Gli orfani di Draghi

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I meloniani sono già costretti a misurarsi con la coperta corta, che Draghi aveva elasticizzato per non lasciare scoperti testa o piedi. Al ministero dell’Economia c’è sempre il leghista Giorgetti e se ne lamenta con un mesto “ancora una volta sono rimasto solo”. I conti non tornano, anzi confliggono con la minaccia pre elettorale della destra “con la sinistra al governo più tasse”. Nei fatti si ritorce su chi l’ha fatta. Giorgetti, per far cassa, tace sullo scandaloso aumento dei bonus (raddoppiati fino a 5.500 euro) che i parlamentari hanno auto decretato raddoppiando la cifra per l’acquisto di smartphone, tablet, pc, cuffie e senza pronunciare un onesto mea culpa, rende noto che il suo governo preleverà tot euro dalle pensioni. Pilatescamente definisce l’inaudito intervento “doloroso ma necessario”. È anche dotato di humor il ministro. A chi critica il placet della Meloni per pagamenti in contanti fino a 60 euro (stratagemma per evadere il fisco, ed evitare la tracciabilità dei pagamenti), risponde in stile Totò: “Che dire, che cambi ristorante se rifiuta di essere pagato con carta di credito”. Salvini esagera con l’umorismo ‘nero’: “Sono un liberale, ognuno deve essere libero di pagare come vuole. Se uno intende pagare un caffè con la carta di credito è un rompiballe” (cioè non è libero di pagare come vuole, ndr). La performance del ministro si conclude con la fantasiosa giustificazione del via libera all’uso del contante, fino a cinquemila euro, salutata a champagne da chi ricicla denaro ‘sporco’: “Abbiamo dimezzato al 50% il tetto che altrove è di diecimila euro (attenzione, in Paesi dove però non si ricicla denaro illecito, ndr).

 

Se c’è un momento di rigorosa intimità della donna è il ciclo mensile delle mestruazioni. Non per la becera pubblicità degli assorbenti. Lo hanno reso indecente, offensivo, irrispettoso alcuni spot televisivi, frutto della fantasia malata di creativi pubblicitari. Per molte, troppe volte hanno comprato la messa in onda di spot che mostrano senza veli la rappresentazione realistica del sesso femminile che ha insanguinato un indumento intimo (la clip  per fortuna ora è scomparsa dalla Tv), ma prontamente sostituita da una giovane donna seduta sul water in attesa di indossare un assorbente. In altro ambito si invitano i ragazzi, le ragazze ad addentare gigantesche sovrapposizioni in  morbido pane, da cui straripano carne, verdure, accompagnati da contorno di patatine fritte (mille calorie),  innaffiati da birra di duecento marche artigianali, analcoliche, prima di chiudere l’abboffata con caffè, amaro e gelato consegnato a domicilio dai riders. Il riposo post prandiale? Sul divano di qualità ‘che di qui a domenica si offre a sconti da black Friday’: E la notte ristoratrice? Ovvio, su materassi ‘memory’ (???). che paghi con “piccole rate” dopo averci dormito su per 90 giorni. Una corposa mole di pubblicità invade la tv con prepotenza. Raddoppia quasi il tempo dei film, li interrompe ‘sul più bello’, aiuta chi fatica a tirar su le tapparelle, chi non ha più l’agilità per entrare e uscire dalla vasca da bagno tradizionale o per salire le scale, chi guarda la Tv senza audio per semi sordità, chi soffre di ‘flatulenza’, chi ha in bocca dentiere semoventi, chi dichiara il fallimento di prestazioni erotiche maschili “sotto le lenzuola”, chi si alza di notte e sveglia la moglie “perché ho sentito un rumore…”.

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