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Editoriale
TERREMOTO ITALIA E CORVI DI CASA NOSTRA
di Andrea Cinquegrani [ 05/06/2012]


Terremoto Italia. La regione piu' florida, l'Emilia, si sgretola sotto i colpi del sisma. E' la faccia tragica del nostro Belpaese oggi, sfigurato, devastato sotto anni di saccheggio di orde vandaliche che hanno divorato “a pezzi e bocconi” il territorio pur di far soldi, raso al suolo boschi, deviato fiumi, scucchiaiato costoni, sbudellato colline a cavar pietrisco, costruito quartieri e comuni abusivi. E con quel bel carrozzone della Protezione civile... . Un Paese capovolto, consegnato alle mafie, ai predoni dell'ambiente, a una Casta divoratutto: e ora paghiamo “a sangue” quel patto scellerato, quella morsa letale che da anni ci strangola, quei perversi (ma miliardari) accordi tra la politica di casa nostra, le mafie (che ne rappresentano il braccio armato), le imprese di riferimento. Proprio per aver cercato di far luce su quei primi, terribili accordi, hanno perso la vita Falcone e Borsellino: ma oggi lo “Stato” e' ancora a caccia dei mandanti a volto coperto... . E a vent'anni esatti dalle stragi di Capaci e via D'Amelio, il nostro capo dello Stato auspica che possa «emergere la verita'».
Proprio poche ore prima del tragico sisma che ha (ri)seminato morte e distruzione, un altro terremoto, certo di minore magnitudo, ma ugualmente significativo, perche' mette a nudo, ancora una volta, la vera faccia del nostro Paese, infestato da delinquenti e affaristi superorganizzati. Eccoci di nuovo alle prese col calcio scommesse: e giu' tutti a cadere dalle nuvole. Tutti Alice nel paese delle meraviglie. Oliviero Beha lo scrive da anni, la Voce lo ha documentato piu' volte: dove ci sono miliardi facili in ballo (e zero controlli) mafie e camorre sono sempre presenti, come un gendarme. Partite truccate? Demenziale pensare ci possano essere - mosche bianche - partire vere, non taroccate. Eppero', anche qui la giustizia arriva quando i buoi sono abbondantemente usciti dal recinto: e stavolta - forse per essere “mediaticamente” in pole position - proprio il giorno delle convocazioni in vista degli Europei. A questo punto, per Prandelli, il gioco non sara' difficile: difesa a tre, perche' c'e' il rischio di perdere altri pezzi prima dell'esordio...
Italia terremotata - terzo tempo - anche dal voto. Ma ci voleva la zingara per prevedere lo tsunami elettorale di maggio? La marea astensionista - l'unico partito a sfondare - che sfiora il 50 per cento, una roba mai vista in un Paese bigotto e votante come il nostro? Il crollo del partito di plastica del Cavaliere, cui correva a fornire ossigeno l'altrettanto finta opposizione veltronian-dalemiana? A questo punto, avrebbero vinto a mani basse anche Pippo, Pluto e Paperino, figurarsi un istrione come Grillo, lesto a servire un pasto antiCasta per chi s'e' visto sempre costretto a ingurgitare una brodaglia da caserma.
Terremoti, tsunami e poi anche Monti. Ora siamo alla frutta. Un Paese spremuto fino al midollo. Massacrato dalle cartelle pazze di Equitalia mentre il premier pontifica: «non serve la protesta contro le tasse». Pignorato e indifeso (sono 44 mila i freschi senza casa), quando i Paperoni non vedono intaccati di un euro i loro patrimoni (ricordate lo spione Tronchetti Provera? 22 milioni e rotti annui, con un aumento del 260% negli ultimi dodici mesi). Pero' possiamo consolarci. Arriva super Bondi a sforbiciare gli sprechi, lui col suo cachet da 32 milioni per il crac Parmalat. E poi, evviva, i 400 mila posti di lavoro promessi in tre anni da san Passera.
Almeno Mastella, coi suoi 100 mila, faceva ridere. Qui hanno anche la faccia dei becchini. A proposito di camposanti, abbiamo dimenticato per strada il terremoto in Vaticano e i corvi in volo...




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