‘WALL STREET JOURNAL’ / I VACCINI STANNO ALIMENTANDO LE NUOVE VARIANTI COVID?

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La stampa americana, finalmente, sta aprendo gli occhi sui vaccini, mentre fino ad oggi aveva acriticamente accettato la politica della Casa Bianca sempre ispirata dal Super Virologo Anthony Fauci, che ha affiancato ben 7 presidenti Usa come consigliere medico-scientifico ma è appena andato in pensione.

E nonostante gli 81 anni suonati è ora sotto inchiesta con altri 9 pezzi da novanta dell’establishment, dovendo rispondere alle pesantissime accuse rivolte da due procuratori generali, Jeff Landry della Louisiana e Erich Schmitt del Missouri, che vogliono far luce sia sulla operazione di ‘censura’, oscurando su tutti i social media gli autorevoli pareri di scienziati che la pensavano in modo radicalmente opposto rispetto alla politica del governo Biden per contrastare la pandemia; e sia sul ‘Wuhangate’, ossia i lauti finanziamenti fatti arrivare da Fauci ai laboratori cinesi dove si conducevano ricerche illegali negli Usa, come quelle sul ‘gain of function’, con ogni probabilità all’origine del Covid-19.

Ma torniamo al fresco risveglio di una parte dei media a stelle e strisce.

E infatti inizia l’anno col botto l’autorevole ‘Wall Street Journal’ che pubblica con grande evidenza l’inchiesta di una sua reporter scientifica,     Allysia Finely, dal titolo che pone un interrogativo drammatico: “I vaccini stanno alimentando le nuove varianti Covid?”, in originale “Are Vaccines Fueling New Covid Variants?”.

Ecco alcuni passaggi salienti dell’articolo che apre a nuovi, più che inquietanti, scenari.

Allysia Finely

Il virus sembra evolversi in modi che sfuggono all’immunità. Gli esperti della sanità pubblica stanno lanciando l’allarme su una nuova variante di Omicron chiamata XBB che si sta rapidamente diffondendo negli Stati Uniti nord-orientali. Alcuni studi suggeriscono che sia molto diversa dal ceppo Covid originale di Wuhan quanto dal virus SARS del 2003. Gli americani dovrebbero essere preoccupati?”.

“Non è chiaro se la XBB sia più letale di altre varianti, ma le sue mutazioni le consentono di eludere gli anticorpi di precedenti infezioni e vaccini, nonché i trattamenti con anticorpi monoclonali esistenti. Prove crescenti suggeriscono anche che le vaccinazioni ripetute possano rendere le persone più suscettibili alla XBB e potrebbero alimentare la rapida evoluzione del virus”.

“Prima dell’emergere di Omicron nel novembre 2021, c’erano solo quattro varianti preoccupanti: Alpha, Beta, Delta e Gamma hanno causato picchi di infezioni a livello globale. Ma Omicron ha generato numerose sub-varianti, molte delle quali sono emerse in diverse regioni del mondo con alcune delle stesse mutazioni”.

“Due anni fa i vaccini sono stati utili per ridurre le malattie gravi in particolare tra gli anziani e le persone con rischi per la salute come il diabete o l’obesità. Ma gli esperti adesso iniziano ad ammettere che i booster non hanno prodotto benefici e che potrebbero persino aver reso le persone e la popolazione nel suo insieme più vulnerabile a nuove varianti come la XBB”.

Un’emergenza così rapida e simultanea di più varianti con questa enorme diffusione non ha precedenti’, osserva uno studio del 19 dicembre sulla rivista Nature. A causa di pressioni evolutive selettive, il virus sembra aver sviluppato mutazioni che gli consentono di trasmettersi più facilmente e di sfuggire agli anticorpi da vaccini e dall’infezione precedente. Lo stesso studio ipotizza che l’imprinting immunitario possa contribuire all’evoluzione virale. XBB si è evoluto per eludere gli anticorpi indotti dai vaccini. Quindi, suggerisce lo studio Nature, ‘l’attuale immunità di gregge e i richiami del vaccino BA.5 potrebbero non prevenire in modo efficiente l’infezione delle varianti convergenti di Omicron’”.

Continua Allysia Finley: “Potrebbe non essere una coincidenza che l’XBB sia aumentato questo autunno a Singapore, che ha tra i più alti tassi di vaccinazione e di richiamo al mondo. Nelle ultime settimane un ceppo XBB è diventato predominante a New York, New Yersey, Connecticut e Massachusetts, costituendo circa i tre quarti dei campioni di virus che sono stati sequenziati geneticamente. La variante è stata più lenta a decollare in altre regioni, costituendo solo il 6 per cento del Midwest e circa il 20 per cento nel sud. Il Nordest – dove c’è la maggiore diffusione – è anche la regione più vaccinata e con più richiami del Paese. Anche i ricoveri nel nord-est sono aumentati, ma soprattutto tra gli over 70. Uno dei motivi potrebbe essere che la risposta dei linfociti T è più debole nelle persone anziane”.

“Un altro motivo potrebbe essere che gli anticorpi monoclonali sono inefficaci contro XBB e molti anziani che contraggono il Covid non possono assumere il Paxlovid antivirale perché hanno condizioni mediche come una grave malattia renale o assumono farmaci che interferiscono con esso”.

E poi l’interrogativo alto come un grattacielo che la reporter scientifica del ‘Wall Street Journal’ si pone e pone a tutti in modo drammatico:  “L’attenzione monomaniacale dell’amministrazione Biden sui vaccini rispetto ai nuovi trattamenti ha lasciato gli americani ad alto rischio più vulnerabili alle nuove varianti: perché questo non sembra preoccupare gli esperti?”.

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