Italia a metà: è rivolta

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Lo starter spara un colpo di pistola ‘a salve’ e dai blocchi di partenza il velocista della corsia numero 5 la scatta in anticipo. Partenza falsa. Accade al governo di destra: marcia indietro della ‘borgatara’ e dei suoi sparpagliati seguaci dell’esecutivo: salta il blocco delle navi salva vita (Meloni-Salvini);  stop alla flat tax e  al tetto di cinquemila per i pagamenti in contanti;  rivolta compatta del sud d’Italia contro la sciagurata invettiva antimeridionalista, secessionista, di Calderoli, teorico old time della cosiddetta autonomia regionale a tutto vantaggio del Nord; cuneo fiscale a senso unico, per imprese e 1, 2 miliardo di euro sottratto ai dipendenti; nuova replica di condoni, sanatoria del rientro dii capitali dall’estero per far cassa.

‘Coperta corta’: i soldi sono pochi e le promesse elettorali troppe, in casa del destra-centro c’è meno speranza e più scetticismo. La bocciatura (Mattarella)  dell’aumento di spesa  del contante da mille a cinquemila euro non ha certo giovato all’umore della maggioranza. La misura era stata strombazzata con il chiaro obiettivo della Lega di attirare consensi da quanti hanno qualcosa da nascondere fiscalmente. Il Quirinale ha fatto capire che non si può, che i decreti devono rispondere a criteri di necessità e urgenza e nessuno del Mef ha saputo spiegare quale fosse l’urgenza di aumentare il pagamento in contanti. Insomma un’altra falsa partenza per la fretta di fare e apparire.

Salvini spara la fake news che nella legge di bilancio ci sarà anche il Ponte sullo Stretto: “Si può fare e si farà. Perché serve. A Berlino come a Milano” (!!!???). In realtà nella legge di bilancio è prevista solo la riattivazione della Società Stretto di Messina Spa, l’azienda, partecipata da Rfi, Anas, Regione Calabria e Regione Sicilia, chiusa nel 2013 dopo anni di progetti e studi di fattibilità. Non significa affatto aprire il cantiere del Ponte sullo Stretto.

Legge di bilancio. Il valore della manovra è salito, come previsto, dai 30 miliardi iniziali, a 35-37. Il problema è che non è ancora chiaro dove prenderli. Almeno venti sono destinati al caro bollette: Confconsumatori ha calcolato un aumento medio nell’anno di circa 7-800 euro per le famiglie. Confindustria ha stimato che la manifattura nel 2022 pagherà una bolletta di 110 miliardi contro gli 8 del 2019 e le entrate sono al momento troppo sbilanciate rispetto alle uscite. Sono indifferibili le spese per le missioni militari e le pensioni, duplice promessa da mantenere. Oltre al cuneo fiscale (3-4 miliardi) la flat tax del 15% per i redditi fino a 85 mila euro, ovvero voci fisse del programma del destra-centro: Le risorse disponibili di sicuro non bastano.

Giovani contro nel ‘No Meloni day’: poche e confuse idee del governo su scuola e università nella legge di bilancio. Protesta di piazza in molte città (scatteranno gli arresti nelle Piantedosi?): nulla per modificare il sistema dell’alternanza scuola-lavoro, protesta contro le politiche sull’istruzione e gli scarsi fondi destinati all’educazione. In due parole? Flop iniziale del destra-centro-destra.

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