Viva la libertà, salvo eccezioni

Condividi questo articolo

La barbarie dei senza dio, che consegnano l’Iran alla storia, sprofondandolo nel girone infernale dei dannati, supera perfino l’impossibile. Lo stato islamico uccide i dissidenti, li impicca, spara ad altezza uomo sui manifestanti e ai genitali delle donne che ‘osano’ liberare i capelli dal velo imposto dal regime. Avviene in piena affinità con il vicino Qatar, che ha sulla coscienza 6.500 immigrati morti per la costruzione di stadi e strutture di accoglienza dei mondiali ed è un Paese omofobo, corruttore.

Niente (o quasi) da dire sui politici che, dismessi gli incarichi istituzionali, si arricchiscono nel ruolo di consulenti, a prescindere dall’etica dei committenti. È noto il caso Renzi, è inedito il successivo di D’Alema, ex premier ed ex ministro degli esteri del Pd, una lunga militanza nella sinistra (PCI, PDS, PD). Non si fa scrupolo, da cinque anni, di operare come consulente della DI&M, del gigante Usa Ernst& Young. D’Alema ‘collabora’ all’acquisto della raffineria italiana di Priolo per conto di Ghanim Bin Saad, uomo d’affari del Qatar, che lo contende al fondo americano Crossbridge. C’è ancora qualcuno che lo invita nei salotti dei talkshow a discettare sulle sventure della sinistra?

Un disoccupato sardo è il deprecabile autore delle minacce alla Meloni. Condanna senza nessuna esitazione, ma anche una curiosità: i media affermano che non si tratti della disperazione di un senza lavoro; a quali fonti hanno attinto le informazioni?

L’odio che infesta i social: c’è anche lo Chef Rubio (televisivamente noto) tra i 24 denunciati dalla senatrice a vita Liliana Segre: “Per tanto tempo sono stata in silenzio, ora denuncio”. Lo haO Ha presentato le denunce nei confronti degli autori delle minacce arrivate via social dopo le prese di posizione contro l’aggressione all’Ucraina e a favore dei vaccini anti Covid. Nessun alibi, ma un cenno a una domanda non impropria dello chef: “Chiedere a Liliana Segre di denunciare i crimini della colonia d’insediamento israeliana e del suo esercito, che da 74 anni porta avanti la pulizia etnica del popolo nativo palestinese, sarebbe incitare all’odio?” E però: le minacce sono altro, certo.

L’influenza non distingue tra persone normali e speciali: colpisce irrispettosa anche gli onorevoli e l’onorevolissima presidente del consiglio. Naso chiuso, mal di gola, astenia.  Probabilmente chiusa in casa, “Yo soy Giorgia”, ma comunque informata di quanto accade in Italia, avrà appreso che i neonazisti Do.ra, indagati dalla procura di Busto Arsizio per tentata ricostituzione del partito fascista e in aperto disprezzo della legge e della Costituzione, hanno profanato il sacrario dei caduti della battaglia di San Martino (Varese). Hanno piantato il simbolo delle della runa Algiz, (usata sulle tombe delle SS) per celebrare il nazista Habert. Il Paese aspetta fiducioso che la Meloni, tra uno starnuto e una soffiata di naso, ordini al suo ministro dell’interno Piantedosi, di arrestare i responsabili.

Condividi questo articolo

Lascia un commento