TRUFFE ‘LEGALI’ / OGGI GLI ONOREVOLI BECCANO UN TERZO IN PIU’. ALLA FACCIA DELLA CRISI!

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Finalmente la truffa a danno di tutti gli italiani, e soprattutto della  democrazia, salta fuori. In modo ufficiale.

Con la mitica riduzione del numero dei parlamentari, passata per via referendaria, non diminuiscono – come si voleva far credere al   popolo bue – le spese per le casse dello Stato, non si ottiene il tanto sbandierato ‘risparmio’, non si ‘taglia’ un bel niente, neanche un euro.

Anzi, i singoli parlamentari eletti, e i loro gruppi, ingrassano a dismisura, ‘ingoiando’ quanto si sarebbe dovuto spender di meno per via del minor numero di rappresentanti (dello stesso popolo bue) a Montecitorio e a Palazzo Madama.

Per rendersene plasticamente e concretamente conto basta leggere numeri & cifre che fanno capolino nel bilancio varato dall’Ufficio di presidenza della Camera, in cui viene deciso di non modificare di una virgola e, soprattutto, di una sola cifra la ‘dotazione dello Stato’, vale a dire i soldi pubblici (cioè nostri, di tutti i contribuenti) per il funzionamento di Montecitorio.

Commenta un addetto ai lavori: “se il taglio dei parlamentari equivale ad una riduzione delle indennità, ossia da 145 a 93 milioni di euro, ciò però ha coinciso con l’aumento dei fondi erogati ai gruppi per ogni deputato. Meno parlamentari vuol dire meno stipendi, ma non meno soldi per i gruppi”.

In soldoni, la torta è rimasta la stessa, identica nel suo importo, ma a papparsela saranno in meno, e con loro grande soddisfazione.

A rimetterci, quindi, è solo la democrazia, la ‘rappresentanza’, fortemente voluta dalla Costituzione e in questo modo presa letteralmente a calci. Per questo all’epoca la ‘Voce’ invitò tutti a votare contro la pseudo-riforma, una vera presa per il culo per tutti gli italiani, totalmente rincoglioniti dal mainstream e dalla grancassa dei media che in modo chiaramente depistatorio plaudivano al gran ‘risparmio’, al taglio dei soldi per la kasta politica. Che ora se la ride.

Il vero artefice della truffa scientifica è stato l’esecutivo Draghi che ha redatto e firmato, appunto, il bilancio approvato dall’Ufficio di presidenza della Camera il 13 luglio 2022.

Nella ‘previsione pluriennale’, infatti, si decise di “non modificare la dotazione dello Stato”, ossia i fondi dell’erario destinati a far funzionare la Camera, nelle cui casse continueranno ad entrare 943 milioni di euro ad anno, e quindi anche per il 2023 e per il 2024.

A diminuire dovrebbe essere solo il fondo per le ‘indennità dei parlamentari’, passando da 145 a 93 milioni. Ma per incanto, sotto la voce ‘contributi ai gruppi’, la cifra rimane inalterata, non subendo alcun taglio.

Un ulteriore, non complicato calcolo, ci consente di apprezzare e valutare il consistente guadagno che riesce magicamente ad ottenere oggi ogni eletto nel Parlamento dopo la (finta) cura dimagrante. Il quale – udite udite – si metterà in saccoccia un malloppo addirittura lievitato di un terzo: se nel corso dell’ultima legislatura i gruppi parlamentari beccavano 50 mila euro scarsi (49 mila per la precisione) per ciascuno dei 630 eletti a Montecitorio, in quella appena iniziata riusciranno a raggranellare la bellezza di 77 mila euro, quanti finiranno nelle tasche di ciascuno dei 400 deputati eletti.

Una autentica pacchia, un vero albero della cuccagna.

E poi parlavano di ‘risparmi’ a favore dei cittadini, e loro si autocelebravano come i paladini dei sacrifici!

Ma fateci il piacere, avrebbe detto il mitico Totò (uno dei suoi film più azzeccati, ricordate?, proprio ‘Totòtruffa 62’)   accompagnando il tutto con una sonora pernacchia.

Quale sarebbe stata la soluzione più semplice, addirittura ovvia? Visto che parliamo ogni giorno di Europa e inneggiamo quotidianamente alla taumaturgica UE, calcoliamo quanto guadagnano in ogni paese europeo i parlamentari locali, dalla Francia alla Norvegia, passando per Spagna e Germania. Facciamo la media e quella è la cifra che dobbiamo assegnare ai nostri ‘eroi’ della democrazia che rinunziano – come spesso tengono a sottolineare – a guadagni privati (come medici, avvocati e via di questo passo) ben più lauti, e quindi lo fanno per ‘spirito di servizio’…

Non vi sta bene nemmeno così? E allora prendiamo i quattro paesi-modello: Svezia, per l’Europa del Nord, le locomotive Francia e Germania, e la Spagna, mediterranea come noi. Facciamo la media. Fatela anche voi: e vedrete di quanto sono inferiori, rispetto ai nostri, quei guadagni.

Per questo siamo e restiamo saldamente la Repubblica delle Banane (fradice).

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