Eroine contro il regime

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L’indecenza non ha limiti e ne hanno zero il governo di Teheran, i criminali che hanno ucciso finora seicento iraniani e ne hanno messi in carcere migliaia che manifestano contro l’inesistente rispetto dei diritti, l’emarginazione sociale delle donne. Il mondo intero contesta il regime tragicamente repressivo del presidente Ebrahim Raisi, il quale osa intimidire l’ambasciatore italiano e protesta contro la condanna del nostro Paese della violenza iraniana di stampo nazista, perché siamo solidali con le donne del Paese islamico che  lottano rischiando la vita.

C’è nel  mondo, avvelenato dalla presenza simultanea di regimi di destra, la sensazione di un crescendo attacco ai fondamentali della democrazia. Mette assieme Paesi dell’Occidente, dell’estremismo islamista,  del Medio oriente. Al culmine si delineano lo scandaloso serial della corruzione praticata dal Qatar, il sovranismo di Orban, lo spagnolo Vox, la sorella italiana di Fratelli d’Italia, che smaschera  il presunto distacco della Meloni dal suo solido, convinto  passato di neofascista, confermato  con la nomina di neofascisti nel suo governo, La Russa, Rauti, Crosetto e il confuso Sangiuliano, autarchico  ministro della cultura, tanto colto da inveire patriotticamente contro il ricorso all’uso di termini inglesi come la frase ‘snobismo radical chic’, che (non se ne rende conto) ne contiene tre: ‘snob’,  radical e chic.

Spettacolo da trivio nella solennità perduta del Parlamento italiano.  Dal settore Fratelli d’Italia, un esagitato, dis-onorevole ultrà della destra, si  rivolge a un relatore del M5Stelle , urlando “animale, stati calmo, stai seduto’ e gli mostra il dito medio eretto, con raffinatezza degna dil galateo.

Meloni, a bocca cucita sulle ‘birichinate’ dei suoi elettori che la magistratura non ha ‘voglia’ di condannare. L’ultima (di molte decine) nasce nella mente fertile dei neonazisti varesini di Do.Ra.  che invitano a un veglione di fine anno dal significativo titolo “Come una volta” (fonte il corsivo di Paolo Berizzi, ‘Repubblica’). Nella locandina, militari delle SS naziste brindano all’anno che verrà. Il ‘caso’ non è unico e la pericolosa cellula di Dodici Raggi, fuorilegge, continua ad agire indisturbata.

Botta e risposta tra l’ambientalista Greta Thunberg e l’ex kickboxer Andrew Tate, influencer con cittadinanza britannica, diventato famoso per le sue opinioni politicamente scorrette (cancellato da per questo da Instagram e Facebook).  Lui la provoca: “Ho 33 auto. La Bugatti ha un motore di 8 litri. Le due Ferrari 812 da competizione hanno 6,5 litri. Mandami la tua email, ti invierò la lista della mia collezione di macchine e le loro immense potenzialità di emissioni. Allego una foto mentre faccio rifornimento”. Lei: “Grazie, per favore illuminami. Hai il pene piccolo, fatti una vita”.   Decine di milioni di visualizzazioni sui social, un milione di ‘like’.

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