Letta, l’eremita

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In quali lidi si è rifugiato Letta, leader dem del fallimento? Dove medita sul suo futuro di ex, per aver ridimensionato i democratici, scavalcati perfino dai risorti 5stelle, capitanati da restauratore Conte, politico non di carriera prestato alla politica dei 5Stelle orfani di un capo carismatico? Chi è vicino al segretario dem uscente confida che traghetta il Pd nell’incerto futuro con impazienza, per tornare a occuparsi d’altro e nell’attesa freme, ma a bocca cucita. Il ‘mare del silenzio’ del Pd è rotto con fragore solo dal cicaleccio ad alto volume degli aspiranti alla poltrona del Nazareno e dal lodevole impegno editoriale del quotidiano ‘la Repubblica’ che da molti giorni affida una pagina a idee e proposte di risuscitazione della sinistra dormiente. Di là da questa sollecitazione a ospitare ‘cose’ di sinistra è aria di festa nel magma informe della destra, che in assenza di attenzione mediatica per le vicende interne al confuso club dei reduci della sinistra-sinistra, rende il racconto di boiate esclusività di meloniani e collegati.

L’ultima, ben dettagliata dalla ‘Repubblica’, svela la maligna furbizia di “Yo soy Giorgia” e dei suoi sudditi. Impediti a moltiplicare le morti di migranti nel Mare Nostrum, per evitare contraccolpi delle accuse di disumano cinismo, i dis-governanti di Palazzo Chigi sono costretti a concedere il salvataggio dei profughi, ma…con un colpo di genio maligno impongono alle navi salvavita di sbarcare i superstiti nei porti città governate dal centrosinistra. Il ‘fatto’, colto opportunamente dal quotidiano diretto da Molinari, racconta l’imposizione alle navi ONG di attraccare nei porti più lontani dalla Sicilia: Ravenna, Livorno, Salerno, Bari, Ancona, scelti non a caso, perché di città governate dal centrosinistra. Le navi Ong sono sopportano costi maggiori per raggiungere i luoghi di attracco che assumono l’onere di assistere i migranti (giorni di viaggio in più, assenza delle navi nel Mediterraneo). La perversa strategia nasconde la vendetta di Salvini (del suo subordinato ministro dell’interno Piantedosi) e dei suoi soci della maggioranza, costretti a rimangiarsi lo stop ai salvataggi dalla solidarietà internazionale delle istituzioni europee, che condannano la disumanità della destra.

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