GIULIO TARRO – LE ULTIMISSIME SUL COVID

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Di seguito pubblichiamo un intervento del professor Giulio Tarro, virologo, allievo prediletto di Albert Sabin che scoprì l’antipolio.

In prima linea sul fronte del contrasto al colera che ad inizio degli anni ’70 colpì Napoli, e poi del ‘male oscuro’ che uccise decine e decine di bambini, vera anima del ‘Cotugno’, il presidio partenopeo contro le malattie infettive, Tarro è, tra l’altro, autore di tre fondamentali volumi sui vaccini.

Il primo, firmato nel 2018, s’intitola “10 cosa da sapere sui vaccini”, da consigliare caldamente a tutti i genitori prima di sottoporre i propri bimbi ai vaccini ‘tradizionali’, facendo ricorso a quel principio di ‘cautela’ e ‘massima precauzione’ sempre invocato da Tarro e dallo scienziato francese Luc Montagnier, che vinse il Nobel per la Medicina avendo scoperto il virus dell’HIV.

Giulio Tarro in laboratorio con Albert Sabin.

Il secondo libro è stato scritto da Tarro a giugno 2020, quindi a pochi mesi dallo scoppio della pandemia. ‘Profetico’ – quel ‘Covid 19 – Il virus della paura’ – perché anticipava proprio i successivi drammatici scenari: con un governo (e un ‘Comitato Tecnico Scientifico’) del tutto inefficaci nell’azione di contrasto al Covid, solo capaci del diktat ‘Tachipirina e vigile attesa’ che ha in pratica impedito di somministrare cure e farmaci pur in commercio, come l’idrossiclorochina, usata invece con ottimi risultati dal ricercatore Didier Raoult in Francia. C’è voluta addirittura un’ordinanza del Consiglio di Stato dell’11novembre 2020 per ‘legalizzarne’ l’utilizzo da parte dei medici di base! Si sarebbero potute salvare – con cure immediate al primo insorgere dei sintomi – decine e decine di migliaia di vittime innocenti.

E’ di pochi mesi fa, poi, ‘Covid 19 – La fine di un incubo’, in cui oltre a rincarare le critiche per la scriteriata gestione politico-scientifica della pandemia, Tarro indica uno strumento fondamentale per fronteggiare quegli ‘effetti avversi’ che stanno flagellando il mondo, come documentano i dati diffusi negli Stati Uniti dal CDC (‘Centers for Deseases Control’) e dal sistema ‘VAERS’, impegnato nel monitoraggio degli effetti avversi.     

Addirittura 10 milioni di effetti avversi registrati negli Usa da quando sono cominciate le somministrazioni di vaccini. Effetti soprattutto a carico del sistema cardiocircolatorio, con un forte incremento di miocarditi, pericarditi, ictus, trombosi, infarti anche tra i giovani e gli sportivi.

Tarro propone l’adozione di ‘Test genetici’ ad hoc in grado di valutare l’impatto dei vaccini, soprattutto quelli a mRNA, sul fisico della persona che deve ricevere la somministrazione. Test molto cari, che lo Stato dovrebbe quindi rendere gratuiti e obbligatori, così come ha reso obbligatori i vaccini. Il minimo.

Passiamo quindi alla lettura che nuovo testo firmato da Tarro, che sta per essere pubblicato dal prestigioso ‘British Medical Journal’. Da settembre Tarro ne ha già pubblicati ben quattro (questo di fine anno è quindi il quinto), e li potete rileggere cliccando sui link in basso.

 

 

 

 

COVID 19 – LA FINE DI UN INCUBO – LE NEWS  

 

DI GIULIO TARRO

Un milione di americani sono morti di COVID-19 (17 maggio 2022 – Jons Hopkins University). Le prime morti da gennaio 2020 a maggio 2020 hanno riguardato centomila soggetti. Successivamente nel solo gennaio 2021 vi sono state centomila morti in un mese. Il 75% da 65 anni ed oltre, in particolare neri, ispanici e nativi americani, quindi la popolazione bianca.

Secondo l’informazione corrente hanno salvato milioni di vite i vaccini inoculati, l’uso delle maschere e la distanza sociale.

 

 

I VERI EFFETTI DEI VACCINI A RNA MESSAGGERO

Un vaccino a RNA messaggero può alterare il DNA cellulare trascrivendo le sequenze virali integrate nel genoma mediante una trascrittasi inversa delle cellule o di un HIV.

Queste sequenze di DNA possono essere integrate nel genoma cellulare e la loro espressione è stata indotta da una infezione di COVID-19 oppure da una esposizione alle citochine nelle colture cellulari, suggerendo un meccanismo molecolare per una retrointegrazione di COVID-19 nei pazienti (Zhang L, Alexia R, Khalil A et al, 2020. Sars Cov-2 RNA reverse- transcribed and integrated into the human genome. Bio RXiv, nrd). Gli autori di Boston, USA, hanno spiegato sulla base di questa azione perché alcune persone erano sempre positive anche dopo tre/quattro settimane.

Sul sito americano VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) si legge come dall’estrapolazione dei dati, emerge che i preparati vaccinali COVID-19 rappresentano il 51% di tutte le segnalazioni di decesso in 30 anni di esistenza del database: i valori sono stati ricavati solo dopo nove mesi dal loro utilizzo nella popolazione.

Secondo il dottor Kristin Moffitt, medico infettivologo del ‘Children Hospital’ di Boston servono un paio di settimane dopo la vaccinazione per sviluppare una risposta immunitaria che rimane valida per almeno due mesi. Nel caso di un test negativo, ma con sintomi persistenti di mal di gola, dolori diffusi e febbre si consiglia di restare a casa. Ormai le maschere non sono richieste per la maggior parte dei viaggi. La qualità dell’aria è migliore in aereo rispetto al treno o agli autobus.

 

 

 

COME STANNO OGGI LE COSE

Attualmente, oltre al COVID-19, i virus influenzali e quello respiratorio sinciziale stanno colpendo molte persone.

Secondo Moffitt sarebbe una ragione di precauzione per utilizzare ancora le mascherine durante il viaggio per evitare inconsapevolmente la propagazione del virus, ma questo serve a quelli che presentano la sintomatologia prima descritta. Soprattutto questo è importante se si viene in contatto con soggetti immunocompromessi o altrimenti fragili.

Con l’approvazione dell’FDA (‘Food and Drug Administration’) e del CDC (‘Centers for Deseases Control’) dei vaccini bivalenti, sembra finalmente di avere raggiunto un vantaggio con i vaccini per COVID-19, dal momento che sono in grado di neutralizzare i ceppi circolanti BA.4/BA. 5, mentre non vi sono altre varianti trasmissibili ancora in circolazione. Il CDCraccomanda sei mesi di intervallo dopo un richiamo vaccinale precedente oppure una infezione naturale, perché i nuovi vaccini incontrano una popolazione che ha già avuto una infezione successiva alla vaccinazione da parte delle varianti omicron quest’anno e perciò hanno una forte protezione in corso nei riguardi della reinfezione con BA. 5.

Secondo studi recenti un richiamo adesso protegge per almeno sei mesi. Un altro studio ha dimostrato che i livelli di anticorpo si stabilizzano da sei a nove mesi dopo la vaccinazione per i soggetti con o senza infezione precedente.

 

 

IL RUOLO DELLE DIFESE IMMUNITARIE

Le cellule B della memoria sono anche migliorate dopo la vaccinazione dimostrando di mantenere una reattività verso tutte le varianti virali includendo l’omicron, per almeno 9/10 mesi dopo la prima serie di due dosi, addizionate da una risposta positiva nei riguardi della terza dose di richiamo. Un altro studio ha dimostrato che le cellule B della memoria continuano a maturare per circa sei mesi dopo la vaccinazione o l’infezione naturale.

Le cellule B dell’immunità come quelle T verso i vaccini COVID hanno fornito una protezione contro la malattia grave e non portano ad aumentare i livelli di ospedalizzazione da quando BA.5 è diventata dominante la scorsa estate.

I benefici di questo grado di popolazione immune possono essere estrapolati da un recente studio nel Portogallo che, al contrario ai problemi paventati per una reinfezione di BA. 5, ha dimostrato che l’infezione con i ceppi di omicron BA. 1/2provvede alla protezione del 75,3% contro la reinfezione di BA. 5.

È fondamentale per la salute pubblica di proteggere i soggetti più a rischio, cioè gli anziani e gli immunocompromessi. Questo riguarda in particolare la seconda metà degli americani che non hanno avuto una dose vaccinale di richiamo e che pertanto possono fare il richiamo con omicron.

 

 

L’USO DEL PLASMA DEI CONVALESCENTI

L’uso del plasma dei convalescenti di COVID-19 riduce l’incidenza nella ospedalizzazione e la mortalità quando una dose sufficiente viene somministrata al paziente con recente insorgenza di sintomi oppure a quelli che non hanno avuto una risposta sufficiente anticorpale dopo l’infezione con SARS-CoV-2 (Thompson MA et al, Jama on Coll 7:1667-75; 2021). Gli studi clinici che hanno mostrato risultati negativi hanno spesso incluso pazienti che erano troppo malati per beneficare del plasma dei convalescenti oppure presentavano un livello troppo basso di anticorpi (Focosi D et al, Clin Microbiol Rev, 9 marzo 2022).

Infine Sallivan et altri nel ‘New England Journal Medicine’ (NEJM) 386:1700-11; 2022, hanno trovato che l’efficacia del plasma dei convalescenti è simile a quello degli anticorpi monoclonali, sebbene questi ultimi sono suscettibili ad essere bypassati dal virus. In questo contesto il plasma dei convalescenti con alto titolo ottenuto da soggetti vaccinati o donatori ricoverati, dovrebbe essere a paragone resistente ad evitare il bypass virale (Li M et al, Blood Adv 6:3678-83; 2022).

 

Nel NEJM del 6 ottobre 2022 le IGA delle mucose possono immunizzare nei riguardi dei virus respiratori e pertanto vi è un potenziale effetto protettivo di questi anticorpi verso l’infezione da omicron e la replicazione virale; infatti, le IGA della mucosa proteggono dall’infezione omicron delle spike virali del CoV-2.

Il richiamo vaccinale è efficace nei riguardi della severità della variante omicron in particolare se specifico per la variante.

La riduzione della protezione vaccinale e dell’immunità naturale risentono del richiamo specifico per le nuove varianti. Gli anticorpi neutralizzanti specifici sono superiori per i vaccini verso omicron bivalente. Nel ‘New England Journal Medicine’ del 20 ottobre 2022 la seconda dose di vaccino per il SARS-CoV-2 facilita le miocarditi: l’evidenza per danno cardiaco ed infiammazione del miocardio è stata fornita da Cristina Basso, docente di patologia cardiovascolare all’università di Padova.

Nel ‘New England Journal Medicine’ del 13-10-2022 viene riportata una importante osservazione fatta in Argentina da R. Herrera-Comoglio della ‘National University’ di Cordoba e da S. Lane dell’Istituto di Farmacovigilanza delle Scienze di Southampton (Regno Unito) che hanno studiato la trombocitopenia e la trombosi immune virus indotta (Vitt) dopo la somministrazione del vaccino Sputnik V (come si sa, con somministrazione di virus vettore adenovirus 26 e richiamo dopo 21 giorni con adenovirus 5).

Altri studi sono stati fatti da AstraZeneca (Oxford), da Johnson e Johnson (Janssen, USA) e da Consino Biologics, Beijing, dimostrando la Vitt in 0,1 casi su un milione di soggetti per lo Sputnik (circa 20 milioni di vaccinati), mentre l’incidenza è di 0,37 casi per un milione di vaccinati con altri vettori virali.

 

 

 

Alcuni fra i più recenti libri del professor Giulio Tarro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL TESTO ORIGINALE TRATTO DAL BRITISH MEDICAL JOURNAL

 

On the End of a Nightmare (COVID-19). The Role of the Immune System

Giulio Tarro

President of the T.&L. de Beaumont Bonelli Foundation for Cancer Research, Naples, Italy Corresponding author: Tarro Giulio President of the T&L de Beaumont Bonelli Foundation for Cancer Research, Italy

 

ABSTRACT

After the Chinese epidemic of Wuhan and the global pandemic that followed, the spread of the coronavirus CoV-SARS-2 has finally come to an end. Already declared the end in the United Kingdom on 19 July 2021, which had primarily started vaccinations on 8 December 2020, aimed in particular at “over” 80 and frail subjects, the whole world has aligned, in particular also taking into account the therapies oral and monoclonal antibodies with a virus that while maintaining its contagiousness has reduced in its virulence. The African continent has stood out for its endemicity linked to zoonoses of the beta coronavirus family. Finally, particular importance is given to the natural infection from COVID-19 and to the immune response with the vaccination exemption due to the risk of thrombi due to genetic mutation and antibody overload.
 

INTRODUCTION

One million Americans have died of COVID-19 (May 17, 2022 – Jons Hopkins University). The first deaths from January 2020 to May 2020 concerned one hundred thousand subjects. Subsequently, in January 2021 alone, there were one hundred thousand deaths in one month. 75% aged 65 and over, especially blacks, Hispanics and Native Americans, therefore the white population (Table 1).

According to current information, the inoculated vaccines, the use of masks and social distance have saved millions of lives.

 

METHODS

A messenger RNA vaccine can alter cellular DNA by transcribing viral sequences integrated into the genome by a reverse transcriptase of cells or an HIV, these DNA sequences can be integrated into the cellular genome and their expression was induced by a COVID infection -19 or cytokine exposure in cell cultures, suggesting a molecular mechanism for reverse-transcribed and integrated COVID -19 in patients (1). The authors from Boston, USA explained on the basis of this action why some people were still positive even after three to four weeks.

On the American website VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) we read how from the extrapolation of the data, it emerges that the COVID-19 vaccine preparations represent 51% of all reports of death in the 30 years of existence of the database: the values were obtained only after nine months of their use in the population.

 

RESULTS

According to Dr. Kristin Moffitt , an infectious disease specialist at the Boston Children’s Hospital, it takes a couple of weeks after vaccination to develop an immune response that remains valid for at least two months. In the event of a negative test, but with persistent symptoms of sore throat, widespread pain and fever, it is advisable to stay at home. By now masks are not required for most trips. Air quality is better in airplanes than in trains or buses (2).

Currently in addition to COVID-19 influenza and respiratory syncytial viruses are affecting many people now.

According to Moffitt , it would be a precautionary reason to still use the masks during the trip to unknowingly avoid the spread of the virus, but this is useful for those who present the symptoms described above. This is especially important if you come into contact with immunocompromised or otherwise frail individuals (3).

With the FDA and CDC’s approval of bivalent vaccines, it appears that we finally have an advantage with COVID-19 vaccines, as they are able to neutralize circulating BA.4/BA strains (4). 5, while there are no other transmissible variants still in circulation. The CDC recommends a six-month interval after a previous booster or natural infection because the new vaccines meet a population that has already had a post-vaccination infection with the omicron variants this year and therefore have strong ongoing protection in regarding re-infection with BA. 5 (5). According to recent studies a booster now protects for at least six months. Another study showed that antibody levels stabilize six to nine months after vaccination for subjects with or without previous infection.

 

DISCUSSION

Memory B cells also improved after vaccination demonstrating to maintain a reactivity towards all viral variants including omicron, for at least 9/10 months after the first series of two doses, supplemented by a positive response towards the third dose of recall. Another study showed that memory B cells continue to mature for about six months after vaccination or natural infection.

Immunity B cells like T cells to COVID vaccines have provided protection against severe disease and have not led to increased hospitalization levels since BA.5 became dominant last summer. The benefits of this degree of population immunity can be extrapolated from a recent study in Portugal which, in contrast to the feared problems for a BA reinfection. 5, demonstrated that infection with the omicron strains BA. 1/2 provides 75.3% protection against BA reinfection. 5. It is essential for public health to protect those most at risk, i.e. the elderly and the immunocompromised. This particularly affects the second half of Americans who have not had a booster vaccine dose and who can therefore do the booster with omicron.

The use of convalescent plasma of COVID-19 reduces the incidence of hospitalization and mortality when a sufficient dose is given to the patient with recent onset of symptoms or to those who have not had a sufficient antibody response after infection with SARS -CoV-2 (6). Clinical trials that have shown negative results have often included patients who were either too ill to benefit from convalescent plasma or had too low an antibody level (7).

In the end Sullivan et al (8), found the efficacy of convalescent plasma to be similar to that of monoclonal antibodies although the latter are likely to be bypassed by the virus. In this context, high titer convalescent plasma obtained from vaccinated subjects or hospitalized donors should be comparably resistant to avoid viral bypass (9).

In the NEJM of 6 October 2022, mucosal IGAs can immunize against respiratory viruses and therefore there is a potential protective effect of these antibodies against omicron infection and viral replication; in fact, mucosal IGAs protect against the omicron infection of CoV-2 viral spikes. The booster vaccine is effective with regard to the severity of the omicron variant, especially if specific for the variant. The reduction of vaccine protection and natural immunity are affected by the specific recall for the new variants. Specific neutralizing antibodies are superior for vaccines against bivalent omicrons. In the New England Journal Medicine of 20 October 2022, the second dose of vaccine for SARS-CoV-2 facilitates myocarditis: the evidence for heart damage and inflammation of the myocardium was provided by Cristina Basso, professor of cardiovascular pathology at the University of Padua (10).

 

CONCLUSION

An important observation made in Argentina is reported by R. Herrera – Comoglio of the National University of Cordoba and by S. Lane of the Institute of Pharmacovigilance of Sciences of Southampton (United Kingdom) who studied thrombocytopenia and virus-induced immune (11) thrombosis (Vitt) after administration of Sputnik V vaccine (as known with administration of adenovirus 26 vector virus and booster after 21 days with adenovirus 5). Other studies were carried out by AstraZeneca (Oxford), by Johnson and Johnson (Janssen, USA) and by Consino Biologics , Beijing, demonstrating Vitt in 0.1 cases per million subjects for Sputnik (about 20 million vaccinated), while the incidence is 0.37 cases per million vaccinated with other viral vectors.

 

ACKNOWLEDGMENTS

The author thanks for their support:
Foundation T. & L. De Beaumont Bonelli for Cancer Research -Naples -Italy.

References

  1. Zhang L, Alexia R, Khalil A et al. Sars Cov-2 RNA reverse- transcribed and integrated into the human genome. Bio RXiv 13;2020.12.12.422516. December 2020.
  2. Dupont SC and Galea S. Science, Competing Values, and Trade-offs in Public Health – The Example of COVID- 19 and Masking. New Engl J Med 387:10. September 8, 2022.
  3. Qu P, Faraone JN and Liu SL. Durability of Booster mRNA Vaccine against SARS-CoV-2 BA.2.12.1, BA.4, and BA.5 Subvariants. New Engl J Med 387;14. October 6, 2022.
  4. Collie S and Nayager J. Effectiveness and Durability of the BNT162b2 Vaccine against Omicron Sublineages in South Africa. New Engl J Med 387;14. Ocotber 6, 2022.
  5. Malato J, Gomes MC and Graca L. Risk of BA.5 Infection among Persons Exposed to Previous SARS-CoV-2 Variants. New Engl J Med 387;10. September 8, 2022.
  1. Thompson MA, Henderson JP, Shah PK et al. Association of Convalescent Plasma Therapy With Survival in Patients With Hematologic Cancers and COVID-19. Jama on Coll 17;7(8):1167-1175. June 2021.
  2. Focosi D, Franchini M, Pirofski LA et al. COVID-19 Convalescent Plasma and Clinical Trials: Understanding Conflicting Outcomes. Clin Microbiol Rev, 21;35(3):e0020021. March 9, 2022.
  3. Sullivan DJ, Gebo KA, Shoham S et al. Early Outpatient Treatment for Covid-19 with Convalescent Plasma. N Engl J Med 2022; 386:1700-1711, May 5, 2022.
  4. Li M, Beck EJ, Laeyendecker O et al. Convalescent plasma with a high level of virus-specific antibody effectively neutralizes SARS-CoV-2 variants of concern. Blood Adv 6:3678-83; June 2022.
  5. Basso C. Myocarditis. New engl J Med 387;16. Ocotber 20,2022.
  6. Herrera-Comoglio R and Lane S. Vaccine-Induced Immune Thrombocytopenia and Thrombosis after the Sputnik V Vaccine. N Engl J Med 2022; 387:1431-1432, October 13, 2022.

    Table 1

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Services for Science and Education – United Kingdom

Tarro, G. (2022). On the End of a Nightmare (COVID-19). The Role of the Immune System. British Journal of Healthcare and Medical Research, 9(6). 194-197.

URL: http://dx.doi.org/10.14738/jbemi.96.13714

 

 

 

 

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