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GRANDI FIRME
CARO OBAMA, TELEFONA AL TG1
di Jacopo Fo [ 15/01/2009]


Gentile Barack Obama, Presidente eletto degli Stati Uniti d'America, le scriviamo perche' siamo italiani e siamo un poco in difficolta' e non sappiamo piu' a che santo votarci. Il nostro governo ha deciso che non conviene investire in fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Dicono che siamo alla bancarotta e non abbiamo piu' soldi. Dicono che per noi l'unica soluzione e' continuare a inquinare e sprecare.
Secondo gli accordi sottoscritti a Kyoto dovevamo ridurre le emissioni di Co2 del 6,5% e invece le abbiamo aumentate del 9,9% negli ultimi 7 anni. Dicono che se ci mettessimo a ridurre le emissioni e risparmiare petrolio ci costerebbe troppi soldi e le nostre aziende fallirebbero.
Berlusconi, che e' sempre spiritoso, ha affermato che per noi occuparsi di ecologia sarebbe come per un malato di polmonite preoccuparsi della permanente ai capelli.
I nostri governanti non capiscono che la ragione per la quale oggi la crisi economica e' piu' violenta in Italia rispetto ad altri paesi, sta proprio nel fatto che noi continuiamo a sprecare energia mentre gli altri hanno iniziato a risparmiarla.
Sicuramente sapra' che col sole che abbiamo noi potremmo fare molto. Ma i nostri governanti non lo capiscono. Non capiscono che e' assurdo che in Austria ci siano 200 metri quadrati di pannelli solari per l'acqua calda ogni 1000 abitanti, in Grecia 240, in Italia solo 10 (dieci!!!) metri quadrati per ogni mille abitanti. Non capiscono che questa assenza dei pannelli solari rappresenta un danno per l'economia di ogni famiglia, oltre che per i nostri polmoni e l'ambiente; sono soldi che vengono buttati in combustibili fossili e che invece potrebbero essere spesi per migliorare la situazione economica delle famiglie e dare impulso all'economia.
Si figuri che il nostro governo ha appena deciso di complicare la trafila burocratica per ottenere la detrazione fiscale del 55% del costo di pannelli solari, isolanti termici, caldaie efficienti ed altre soluzioni che possono aumentare l'efficienza energetica delle abitazioni. E ha anche tagliato i fondi per queste detrazioni fiscali. Una cosa drammatica. In Italia quasi la meta' dei combustibili fossili bruciati servono per riscaldare le case e l'acqua. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, le famiglie, negli ultimi 30 anni, hanno buttato via l'equivalente del valore della loro casa per inefficienza energetica. Da noi i consumi per il riscaldamento sono enormemente piu' alti di quelli massimi previsti in Austria (140-210 kilocalorie per metro quadrato all'anno contro 80).
Il nostro governo non capisce che lo spreco energetico e' cosi' alto che potremmo finanziare gli investimenti per l'efficienza energetica con il denaro che ora buttiamo via. Ma proprio non capiscono. Bloccano provvedimenti essenziali come il varo di un progetto sul recupero dell'olio alimentare usato. Si figuri che da noi i ristoranti pagano una tassa per smaltirlo, invece di poterlo rivendere come accade in altri paesi. Buttiamo via ogni anno circa 100 mila tonnellate di olio fritto ottimo per produrre biodiesel. E aspettiamo invano che vengano promulgati i decreti attuativi per la legge che incentiva i piccoli impianti di produzione elettrica con eolico, biomasse e idrico.
L'Italia non ha ancora riconosciuto la validita' degli impianti di riscaldamento geotermico e dell'illuminazione a led che taglia l'80% dei consumi e dei costi dell'illuminazione pubblica. Cosi' chi in Italia investe in queste ecotecnologie non riconosciute dallo Stato perde la possibilita' di vendere i Titoli di efficienza energetica sul mercato internazionale. Un danno senza nessun vantaggio. E anche un modo per scoraggiare i Comuni italiani a sostituire le vecchie lampadine dei lampioni con i led. E non solo: i nostri governanti hanno aumentato la burocrazia sugli impianti fotovoltaici. Si figuri che in Italia ci sono 150 impianti fotovoltaici perfettamente in regola e funzionanti che non vengono riconosciuti perche' i proprietari per errore hanno spedito in ritardo una lettera al Gestore Servizi Elettrici. Secondo i nostri governanti questi poveracci dovrebbero buttare via quell'impianto, non possono farne niente, neanche rivenderlo, perche' i numeri di serie dei pannelli, una volta segnati su una domanda bocciata, non vengono piu' accettati in una nuova domanda. Cose che succedono solo in Italia.
Le scriviamo perche' siamo proprio in difficolta'. La nostra unica speranza per far sapere la verita' a molti italiani e' che lei ci dia una mano.
Quello che le chiediamo e' di dire due parole a favore dell'Italia. Un suo discorso, oggi, potrebbe finalmente bucare la confusione che qui si fa sul tema della crisi economica e della rivoluzione delle ecotecnologie. La stima che milioni di italiani hanno per lei li porterebbe ad ascoltarla e a riflettere sulle sue parole.
Ci appelliamo a lei perche' tutti i nostri tentativi di farci sentire sono stati oscurati. Viviamo una ben triste stagione qui in Italia. In altri drammatici momenti storici gli Stati Uniti ci hanno soccorso mandandoci migliaia di uomini a combattere e molti sono caduti per aiutarci a ottenere la liberazione dalla dittatura nazifascista. Oggi non siamo ridotti cosi' male. Ci basterebbe che un americano solo, in particolare Lei, facesse una telefonata al Tg1.
A lei forse la capirebbero, anche se parla inglese.