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GRANDI FIRME
ROSARNO. ITALIA
di Luciano Scateni [ 11/02/2010]


Ma che Paese e' l'Italia? Razzisti, nostalgici di olio di ricino e manganello, insultano gli atleti asiatici o africani; dalla cloaca in cui si rifugiano le mafie e le teste rapate di ominidi armati di catene e coltelli, partono le sanguinose sortite contro clochard, omosessuali, vecchi indifesi e giovani donne. Ma che Paese e' l'Italia?
Una, dieci, cento Rosarno: sono molte, troppe, le sacche di schiavismo impunito che occupano l'intero Stivale e pochi, vicini allo zero, gli episodi di rispetto umano per le persone che cercano fuori dalla propria terra, lontani dalle famiglie e da usi, tradizioni, religioni, musica, condizioni ambientali, una nuova ragione di vita.
Sarebbe scontato rinfacciare all'anima razzista della Lega la responsabilita' di comportamenti da rozzo colonialismo endogeno. Ma chi consente le scurrilita' pronunciate impunemente da parlamentari e amministratori locali che in assonante complicita' vietano il culto a religioni “altre” rispetto al cattolicesimo apostolico romano? Niente sinagoghe, silenzio, nuovi ghetti. Dall'idea balzana, alla disposizione di bloccare al trenta per cento la presenza di bambini extra-comunitari nelle scuole, per la Gelmini il passo e' stato breve.
Dunque Rosarno e la migrazione permanente di schiavi che, stagione dopo stagione, spostano la loro miseria da un territorio all'altro per raccogliere arance e pomodori, ortaggi e altri frutti di stagione, schiena a novanta gradi per giornate che non finiscono mai, pagate una miseria e concluse con poche ore di riposo in luoghi infami, di disperata invivibilita'.
Ma che Paese e' l'Italia? Una e malamente trina: ha occhi che non vedono, orecchie che non sentono, bocche che non parlano. Dicono tutti che “di Rosarno si sapeva”. Era noto lo sfruttamento fuori legge di braccia umane, non era un mistero il controllo mafioso della 'ndrangheta sul lavoro in nero degli immigrati, costretti a dolorose sottrazioni da paghe misere, variante sordida del pizzo; sapevano tutti ma nessuno si e' adoperato per prevenire l'esasperata reazione dei lavoratori schiavizzati.
Tutta l'Italia e' paese: alcuni anni fa la cosca malavitosa del luogo decise che Casal di Principe dovesse espellere gli extracomunitari residenti, inclusi i lavoratori con permesso di soggiorno, e ingiunse alle famiglie del posto di sfrattarli. Una bambina di genitori africani, vissuta in Italia dalla nascita, scrisse una letterina ai carabinieri. Raccontava il sentimento di appartenenza alla terra che l'aveva ospitata con i genitori, l'integrazione nella societa' locale; chiedeva di essere italiana e di rimanere nel Paese che viveva come la sua vera patria. Non la ascoltarono. Il padre per il dispiacere fu colto da un devastante ictus e dopo la fase acuta del male fu costretto a tornare in Africa con la moglie e la figlia.
Che Paese e' l'Italia se maltratta chi consente la sopravvivenza di attivita' disdegnate dagli italiani, per pochi euro di compenso al giorno e in condizioni di vita da quarto mondo? E' il Paese dell'opportunismo. In prossimita' delle elezioni regionali, la Lega porta a conseguenze estreme il razzismo invocato dal suo popolo ignorante che, per evidente analfabetismo sociale, ritiene la risorsa degli immigrati un bubbone da estirpare. Rosarno protesta e grida in piazza. «Noi razzisti? Il nostro rapporto con gli extracomunitari ha un percorso di vent'anni». Vero. Sono decenni che i neri si spaccano mani e schiena per raccogliere i frutti della terra per pochi euro e troppe ore di fatica. Ma quegli stessi cittadini di Rosarno hanno mai denunciato le condizioni disumane di chi ha tenuto a galla l'economia rurale dell'area? Si sono mai chiesti se Emmanule, Thomas, Sony e mille altri compagni di sventura hanno sofferto la fame, sono stati vittime di malattie e hanno vissuto da derelitti per anni? Hanno mai denunciato le violenze malavitose e le tangenti imposte agli schiavi venuti dal Continente Nero?
L'Italia e' un Paese di smemorati. Il Veneto e in generale il Nord dimenticano di aver veleggiato col vento in poppa sfruttando la volonta' e le braccia forti dei migranti fino a realizzare exploit produttivi altrimenti impossibili. Pur nell'irreversibile disprezzo per l'ideologia leghista della campagna mediatica e poliziesca contro l'immigrazione, l'imminenza della spartizione elettorale di regioni del Nord all'interno della destra spiega il perche' della ventata di repressione annunciata da Maroni e soci della Padania e condiviso dall'intero Pdl.
Il fragile sodalizio sull'asse Bossi-Popolo delle Liberta' ha nel populismo leghista un punto di forza elettorale con cui la destra deve misurarsi in posizione di svantaggio. Privato dell'alleanza con Borghezio e Calderoli, il flop del berlusconismo sarebbe inevitabile.
Ma gli altri? Nei vent'anni di schiavitu' del popolo di migranti, dei “respingimenti” con centinaia di morti, dei centri di “accoglienza” lager, dei neri massacrati dalla camorra, dov'era la Chiesa e dove il Pd, protagonisti tardivi e ininfluenti di indignazioni?