STATI UNITI / OSCURATO DAI MEDIA, ECCO IL VOTO DI META’ MANDATO

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Elezioni di medio termine negli Stati Uniti, nel silenzio generale dei media di casa nostra. Eppure si tratta di una scadenza non poco strategica, visto anche il sempre più ribollente scenario internazionale, con venti di guerra (anche nucleare) che più minacciosi non si può.

Le previsioni e i sondaggi sono abbastanza concordi nel prevedere un successo dei repubblicani alla Camera e una vittoria (se pur più risicata) dei democratici al Senato. Con un Congresso, quindi, spaccato a metà e un Joe Bidenchiaramente azzoppato.

Sicuramente pesano, sul voto, alcune più che discutibili scelte operate dall’amministrazione a stelle e strisce, pesantemente condizionate dal sempre più guerrafondaio ‘Dipartimento di Stato’, dove dettano legge i ‘falchi’ Tony Blinken e Victoria Nuland.

Il sempre più massiccio di armi all’Ucraina del presidente-guitto Volodymyr Zelensky non va più giù a una gran parte degli americani ed anche i grandi media Usa ospitano sempre più spesso autorevoli opinioni a favore, una buona volta, di seri negoziati in grado di aprire una via diplomatica alla pace, o almeno ad una tregua nel conflitto.

E pesano, sul voto, anche le pesanti inchieste, ormai da tempo di dominio pubblico, sugli sporchi affari, i ‘dirty business’ portati avanti negli ultimi anni da Hunter Biden, il più che disinvolto rampollo presidenziale. Sia l’FBI che la magistratura, infatti, hanno raccolto una mole di elementi sugli affari di Hunter che vanno dall’Ucraina (è stato addirittura nel board del colosso energetico di Kiev ‘Burisma’) alla Cina (dove ha intessuto rapporti più che ‘border line’). Nel frattempo sono usciti libri di forte denuncia, veri e propri j’accuse letti in tutti gli States, come ‘Laptop to the Hell’, dove ne vengono scritte di tutti i colori sulla dinasty presidenziale.

In basso, potete leggere una minuziosa ricostruzione dello scenario elettorale che si apre con le elezioni di mid-term, pubblicato dal sito ‘Contropiano’.

 

Jens Stoltenberg

Frattanto a breve il nostro primo ministro Giorgia Meloni, che ha appena incontrato il falco Blinken, si vedrà anche con il Segretario Generale della NATO Jens Stoltemberg, il quale sarà infatti presente ad un summit che si terrà il 10 novembre alla Farnesina, la ‘Nato Cyber Defence Pledge Conference 2022’, finalizzato a predisporre tutti gli aggiornamenti sugli strumenti di difesa dal rischio cyber, messo in campo nel 2016 dall’Alleanza Atlantica.

E’ la plastica dimostrazione di quanto gli Usa puntino sempre di più le loro fiches sulla fedeltà a prova di bomba (è proprio il caso di dire, di questi tempi) da parte dell’Italia.

Un tassello strategico, in questo percorso, è stata la fresca nascita della ‘Agenzia per la cybersicurezza nazionale’, diretta da Roberto Baldoni, che proprio nei giorni scorsi ha preso parte, a Washington, al secondo vertice internazionale della ‘Counter Ransomware Initiative’.

Con tali iniziative, in sostanza, il neo esecutivo Meloni intende non solo proseguire nel solco di Mario Draghi, ma addirittura rafforzare e potenziare quanto già fatto, intraprendendo ulteriori, nuove iniziative improntate ad un ‘vassallaggio’ sempre più spinto.

Scrive Andrea Muratore per ‘Insideover’: “Contraddicendo quanto spesso si rinfaccia a Meloni, Stoltemberg ritiene tutt’altro che di maniera l’atlantismo del centrodestra italiano e considera Roma un partner primario. E in prospettiva decisivo, vista l’importanza del fianco Sud che l’Alleanza Atlantica non può ignorare in questi tempi convulsi. L’Alleanza, di fronte ad un contesto sempre più complesso, guarda con favore ad ogni segnale di continuità e stabilità, certa che da Draghi e Meloni nulla cambierà nella sostanza e la NATO resterà stella polare dell’interesse nazionale italiano”.

Continua Muratore: “Stoltemberg, dal canto suo, ha messo tecnologia e sicurezza al centro fin dal discorso estivo al Forum di Davos, in cui ha invitato le nazioni occidentali a mettere la sicurezza davanti alla prospettiva nella loro programmazione strategica in campo economico. Un tema che si fonde decisamente col campo cyber, abilitatore della sicurezza in ogni sfera industriale”.

Quel Forum organizzato ogni anno a Davos dal ‘World Economic Forum’guidato dal banchiere Klaus Schwab, di antiche simpatie nazi, e ispirato ai Verbi (su vaccini, pandemie & cambiamenti climatici uber alles) del miliardario-filantropo Bill Gates, il primo ‘azionista’ (perché è il maggior finanziatore, anche più degli Stati nazionali) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E il WEF sta  lavorando da anni al progetto del mondo futuro, quel ‘Great Reset’che cambierà radicalmente le nostre vite (tutti ‘robottini microchippati’), se non muoviamo neanche un dito per ribellarci.

 

LINK

 

https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/11/07/le-elezioni-di-meta-mandato-negli-stati-uniti-0154089

 

 

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