina.
(continua)





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