PLOTONE D’ESECUZIONE

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Fuoco!!! È Sangiuliano il primo meloniano a comandare l’esecuzione del ‘nemico’, Vittima la Melandri, direttrice in scadenza di contratto del MAXXI Museo delle Arti del XXI Secolo, da lei rilanciato in dieci anni a livello internazionale. Si accaparra il ruolo Alessandro Giuli, giornalista, guarda caso di Libero, quotidiano di destra, fervente sostenitore televisivo della borgatara della Garbatella.

È la prima ghigliottina del governo di “Yo soy Giorgia”, il ‘pronti via’ dello spoils system, del far man basa di incarichi prestigiosi e ben retribuiti per gli ‘amici’ di chi governa. Replicano i nuovi inquilini di palazzo Chigi che lo hanno messo in atto anche i governi di centrosinistra, ma è vero molto parzialmente se si osserva con legittima preoccupazione l’incipit di un assalto della destra senza limiti alla diligenza, che minaccia l’occupazione globale di poltrone chiave istituzionali e dei più importanti enti. Il plotone di esecuzione, che vede al comando anche Crosetto, fedelissimo della Meloni, spara e fa fuori Legnini, commissario per le aree terremotate, Magrini direttore generale dell’Agenzia del farmaco, tecnico leader nella lotta al Covid. Ma si prepara a eliminare Scannapieco, Ceo della Cassa Depositi e Risparmi, Minenna alla testa dell’Agenzia delle Dogane, Dal Verme, Agenzia del Demanio, Soro, Direttore dei servizi di comunicazione elettronica. Aifa Agenzia generale del Farmaco già liquidato dal ministro Schillaci. IN via di uscita anche Tridico, che guida l’INPS, Tangorra, Agenzia politiche del lavoro, Renoldi, Capo dell’Amministrazione penitenziaria, Versari, capo Dipartimento del sistema educativo. Per incarichi meno prestigiosi ma egualmente remunerativi e politicamente influenti, si spalancano le porte a ‘strani’ soggetti. Nomi che stridono con le promesse di marinaia della Meloni (“Non farò nomine di partito, premierò il merito”): come Formosa, con un passato da ultrà punito con il daspo e il soprannome ‘picchiatore’, aggregato alla corte del ministro Urso. Premiati per meriti di subordinazione alla destra vari soggetti affiliati a Fratelli d’Italia. E c’è un bis di Sangiuliano che nomina capo della segreteria Merlino e provoca feroci polemiche, perché il suo ministero gestisce anche gli atti delle stragi del terrorismo nero e Merlino è figlio dell’esponente di Avanguardia Nazionale.

Se il record di fucilazioni e promossi, che comprende elementi bocciati elettoralmente, lo detiene Fratelli d’Italia, partecipano al festino gli alleati. Citare il loro nepotismo politico di Lega e Forza Italia richiederebbe una corposa nota collaterale.

Non è che l’inizio. L’assalto alla diligenza non si accontenterà delle sterzate a destra dell’informazione Rai, del TG2, longa manu di Fratelli d’Italia con Sangiuliano e il suo temporaneo successore, non sarà appagato dell’endorsement meloniano del Tg1 a guida di Monica Maggioni, metterà ‘pensionerà’ i vertici dirigenziali privi della tessera di Fratelli d’Italia.

Ha senso criticare chi potendo si trasferisce armi e bagagli nell’accogliente Portogallo, perché no, a Cuba?

ps All’esordio, il quotidiano fondato da Scalfari e acquisito dalla Fiat ha sofferto di una sbandata definita ‘confindustriale’, ma evidentemente si doveva pazientare. Da qualche tempo la Repubblica è la testata che  più e meglio di ogni altro quotidiano denuncia il pericolo per la democrazia della destra al governo, con analisi approfondite e inchieste incisive.  

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