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La Voce sei tu...
Questo spazio e' dedicato ai tuoi commenti, alle tue riflessioni sugli articoli, alle notizie o agli spunti che vuoi segnalarci, alle denunce che vuoi lanciare nel web attraverso la Voce.
Saremo noi a raccogliere e ad approfondire i tuoi messaggi.
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MISTERI DI STATO/SCOPERTO ECHELON ITALIA
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08/04/2009
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JANJAH
Complimenti, inchiesta molto interessante che ci spinge a riflettere e a riconsiderare il mondo della politica-magistratura-imprenditoria degli ultimi 20 anni.
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09/04/2009
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PINO
Matteo Stellato, anche lui indagato nell´inchiesta "Why Not" scrive all´ex magistrato Alfonso Papa, allora vicecapo di gabinetto del Ministero della Giustizia ed attuale deputato del Pdl, per ottenere un appalto ministeriale.
«Gentilissimo Dr Alfonso Papa in allegato Le trasmetto alcune brochure e cd rom della Meting Service, azienda padovana di primario standing a livello nazionale, operante nel settore della stenotipia elettronica.... Trattasi quindi azienda ben referenziata presso Tribunali, procure, Csm, reparti investigativi dello Stato: meritevole, a mio personale parere, di attenzione per l´atteso sviluppo di procedure informatiche del Ministero della Giustizia. Con profonda deferenza, stima ed affetto, Massimo Stellato».
Massimo Stellato, capocentro del Sismi di Padova.
Massimo Stellato, capocentro del Sismi di Padova, ed il fratello Gianmario; Vincenzo Bifano, persona che insieme a Saladino avrebbe avuto un ruolo di rilievo nell’ attuazione del presunto disegno criminoso
L’accusa della procura della Repubblica di Catanzaro: aver fatto parte dal 2001 in avanti di un presunto gruppo di potere che avrebbe gestito affari realizzati grazie a truffe basate sull’utilizzo illegale di finanziamenti pubblici, statali e comunitari.
magistrato Alfonso Papa già esperto in materia: pm a Napoli fino al 2001, capo gabinetto vicario del ministro Roberto Castelli fino a gennaio 2006 e direttore generale Affari civili e libere professioni del ministero della Giustizia
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Questa E-Mail di denuncia l'avevo mandata ormai due anni fa a tutti i giornali e segreterie dei partiti politici.
La mando a Lei per conoscenza e perchè si è dimostrato l'unico che prende a cuore certe questioni. La ringrazio a prescindere da tutto anche perchè ci ha dato un minimo di speranza che siamo esistiti e che esistiamo al di là di chi dirige questo Ministero. Perchè la vera casta è data proprio da codesti dirigenti che possono fare di tutto avendo di fatto l'impunità sul loro operato.
"Esiste in Italia una categoria di lavoratori per la quale lo Statuto dei Lavoratori non è mai esistito: gli operatori della verbalizzazione di atti giudiziari. In poche parole, quelle persone che trascrivono il dibattimento penale che, nel capitolato di spesa del Ministero della Giustizia, sono stati equiparati a “beni di consumo”. “Beni di consumo” che per anni hanno regolato la loro vita in assoluto subordine alle esigenze dei Tribunali, senza alcun diritto, ma sempre con serietà e professionalità. E ora, addirittura, dal 16 novembre 2006, una buona fetta di questi “beni di consumo” (e che sarà mai? “Solo” un migliaio di unità) è stata mandata in soffitta.
Il Nuovo Codice di Procedura Penale, entrato in vigore nel 1992, prevede che la prova debba formarsi in dibattimento e che quindi questo venga registrato e trascritto. Al sintetico verbale del Cancelliere di Udienza deve quindi affiancarsi la trascrizione integrale dell’intero svolgimento dell’udienza stessa. In attesa della formazione del personale interno, il servizio è stato affidato “temporaneamente” a personale esterno, ricorrendo a contratti capestro stipulati sulla base dell’affidamento al miglior offerente il prezzo più basso, rinnovabili di tre mesi in tre mesi per un massimo di un anno, con diritti e doveri sbilanciati a tutto vantaggio del Ministero. Comunque sia, questo ha favorito la creazione di più realtà lavorative, anche piccole, su tutto il territorio nazionale, che nel corso degli anni hanno maturato buoni, se non ottimi, livelli di professionalità in questo ambito lavorativo.
All’improvviso, nell’estate del 2005, pochissimi giorni prima della ripresa delle attività processuali dopo la pausa estiva, (nel mese di agosto sono stati modificati gli articoli di legge in parlamento)con un vero e proprio colpo di mano, il Ministero della Giustizia, allora affidato alle amorevoli cure del Ministro Castelli - pur avendo come prima scelta la possibilità di svolgimento di gare distrettuali, che avrebbero permesso anche alle più piccole realtà locali di partecipare, e, come ultima ratio, una gara nazionale - decide di indire una unica gara di appalto a livello nazionale, alla quale sarebbero state ammesse solo società aventi determinati requisiti: nessuna delle singole entità locali aveva o poteva avere tali requisiti; nessuna, proprio nessuna delle singole entità locali poteva partecipare alla gara. Molto semplicemente, erano state letteralmente spazzate via. In quel momento su tutto il territorio nazionale esisteva una sola società in possesso dei requisiti necessari: una società, guarda caso, del Nord Est Padano, di Padova, per la precisione, che negli anni precedenti aveva compiuto più di un tentativo, fino allora sempre rintuzzato, di egemonizzare e monopolizzare il settore ricattando per inglobarle le realtà lavorative locali. Dopo una serie di ricorsi e contro ricorsi, le spinte egemoni delle orde del No
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09/04/2009
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PINO
continua...
Nord Est Padano, di Padova, per la precisione, che negli anni precedenti aveva compiuto più di un tentativo, fino allora sempre rintuzzato, di egemonizzare e monopolizzare il settore ricattando per inglobarle le realtà lavorative locali. Dopo una serie di ricorsi e contro ricorsi, le spinte egemoni delle orde del Nord Est Padano prevalgono e dal 16 novembre del 2006 dilagano nelle Aule Giudiziarie di tutta Italia, invadendole, tra l’altro, dei loro disservizi: addetti alla registrazione e trascrizione che tuttora continuano a lavorare senza alcuna forma di assunzione ma ben abbagliati dal miraggio di una sempre imminente ma mai reale regolarizzazione a tempo indeterminato; verbali non consegnati e quindi decine di processi rinviati ogni giorno per mancanza della trascrizione della prova formata in dibattimento. E nulla o poco più di nulla ne sanno gli organi di informazione. Poco o poco più di nulla si sa di questa gara filopadana che più che probabilmente è stata così concepita ed elaborata da alcuni dirigenti del Ministero, in ”combutta” con il padano Ministro Castelli, al fine di favorire una società padana (pardon: padovana) affinché i padani vincessero. Che tutto questo poi abbia dietro non solo un discorso economico (che va a totale discapito degli operatori, soprattutto del Centro Sud), ma anche politico non è difficile supporlo.
Avere accentrato la verbalizzazione delle udienze penali, alla lunga, porterà anche ad accentrare la redazione delle perizie ambientali e telefoniche.
E non ci si può nascondere la forza dirompente, anche dal punto di vista politico, del fatto che se è uno solo l'operatore, tra l'altro privato, che gestisce tutto, questi viene a detenere un potere non indifferente nel condizionare la durata e magari anche l'esito di alcuni procedimenti penali. Ma ci si rende conto di quanto grande sia il pericolo che un solo operatore privato abbia in mano una unica banca dati delle singole posizioni individuali nei confronti della Giustizia, dati questi che fino a meno di tre mesi fa erano frammentati e distribuiti tra una miriade di operatori del settore sparsi in tutta Italia?
Noi, “beni di consumo” messi in soffitta, stiamo a guardare. Come cittadini, attoniti e indignati di fronte all’ennesima spallata contro la già sgangherata Giustizia Italiana. Come operatori, costretti ad assistere impotenti alla inesorabile distruzione delle nostre professionalità, interrogandoci, senza poterci dare delle risposte, su quello che sarà il nostro futuro.
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