“IL FOGLIO” / LE BALLE SUI VACCINI FIRMATE DALL’IMMUNOLOGO SERGIO ABRIGNANI  

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Siamo ormai alle comiche e alle fake news che più colossali non si può.

Titola a tutta pagina ‘il Foglio’ del 28 luglio, diretto da Claudio  Cerasa e fondato da Giuliano Ferrara: “Basta balle sui vaccini”. Con un sottotitolo che recita: “Sono uno dei più grossi successi della medicina moderna. In Italia hanno evitato circa 150 mila decessi dal marzo 2021 a oggi. Eppure periodicamente tornano a circolare idee false e velenose sulla lotta al Covid”.

Autore dell’imperdibile ‘indagine’ – così viene definita – è l’immunologo Sergio Abrignani, il quale ha fatto parte dell’ormai famigerato ‘Comitato Tecnico Scientifico’ che ha diffuso, durante i bollenti mesi della pandemia e oltre, cifre taroccate sui decessi, e ha soprattutto impedito che, in attesa dei vaccini (poi rivelatisi comunque inefficaci e insicuri), venissero consentire utilissime ed efficaci cure, farmaci e terapie ai pazienti, come idrossiclorochina e invermectina, imponendo il diktat ‘Tachipirina e vigile attesa’ che – quello sì – ha causato decine di migliaia di morti, ancora in attesa di giustizia.

Ha la faccia di bronzo, Abrignani, di firmare su ‘il Foglio’ una corbelleria del genere. “A conferma dell’enorme impatto dei vaccini sulla salute, è stato calcolato che negli Stati Uniti d’America i vaccini hanno evitato circa 250.000 decessi in un anno e in Italia l’ISS (‘Istituto Superiore di Sanità’) ha calcolato che circa 150.000 decessi sono stati evitati da marzo 2021 ad oggi”.

E ha l’ardine di proseguire: “Abbiamo da circa un anno anche farmaci antivirali che se dati nei primi giorni della malattia prevengono più del 50 per cento delle forme gravi di Covid, ma va ribadito che una terapia, per quanto efficace sia, non potrà mai sostituire una vaccinazione che ha l’enorme vantaggio di prevenire la malattia”.

Una cazzata mostruosa, come avrebbe esclamato il mitico Fantozzi all’ennesima proiezione della ‘Corazzata Potemkin’.

Sergio Abrignani

Perché quanto afferma con tanta sicumera l’immunologo (e non virologo) Abrignani, è totalmente smentito dai fatti, e soprattutto da numeri & cifre incontrovertibili. E poi, come vedremo, da recentissime sentenze dei tribunali che ormai parlano chiaro: i vaccini utilizzati fino ad oggi sono del tutto ‘sperimentali’, inefficaci e insicuri. Più di così – è proprio il caso, tragicamente, di dirlo – si muore.

 

Fa riferimento, il dotto ex componente di quel CTS che ne ha combinate di tutti i colori, agli Stati Uniti.

Come mai, allora, ignora del tutto le tragiche cifre appena rese pubbliche e diffuse dai CTS americani, i ‘Centers for Deseases Control’, che mettono nero su bianco un numero da brividi? Da quando sono iniziate le campagne vaccinali, infatti, si sono registrati negli Usa oltre 10 milioni di effetti avversi, dai più lievi (febbri, cefalee, tosse) a quelli più gravi e letali (ictus, trombosi, infarti), soprattutto nella fascia di età compresa tra i 19 e i 39 anni. E lui, il Vate del fu CTS, osa parlare di 250.000 vite salvate?

Lo stesso discorso vale per le autorità sanitarie di casa nostra, ormai costrette ad ammettere (ISS e AIFA), a denti stretti, le prime cifre del disastro causato dai vaccini ‘sperimentali’, come documenta in modo che più chiaro non si può, per fare un solo esempio, la fresca sentenza del tribunale di Firenze (seconda sezione civile), che potete leggere integralmente (è molto lunga, ma va ‘studiata’ rigo per rigo, al fine di capire sul serio come stanno le cose, al di là di fandonie e numeri taroccati diffusi dai Soloni in camice bianco e dai genuflessi media) cliccando sul link in basso.

Il Tribunale di Firenze

E’ poi del tutto all’oscuro, l’esimio docente di Immunologia e Patologie generale all’Università di Milano, di quanto sta succedendo alla ‘Commissione d’inchiesta sui vaccini’ istituita un paio di mesi fa dal Paramento europeo?

Conosce quanto ha raccontato, davanti agli sbigottiti commissari, la responsabile dei mercati esteri di ‘Pfizer’, Janine Small, che ha ammesso la non efficacia dei vaccini, perché ‘bisognava far presto, c’era una grande emergenza e qualcosa bisognava pur tirar fuori’?

Ha mai letto, il nostro Vate dei Vaccini, le inchieste al calor bianco del ‘British Medical Journal’ (non un gazzettino di qualche ordine dei medici) sui vaccini? Sulla scarsissima efficacia (un 20 per cento al massimo, a fronte di un oltre 90 per cento sempre sbandierato da ‘Pfizer’ e ‘Moderna’), su test e ‘trials’ taroccati da ‘Pfizer’, su tutte le anomalie che hanno portato la ‘Food and Drug Administration’ a dare il più che anomalo ok definitivo a quei vaccini del tutto sperimentali, visto che il termine per i ‘trials’ era stato fissato al 31 dicembre 2023, cioè tra più di un anno?

 

Rammentiamo a tutti una data fondamentale per la nostra democrazia, la nostra libertà e soprattutto per la nostra salute: quella del 30 novembre, giorno in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà su un tema che più bollente non si può: l’obbligo vaccinale, dopo la valanga di ricorsi ai Tar e anche ai tribunali civili ordinari italiani presentati da medici, associazioni, familiari di vittime dei vaccini.

Di seguito, come anticipato, pubblichiamo il testo della più recente sentenza, emessa il 31 ottobre dal Tribunale di Firenze (seconda sezione civile) e firmata dal giudice Susanna Zanda.

Ecco alcuni passaggi salienti, prima di passare alla lettura integrale del testo, che vi consigliamo caldamente, come autentica lezione di democrazia e giustizia realmente sociale, tutta a favore di un bene inviolabile come la salute dei cittadini.

Tutti sanno che i vaccini non impediscono il contagio: dunque vaccinati e non vaccinati sono vettori virali indistintamente; trovandosi in situazioni identiche non è pensabile un trattamento discriminatorio dei non vaccinati”.

Un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi si è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze che, per la loro temporalità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario, e pertanto tollerabili”.

Il criterio posto dalla Corte Costituzionale in tema di trattamento sanitario obbligatorio non pare lasciare spazio ad una valutazione di tipo quantitativo, escludendosi la legittimità dell’imposizione dell’obbligo vaccinale mediante preparati i cui effetti sullo stato di salute superino la normale soglia della tollerabilità, il che non pare lasciare spazio all’ammissibilità di eventi avversi gravi e fatali”.

Ammettendo che sulla base di un interesse collettivo un cittadino europeo possa essere ‘sacrificato’ e perdere la vita, o possa subire anche una miocardite (evento avverso grave), un distacco di retina, o la comparsa di un tumore, si arriva alla deriva del diritto, alla deriva della democrazia e della libertà, che sono le basi della Carta di Nizza e dell’Unione Europea”.

Neanche un solo cittadino europeo può essere sacrificato per una sperimentazione medica, o per altri motivi, perché la dignità umana è inviolabile (art.1 Carta di Nizza) e perché la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, secondo l’articolo 32 della Costituzione”.

Capito, professor Abrignani?

 

 

leggi la sentenza del tribunale di FIRENZE

ordinanza Firenze

 

LINK

CONSULTA / IL 30 NOVEMBRE IN BALLO DEMOCRAZIA & SALUTE: SI DECIDE SULL’OBBLIGO DEI VACCINI

25 Novembre 2022 di Andrea Cinquegrani

  

 

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