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GRANDI FIRME
LA VERA STORIA DEGLI ABBRONZATI
di Jacopo Fo [ 04/12/2008]


Se prendi un libro di storia scopri che i neri sono il popolo piu' stupido del mondo. Non hanno inventato mai niente, non hanno edificato grandi civilta', sono sempre stati sconfitti da tutti, arabi o europei che fossero. Gente che si e' lasciata schiavizzare per secoli senza mai riuscire a ribellarsi. Talmente arretrati che non sono neanche stati capaci di darsi una propria scrittura. Muoiono di fame perche' mancano del senso dell'iniziativa e del lavoro e una volta caduto il regime colonialista che li teneva a bada si sono dedicati a massacrarsi tra di loro con un impeto primitivo agghiacciante: milioni di morti a colpi di machete, per non sprecare munizioni.
Di loro sappiamo che corrono veloci e picchiano duro, hanno un buon senso della musica e il loro pisello e' grosso. Poi sbuca dal nulla questo Obama e diventa presidente degli Stati Uniti.
A sinistra si precisa che siamo tutti uguali e anzi discendiamo tutti da alcune donne nere. Lo ha dimostrato Cavalli Sforza con il suo immenso studio sul Dna. Quindi siamo tutti neri e il razzismo e' privo di senso. E, si aggiunge, i neri sono oggi per lo piu' poveri e disperati nella loro Africa nera o nei ghetti statunitensi, non perche' non siano capaci di lavoro e impresa, ma perche' il colonialismo ha distrutto dalle fondamenta la grande civilta' africana con 5 secoli di violenze e rapine incredibili che hanno imbarbarito il continente.
La prima cosa da dire e' che sembra che i neri non abbiano una grande storia e non siano stati capaci di ribellarsi solo perche' i libri di storia sono stati censurati abilmente e completamente.
In questo articolo cerchero' di ristabilire alcune verita' essenziali. (Su questo argomento e in particolare sullo schiavismo e le rivolte nere vedi anche l'estratto dal libro: Schiave Ribelli, scritto con Laura Malucelli)
Erano neri tutti i nostri antenati. Erano neri i primi colonizzatori dell'Europa, dell'Asia, dell'America e dell'Australia.
Persero l'abbronzatura per via del freddo. E furono nere le prime civilta' complesse che fiorirono lungo i grandi fiumi nelle aree dove il clima era piu' mite.
Queste civilta' iniziano a costruire opere notevoli tra il 7000 e il 3500 avanti Cristo. Possedevano una tradizione narrativa orale e conoscenze di astronomia, matematica, geometria, oltre a una grande capacita' di costruire canali, argini, terrapieni e di bonificare le paludi. Costruivano case con camini e porte munite di cardini ed erano capaci di realizzare manufatti raffinati di rame e d'oro e statue di pietra con tratti di grande realismo. Vivevano integrando pesca e agricoltura. Affrontavano gli oceani a bordo di canoe ricavate da tronchi intagliati e su zattere ottenute legando insieme fasci di canne. I loro villaggi erano privi di mura difensive e nelle loro pitture e sculture troviamo la celebrazione della fertilita' della natura e non della guerra e dei potenti. Il fatto che le sepolture fossero simili per tutti i membri della comunita', donne comprese, ha fatto pensare che il ruolo sociale della donna non fosse sottomesso a quello dell'uomo.
Inoltre, la notevole presenza di immagini erotiche e rappresentazioni di seni e organi sessuali e' stata considerata come indizio di una civilta' improntata alla celebrazione del piacere piuttosto che del dominio. Queste civilta' sono state definite matriarcali. Alcuni ricercatori hanno pero' fatto notare che non si trattava di una situazione nella quale gli uomini fossero soggetti alle donne, quanto di uno stato di parita' tra i due sessi. E' stata coniata la definizione “societa' di partnership”, di potere condiviso, perche' piu' aderente alla realta'.
Per piu' di un secolo e mezzo l'esistenza di questa societa' e' stata negata dalla storiografia ufficiale e chi ne affermava l'esistenza veniva sbeffeggiato ed emarginato.
Ma oggi abbiamo una mole enorme di reperti provenienti da scavi che attestano l'esistenza in Cina, India, Medio Oriente e Egitto di societa' matriarcali fiorenti, che intrecciavano scambi commerciali su grandi distanze e che non ci hanno tramandato indizi dell'esistenza di una casta guerriera di maschi o di una centralita' culturale della guerra.
La storia dei successivi millenni e' quella dello scontro tra queste due culture. Menes, il primo leggendario faraone egiziano, viene raffigurato in un famoso bassorilievo (tavoletta di Narmer) con i capelli lisci e il naso dritto circondato da uomini decapitati con i capelli ricci e il naso schiacciato. E sono ancor oggi in gran parte scurissimi di pelle gli intoccabili indiani, discendenti delle popolazioni sconfitte dalle orde di allevatori bianchi 3000 anni fa.
Comunque le invasioni barbariche del terzo millennio conquistarono il Medio Oriente, l'Europa e il Nord Africa ma non riuscirono a penetrare al di sotto del Sahara. E per altri 4mila anni la civilta' africana si sviluppo' in modo rigoglioso e indipendente. Quando ancora in Europa si viveva nelle caverne, gli astronomi africani avevano tracciato mappe celesti accuratissime. E a Timbuktu nell'anno mille c'erano piu' libri che a Londra.
Gli africani commerciavano con l'India e la Cina e nacquero anche grandi regni.
Ma la peculiarita' della storia africana e' che per millenni continuarono a prosperare popolazioni che conservarono gran parte della cultura matriarcale sviluppando un sistema sociale estremamente efficiente.