Chiesa contro Chiesa

Condividi questo articolo

Alla secolare storia della Chiesa cattolica si sovrappone la cronaca di un regno a guida esattamente pari e talvolta più ‘peccaminoso’ di governi laici, di Pontefici tutt’altro che interpreti della volontà divina, assurti alla beatificazione al solo scopo di assolverli da gestioni esecrabili. Sconcerta la ponderosa lista di papi che hanno tradito il dettato di Cristo, di chi, come Ratzinger si è sottratto alla purificazione della Chiesa, dei suoi vertici, di casi non rari di corruzione e misfatti che rendono incomprensibile molti processi di santificazione. Il gravoso fardello della rifondazione è finito sulle spalle di Bergoglio, del papa rivoluzionario, boicottato apertamente o attaccato subdolamente dalle ‘mele marce’ del clero a tutti i livelli. Sotto attacco (nessuna sorpresa), Papa Francesco, il suo lavoro a tutto campo per moralizzare il sistema. Il complotto ha percorso linee offensive silenti, non per questo meno aggressive e affondi diretti. L’ultimo è firmato dal cardinale Müller, oppositore di Bergoglio: “Comanda un cerchio magico e sugli abusi privilegiò i suoi amici” Muller torna sul caso della Messa in latino liberalizzata, “uno schiaffo” che “ha scavato fossati e ha causato dolore”. Il vescovo destituito contesta presunti favoritismi di Bergoglio per il vescovo connazionale Zanchetta e il sacerdote Inzoli, condannati dal tribunale del Vaticano con pena mitigata, entrambi accusati di pedofilia. Che la tempra di combattente del papa rivoluzionario sia sottoposta a dura prova dai nemici interni è possibile, ma non auspicata. Apre una preoccupante pagina del Vaticano ‘ribelle’. Papa Francesco, dopo la morte di Ratzinger, ha lasciato intendere che in sopravvenute condizioni estreme  di salute fisica e/o mentale, non sarebbe da escludere un nuovo caso di abdicazione. L’augurio è che l’esternazione sia un pio desiderio del momento, un attimo di defaillance ‘umana’.

Condividi questo articolo

Lascia un commento