GERMANIA / GOVERNO NEL CAOS PER L’INVIO DI ARMI A KIEV 

Condividi questo articolo

Forti sommovimenti in Germania, dove è entrato in crisi il governo ‘semaforo’ guidato dal socialdemocratico Olof Scholz.

Si è infatti appena dimesso il ministro della Difesa, Christine Lambrecht, 57 anni, anche lei della SPD, in aperto disaccordo sulle forniture militari da inviare a Kiev.

Tutto comincia prima ancora del vero inizio del conflitto, comunque già nell’aria. A inizio febbraio 2022, infatti, il titolare della Difesa decide di inviare a Kiev 5.000 elmetti, cosa che fa andare su tutte le furie non solo il guitto-presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma anche parecchi membri del governo e ancor più gli altri paesi NATO.

La scintilla che ha fatto da detonatore per le dimissioni è stata la questione di un massiccio invio di carri armati Leopard a Kiev, su cui Lambert ha sollevato non poche perplessità. Da qui le dimissioni.

Christine Lambrecht

Scholz ha fatto sapere che provvederà subito a coprire il ‘buco’ (non da poco, in un momento come questo), ma ora c’è proprio lui, Scholz, nel mirino del fuoco ‘amico’ (sic). Aumenta infatti giorno per giorno il pressing di diverse nazioni affinchè la Germania spedisca sempre più armi. Ultima, in ordine di tempo, a fare la ‘voce grossa’, è la Danimarca, che si unisce al drappello delle sempre più belliciste Polonia, Finlandia e Regno Unito.

Ma si trova con altre non facili gatte da pelare il Cancelliere tedesco. E’ alle prese con un’inchiesta della magistratura il ministro delle Finanze, il liberale Christian Linder, per dei ‘prestiti facili’ ottenuti da una banca.

Ed è nei guai il vicecancelliere e ministro dell’Economia e della Protezione climatica, nonchè astro nascente della politica tedesca, il verde Robert Habek, da molti considerato il possibile prossimo Cancelliere. Nel giro di pochi giorni, invece, le sue preferenze sono crollate al 17 per cento perché i Verdi lo accusano di aver tradito lo spirito di tante battaglie ecologiste. Per i gravi problemi energetici che attanagliano i Paese, infatti, ha deciso di rinviare a non si sa più quando la chiusura – decisa da tempo – delle ultime due centrali a carbone.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è di pochi giorni fa, quando ha firmato l’ok per la ‘cancellazione’ di un intero centro rurale, Luzerath, situato nella zona orientale della Germania. Al suo posto, infatti, dovrà trovar spazio una gigantesca miniera di carbone, già esistente, ma che verrà ampliata a dismisura e verrà gestita dall’azienda energetica tedesca ‘RWE’. Un mare di manifestanti, capeggiati dalla rediviva Greta Thumberg, ha occupato Luzerath, dando vita a vibratissime proteste sedate dalla polizia.

 

E mentre l’esecutivo tedesco perde il suo tassello strategico alla Difesa, sta per svolgersi, nella super base NATO di Ramstein, una riunione strategica, alla quale prenderanno parte il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il segretario Usa alla Difesa Lloyd Austin: verranno affrontati i più urgenti problemi sul fronte – tanto per cambiare – del sempre più massiccio invio di armi a Kiev e quelli relativi alla sicurezza dei Paesi impegnati, ormai quasi ‘direttamente’, nel conflitto.

Robert Habek

E dagli Usa arrivano altre inquietanti new sulla sempre più forte escalation del conflitto stesso. L’esercito a stelle e strisce, infatti, ha iniziato “il nuovo, ampliato addestramento al combattimento delle forze ucraine sul territorio tedesco”, come riferisce l’agenzia di stampa AP.

La ‘fonte’ è più che autorevole: si tratta del generale Mark Milley, presidente del ‘Joint Chief of Staff’. L’obiettivo, ha spiegato Milley, è di riportare un battaglione di circa 5.000 militari “sul campo di battaglia per contrastare i russi entro le prossime 5-8 settimane. L’ideale – ha aggiunto – è che le forze appena addestrate siano in grado di usare tutte le nuove armi a disposizione prima che arrivino le prime piogge primaverili”.

E’ chiaro, infatti, che alla base di tutto c’è l’invio di nuove e più sofisticate armi, ed in quantitativi sempre maggiori.

Fonti a stelle e strisce assicurano che oltre 3.000 soldati ucraini sono stati già perfettamente addestrati da istruttori americani, soprattutto per utilizzare “armi, attrezzature, obici, veicoli  corazzati e il sistema missilistico ad alta mobilità, noto come HIMARS”.

 

Ma nelle dichiarazioni rilasciate ad AP il generale Milley – che in questi giorni si trova nella base di addestramento tedesca di Grafenwoher – si è fatto sfuggire una rivelazione non da poco, e che la dice lunga sulla stessa ‘genesi’ del conflitto.

Milley, infatti, ha affermato che gli Stati Uniti hanno fornito tale tipo di addestramento agli ucraini già a fine gennaio, primi di febbraio 2022: quindi quasi un mese prima dell’inizio ufficiale delle ostilità (24 febbraio). Ed ha avuto anche la faccia di bronzo di precisare, il super generale, che gli americani si sono concentrati “sull’addestramento ai soldati per usare specifiche armi, inclusi i lanciarazzi multipli HIMARS e gli obici M777”.

La base USA di Ramstein

Ai primi di gennaio Milley, in vena di interviste, ha affermato che “il conflitto potrebbe durare anni”. Ed ha parlato anche di un altro fronte bollente, quello di Taiwan: “Pechino ora non avrebbe la capacità di invadere Taiwan”.

Resta nella storia un colloquio con l’ex presidente Usa Donald Trump a proposito dell’Afghanistan. Milley avanzò la proposta     di lasciare in Afghanistan gli aerei statunitensi, era secondo lui più economico rispetto allo spostarli in altri paesi alleati. “Fu allora che mi resi conto che Milley era un fottuto idiota”, raccontò poi Trump.

Condividi questo articolo

Lascia un commento