Comici e funamboli al fronte

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Toccanti, fino alle lacrime di commozione, i frem del film su effetti collaterali della guerra, che raccontano i giovani soldati feriti, in  un piccolo teatro di periferia, incantati dalla dolcezza sofferente di Anna Magnani, interprete struggente di ’o surdato nnammurato…stai luntana da stu core, a te vola nu penziero…oi vita, oi vita mia”.  La citazione narra l’idea dei vertici militari di sollevare il morale delle truppe con l’invio al fronte di uomini e donne dello spettacolo. Esempi di questa strategia abbondano nella cinematografia degli Stati Uniti, nei docufilm della Germania, forse, ma non è noto, di Giappone, Gran Bretagna. Mancava all’appello la Russia e ha rimediato il re degli oligarchi, il criminale di guerra Vladimir Putin. Il ras del Cremlino avverte la pressione dei connazionali contro la sciagurata aggressione all’Ucraina, il dietrofront del consenso patriottico che lo ha incoraggiato a sfidare Zelenski e l’intero mondo occidentale. Il sacrifico di vite umane, specialmente di giovani inviati in prima linea, migliaia di morti, ha provocato la contestazione di chi ha perso un figlio, un marito, nella guerra più sconsiderata di sempre. Che fare? Alla Russia si può imputare tutto, ad eccezione di un accreditato patrimonio culturale, dello spettacolo e Putin, a cui non fa difetto il cinismo, ha disposto l’invio sul fronte ucraino di cantanti lirici, attori, gente del circo, per allietare i poveri cristi inviati  a morire al fronte. Decisione operativa del  ministro della difesa “per risollevare il “morale fragile delle truppe  russe”, che contestano i bassi salari, l’insufficinete leadership dei vertici, il numero di morti, il deficit di equipaggiamento e munizioni, la scarsa chiarezza sugli obiettivi della guerra”.  È molto improbabile che gli inviati ad allietare i soldati al fronte possano aver ragione della rabbia dei soldati russi, che gli sforzi delle brigate creative possano alleviare in modo sostanziale queste gravi preoccupazioni”.

L’amatissimo, commovente alieno, E.T., protagonista del film di Spielberg, ha incantato il mondo e in particolare il collezionista privato, per ora anonimo, che si è aggiudicato all’asta l’originale pupazzo animato (85 punti di movimento) di Carlo Rambaldi con il modico assegno di 2,6 milioni di dollari. Aggiudicati anche la scopa ‘Nimbus’ di Harry Potter e il bastone usato da Charlton Heston nelle vesti di Mosè.

Follie da collezionismo per miliardari: un vaso cinese Tianqiuping, valore stimato tra 1.500 e 2 mila euro, è stato venduto all’asta, in Francia, per la cifra record di 7,7 milioni di euro, dalla casa d’aste Pierre Osenat e sommando i costi è arrivata a 9 milioni di euro. Superato il prezzo della sciabola di Napoleone nella battaglia di Marengo del 1800 venduta per 4,2 milioni di euro nel 2007. Ad acquistare il vaso è stato un cinese che ha partecipato all’asta via telefono.

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