Tangentopoli sìâ, Tangentopoli no. Noooo, strepitano in un sol coro i poli (e i cittadini polli se la devono bere?). Nella bufera il numero uno di Bankitalia Fazio, il numero uno di Confcommercio Billè, il gotha della nuova finanza padrona, ladra & mangiona, i palazzinari venuti dalle cave aversane per comprare banche e Corsera, il vertice Unipol & altri compagni di merende sparsi lungo i percorsi milionari. Scoppia il comune di Salerno sotto una valanga di incriminazioni da far tremar le vene ai polsi.
Eppure niente, non è successo niente, ânun ve ne incaricateâ. «In poche settimane abbiamo recuperato quattro volte il bottino della prima Mani pulite», precisano al tribunale di Milano. Eppure, per lorsignori dei due poli, si tratta di pinzellacchere. La questione morale? Non esiste. Mai esistita. Unâinvenzione di quella buonanima di Berlinguer che voleva a tutti i costi il suo partito fuori da ogni bega, da ogni consorteria. Oggi alle prese con il bottino di Consorte da 50 milioni di euro in viaggio per i paradisi fiscali.
Povero Enrico, che ne stanno facendo del tuo partito⦠e dei milioni di cittadini non solo operai che hanno dato la loro vita, i loro sacrifici quotidiani per cambiare il mondo. Oggi quegli ideali sono le società off shore di mr. Velardi, lâuomo che sussurrava a DâAlema: in forma smagliante, ora via internet con candore ricorda di aver usato tutte le sue strategie per silurare Achille Occhetto e favorire lâascesa del lider Maximo. E oggi, Occhetto osserva: DâAlema e Fassino ne hanno combinate più di Craxi. Ma la questione morale è unâinvenzione, è fantapolitica. Non esiste. Fassino e DâAlema in pieno agosto dichiarano che i palazzinari romani non vanno criminalizzati, tirandosi addosso persino gli strali di Mastella che difende il sano capitalismo Fiat? Pinzillacchere. Il saggio Pierluigi Bersani dichiara a metà dicembre «aberrante aver già condannato Consorte»? Quisquilie. Eâ solo colpa dei telefoni. O dei cellulari. Ma che colpa ne ha Fassino se parla con il capo dellâUnipol e dice cose strampalate? Nessuna. Che colpa ne ha Fazio se qualcuno sente le sue telefonatine di mezzanotte con Fiorani, e poi quelle di Giampiero con la consorte (con la c minuscola) dellâex Governatore? Così come cosa ci può fare uno degli stakanovisti parlamentari, Pino Petrella, se si trova a parlare con un (ex) manager Asl impartendogli ordini e sgridandolo per i compitini non svolti (ma le fresche nomine ai vertici della sanità non sono immoraliâ¦)?
Una volta era la Dc a parlare, ai primi telefonini di fine anni â80: ricordate la mitica conversazione tra Boffa e Pomicino a base di âo capogruppo chi se lo piglia? eâ¦due assessori a voi. Eravamo nellâ89, più di quindici anni fa. Câera un volta lâinciucio doroteoâ¦ora câè lâinciucio Maximo, come documentano in modo perfetto Peter Gomez e Marco Travaglio in un fresco di stampa. Invocavano la privacy, allora, Boffa e Pomicino: sono fatti nostri. Così ora fa la âsinistraâ sinistra. Inciuci, solo inciuci. Però così la sinistra muore. Forse è già morta. Perché sono poche le voci fuori dal coro, capaci di cercare vie nuove. Isolate. Non sostenute. Eâ possibile chiamarle a raccolta, per ritrovare un sinistra vera, non impastata negli affari, non uguale a Berlusconi, non identica ai suoi avversari? Eâ la speranza che ci resta. Ma una cosa dovrebbe avvenire subito, come buon inizio del 2006: i vertici dei Ds se ne devono andare a casa. Magari in una di quelle âtirate suâ da Ricucci & company. Andrea Cinquegrani