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GRANDI FIRME
GOMORRA IRRAZIONAL POPOLARE ITALIANA
di Andrea Di Consoli [ 15/02/2009]


A rigor di logica, Irrazionalpopolare (Einaudi) sara' il libro meno comprato e letto di quest'epoca post 11 settembre. Eppure tutto puo' accadere (irrazionalmente), come ci insegnano Luca Mastrantonio e Francesco Bonami, due generosi e spericolati “camminatori” del nostro Tutto culturale. Sara' il meno comprato e letto, dicevo, perche' e' improbabile che la massa individualista, che e' protagonista di questo saggio scintillante, avra' voglia di scoprirsi vittima di abbagli, di mode irrazionali, di fenomeno culturali solo perche' cosi' dice qualcuno.
Gli italiani di cultura media (questo libro, in realta', e' una feroce analisi della societa' piccolo-borghese acculturata) amano leggere i libri in cui vengono confermate le proprie certezze. Nessun cannibale, per esempio, leggera' mai libri critici sul cannibalismo; nessun pedofilo, anatemi contro la pedofilia; nessun voyeur, libri psicanalitici sul voyeurismo. Quindi, nessun uomo “irrazionalpopolare” leggera' mai un libro sull'irrazionalpopolare.
Mi dispiace per i due brillanti scrittori, ma il loro libro sara' il meno letto e venduto degli ultimi anni. E quindi sara' un clamoroso insuccesso, perche' la maggior parte dei lettori italiani fa parte della stirpe: della stirpe degli irrazionalpopolari. Vederlo letto dalla moltitudine e' un'utopia, come voler trasformare, in corso d'opera, un brodo con il dado in un piatto prelibato, per esempio in una bella lasagna di pesce.
Irrazionalpopolare di Mastrantonio e di Bonami e' un libro-catalogo delle cose assurde e incomprensibili che accadono in Italia. E' vero: in Italia ogni tanto accade che un personaggio, un fenomeno, una moda prenda il sopravvento sulle altre, senza motivo. Benigni legge (male) Dante? Tutti a battere le mani a Benigni, al punto che qualcuno vuole dargli il premio Nobel per la letteratura. A Roma ci sono le lezioni di storia all'Auditorium? Tutti ad ascoltare le lezioni di storia, che ogni giorno vengono disertate all'Universita', dove tra l'altro sono anche gratis. Va di moda Cattelan? Tutti parlano di Cattelan. Va di moda la Ventura, Bonolis, Beppe Grillo, Padre Pio, Federico Moccia, Philippe Daverio? Tutti in fila, a battere le mani al “fenomeno” di turno.
Nessuno dei singoli casi “irrazionali” analizzati da Mastrantonio e Bonami e' mostruoso in se'; ma e' mostruoso il meccanismo mediatico-modiaolo che ogni volta si crea, con tanto di fanatismi, must, conformismi e canonizzazioni usa e getta. E' stato sempre cosi', mi si dira', ma adesso e' peggio.
Il pregio principale di questo libro, pero', e' il fatto che i due autori hanno attraversato pienamente i fenomeni che raccontano, senza snobismi di “casta”; anzi, in loro e' sempre vivo un interesse per il “pop”, che e' la categoria piu' difficile che esista in cultura, forse piu' difficile, tanto per fare un esempio, del surrealismo o del realismo.
Che cos'e', il “pop”? Il “pop” e' tutto quello che sembra popolare, e invece non lo e'; pure, e' tutto quello che sembra “alto”, e invece e' popolare. Il “pop” e' citazionismo del basso, del consumo, dell'immaginario collettivo; e' rifacimento, e' disimpegno, e' gioco, e' mimesi, e' tante altre cose. E quindi i due autori, amanti del “pop” (che e' una cosa seria, e anche snob), hanno sceso un ulteriore gradino, e sono andati a vedere cosa accade nell'outlet italiano, in questo grande centro commerciale che e' l'immaginario culturale italiano. E hanno trovato il Purgatorio. Non l'Inferno, che sarebbe gia' entusiasmante. No, hanno trovato un Purgatorio senza fiamme, con milioni di persone-groupie in fila ai botteghini del sapere mediatico, perche' importante e' partecipare agli eventi, e poter dire: “Io c'ero”.
Questo libro, inoltre, non verra' mai letto da un'altra categoria di lettori italiani (assai numerosi, dal Pasolini “ultimo” in poi), ovvero da tutti i lividi fustigatori dei costumi italiani, dai nipotini di Travaglio, di Flores d'Arcais, di Massimo Fini, di Grillo; dai tanti “sfascisti” e “apocalittici” eternamente nostalgici ora del Dopoguerra, ora della civilta' contadina, ora del Rinascimento. E non leggeranno mai questo libro, i tanti Savonarola italiani, perche' Irrazionapopolare e' scritto senza moralismo, senza facile indignazione, senza furore purificante. Nel brodo col dado (sembrano dirci i due autori, che non utilizzano mai la facile metafora della merda) ci siamo immersi tutti, fino al collo, anche quando pensiamo di esserne fuori. Questa e' l'Italia, e di questa Italia dobbiamo parlare, se ovviamente intendiamo parlare dell'Italia.
Irrazionalpopolare e' la Gomorra della cultura italiana. Solo che mentre Gomorra riguarda soltanto una minoranza di “mostri” (i camorristi), qui i mostri sono troppi, e siamo tutti noi, probabilmente tutti “acculturati” e un po' sonnambuli, guidati dai venti mediatici.