A tutto Bolsonaro

Condividi questo articolo

Balordo, schizofrenico, fuori di testa, plagiato, preda di egoismo disumano, violento, irrispettoso dell’‘altro’, classista, omo e xenofobo, prevaricatore, senz’anima, corrotto e corruttore, violento: ma chi, cosa?  Il mondo, almeno per una sua straripane metà. Lo dominano tycoon e tiranni d’ogni fede politica, oligarchi, schiavisti, varianti del nazifascismo e lo spietato ‘mors tua, vita mea’ del nostro tempo malato è irresistibile richiamo per il crescendo di soci del mega club antidemocratico che non risparmia Nord, Sud, Est, Ovest della Terra. In copertina l’intero sistema mediatico, scalza dagli spazi disponibili i due titoli ricorrenti su ‘pandemia’ e ‘guerra Russia. Si tuffa ‘di testa’ sull’assalto squadrista dei bolsonari al parlamento brasiliano, programmato come il precedente di Washington di Trump.

Il governo italiano di destra è costretto a prendere le distanze dall’attacco alla democrazia del presidente Lula, ma nessuno dimentica che a Cervia, durante la Festa della Lega a nel 2019 Salvini non ha risparmiato lodi per Putin (“Grande uomo di Stato), per Trump (“Una salvezza per gli americani”) e per Bolsonaro (“Lo ritengo un grande presidente, se fossi in Brasile non voterei mai per un candidato di estrema sinistra”.

Il truce rivale di Lula, in trasferta negli Usa, nella Florida trumpiana e proprio nel giorno dell’aggressione di suoi violenti seguaci (per crearsi un alibi?) nega ogni responsabilità, non vuole rischiare di essere istradato in Brasile per rispondere dell’aggressione e dei danni alle istituzioni della capitale. Vittima di un ‘blocco intestinale’ (vero?) e si fa fotografare in un letto d’ospedale.

Non può smentire la presenza tra gli assalitori del nipote, Leonardo Rodrigues de Jesus, noto come ‘Leo Indio’ e probabilmente chiede all’amico Trump di impedire il sì alla richiesta di estradizione avanzata dai brasiliani ‘normali’.  Due donne si scontrano sulle manifestazioni che si sono svolte nella capitale. La nota attrice di telenovelas Regina Duarte, bolsonarista da sempre: “Il nostro ex presidente ha sempre agito sulle linee della Costituzione e ne è il maggiore difensore. A volte può sembrare quasi pazzo, ma quello che ha fatto per il Brasile nessuno può dimenticarlo. Se lasciamo Bolsonaro in America lo eleggeranno presidente a Washington così sapremo davvero ciò che la gente si perde”. Ampio il dissenso dei colleghi. Risponde l’attuale primeira-dama, Rosangela ‘Janja’ da Silva, moglie di Lula: “Quella che è avvenuta domenica non è stata una manifestazione democratica, ma di veri e propri golpisti vandali.”  Durante gli ultimi preparativi dell’assalto, Bolsonaro se la spassava in Florida. Fosse vero, il problema addominale potrebbe essere la conseguenza di eccessive puntate ai fast food di Orlando, tra un selfie e l’altro. Sembra che potremmo correre il rischio di ritrovarci Bolsonaro cittadino italiano, oltre che cittadino onorario di Anguillara Veneta (riconoscimento del 2021).

La ‘fuga’, per evitare arresto ed estradizione, sarebbe possibile grazie ai suoi antenati veneti e toscani, emigrati nell’Ottocento e tra l’Italia e il Paese sudamericano non c’è un accordo bilaterale per l’estradizione. Nel 2018, quando Bolsonaro divenne presidente, consiglieri regionali del Carroccio esposero uno striscione con la scritta: “Orgoglio Veneto, Bolsonaro presidente”.

Per il centrosinistra era un appoggio sconsiderato a un esponente di estrema destra.

Di cosa è accusato Bolsonaro, oltre alle conseguenze dell’assalto al Parlamento: da presidente, ha contribuito attivamente a diffondere il coronavirus, uso improprio di fondi pubblici, violazione dei diritti sociali e crimini contro l’umanità.

Quali sono le indagini che preoccupano tanto l’ex leader: la commissione speciale del Senato sulla pandemia Covid-19 ritiene che, da presidente, abbia “contribuito” attivamente a diffondere il coronavirus: in Brasile le vittime dell’epidemia sono state 679 mila; a questo si aggiungono altri reati tra i quali “uso improprio di fondi pubblici, violazione dei diritti sociali e crimini contro l’umanità, devastazione della foresta amazzonica”. La senatrice di Verdi e Sinistra Aurora Floridia: “Le violenze e gli assalti alle istituzioni pubbliche, democraticamente elette, sono frutto della retorica da capobanda dell’ex presidente Bolsonaro, che non ha mai ammesso la sconfitta alle recenti lezioni presidenziali che hanno certificato la vittoria di Lula. Si può essere orgogliosi di queste violenze? Certamente no, per questo ritengo che le istituzioni, così come i rappresentanti della Lega veneta, da tempo supporter di Bolsonaro, anche a causa delle sue origini, debbano esprimere la loro forte contrarierà alle richieste di asilo in Veneto.

Condividi questo articolo

Lascia un commento