Ansia e insonnia possono davvero essere trattate grazie al CBD?

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Sono tante le ragioni per cui un numero sempre maggiore di persone acquista erba legale online: molti amano il fatto di poterla ordinare in totale privacy e sicurezza e ottenere prodotti capaci di soddisfare le loro attese.

Ma non si tratta solo di cannabis legale: anche i prodotti a base di cannabidiolo stanno destando l’interesse di molti.

Cannabinoide dalle mille potenzialità, il CBD si sta dimostrando particolarmente versatile soprattutto in campo medico, ragion per cui l’articolo di oggi verterà sui suoi possibili impieghi per il trattamento di ansia e insonnia.

Il ruolo del CBD per il trattamento di ansia e disturbi del sonno: ecco cosa dicono gli esperti.

 

CBD per il disturbo d’ansia sociale generalizzato e il disturbo da stress post traumatico

È innegabile che soffrire di ansia cronica per un periodo prolungato possa provocare danni non solo alla salute mentale ma anche al proprio corpo. Ecco perché la ricerca è alla continua caccia della soluzione più adatta per aiutare i pazienti affetti da diversi tipi di ansia.

 

E nonostante i numerosi pregiudizi nei confronti della cannabis, gli studiosi hanno analizzato il CBD e ottenuto risultati sorprendenti che lo classificherebbero quasi come un ansiolitico.

 

In che modo?

 

In uno studio del 2011 sono stati analizzati due gruppi di persone, uno dei quali soffriva di disturbo d’ansia sociale generalizzato (SAD). Dopo aver assunto del CBD sotto stretta supervisione del medico è risultato che i pazienti con SAD avevano ridotto il livello d’ansia fino a raggiungere quello del secondo gruppo di persone che, invece, non presentava alcun sintomo.

 

Ma pare che il CBD sia molto efficace anche per altre forme d’ansia.

 

Otto anni dopo, infatti, i ricercatori hanno studiato gli effetti del CBD su undici volontari che soffrivano del disturbo da stress post traumatico (PTSD): se assunto oralmente assieme agli altri medicamenti prescritti dal medico per questa patologia, il CBD ha contribuito a ridurre i sintomi della patologia in modo notevole.

 

Nel 2020, invece, è stato condotto uno studio su circa 400 volontari che soffrivano di ansia e depressione, e anche qui il CBD ha avuto risvolti più che positivi, permettendo a queste persone di svolgere le loro attività quotidiane più serenamente.

 

Ad ogni modo, pare che gli effetti del cannabidiolo cambino in base ad altri due fattori, e sono il suo dosaggio e l’interazione con un altro cannabinoide, il THC.

 

L’importanza del dosaggio del CBD e il ruolo del THC nell’effetto entourage

Nel 2019, altri scienziati si sono focalizzati sul dosaggio del CBD e in che modo le diverse dosi di questo cannabinoide potevano contribuire al trattamento di alcune patologie legate alla salute mentale.

 

Alcuni hanno deciso di studiare gli effetti di dosi molto limitate, considerando che alte concentrazioni di CBD si sarebbero tradotte in una spesa troppo eccessiva da sostenere per i pazienti. Effettivamente, questi studi hanno evidenziato una notevole riduzione della sintomatologia entro il primo mese di cura.

 

Altri studi clinici, invece, si sono spinti verso dosi più elevate, fino ad arrivare a 600 milligrammi, ed è emerso che l’unica dose realmente efficace corrispondeva alla metà, ovvero 300 milligrammi di CBD.

 

Per concludere, ci sono state altre ricerche che hanno sottolineato le potenzialità di una possibile interazione tra CBD e THC, ovvero dell’effetto entourage.

 

Sappiamo che il THC contiene sostanze psicotrope e che se viene assunto ad alti dosaggi potrebbe indurre uno stato di dipendenza al livello psico-fisico. Tuttavia, grazie all’effetto entourage, i suoi effetti vengono mitigati dal CBD e, di contro, il THC potenzia quelli del CBD.

 

Il CBD migliorerebbe anche la qualità del sonno

Chi soffre di disturbi legati alla salute mentale come ansia e depressione fa spesso fatica a riposare e, banalmente, ad addormentarsi la sera.

 

Questo è uno dei motivi per cui queste patologie hanno una stretta correlazione con l’insonnia e altri disturbi del sonno.

 

La buona notizia?

 

Pare che il CBD sia molto efficace anche in queste situazioni.

 

A tal proposito, è stato chiesto a quattrocento volontari che soffrivano di insonnia di assumere del CBD e altri cannabinoidi e, per un certo periodo, sono stati monitorati attraverso un’applicazione.

 

Alla fine dello studio, i ricercatori hanno analizzato il loro modo di dormire e i vari cicli di sonno-veglia e, stando ai risultati ottenuti, sembrerebbe che il CBD sia il cannabinoide più adatto per migliorare la qualità del sonno, senza però apportare modifiche significative alle varie fasi di riposo.

 

Conclusioni

Questo articolo aveva l’obiettivo di sottolineare le possibili potenzialità del cannabidiolo per il trattamento di disturbi d’ansia e insonnia.

 

È stato detto che le due patologie sono correlate, ma anche che il ruolo del CBD sembra essere centrale nella riduzione del disagio e nel miglioramento della qualità del sonno.

 

Tuttavia, si ribadisce l’importanza del dosaggio del CBD e della stretta supervisione del medico, figura imprescindibile capace di consigliare la modalità di assunzione più indicata per ogni paziente e scongiurare una possibile interazione con altri farmaci.

 

Altro fattore essenziale riguarda l’importanza di acquistare prodotti a base di CBD solo presso rivenditori professionali e certificati come Justbob, e-commerce che negli anni è diventato un punto di riferimento per i più del settore.

 

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