CLIMA / ECCO CHI FINANZIA I FOLLI “GREEN” 

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Pazzi, delinquenti o solo ‘gretini’?

Il riferimento, of course, è ai vandali che da qualche settimana a questa parte – con ogni probabilità in vista della 27esima conferenza ONU sul clima che si svolge a Sharm el-Sheikh dal 6 al 18 novembre – stanno imbrattando capolavori in mezzo mondo, per fortuna senza provocar danni, visto che ovviamente i quadri sono protetti da spessi vetri. Ma tant’è, la madre dei cretini è sempre incinta, come si diceva un tempo.

Ultima performance tre giorni fa, quando è stato preso di mira con un minestrone il celebre ‘Seminatore’ di Vincent Van Gogh, conservato a Roma, Palazzo Bonaparte. Protagonisti del gesto gli ‘ambientalisti’ (sic) di ‘Last Generation’, già entrati in azione un mese fa al Museo Barberini di Potsdam, in Germania: obiettivo, allora, ‘Il Pagliaio’ di Claude Monet, colpito con mestolate di purè di patate.

Il maestro fiammingo, Van Gogh, resta comunque nel cuore degli

Unni-green, visto che vittime eccellenti sono stati, il 14 ottobre scorso, i celeberrimi ‘Girasoli’, uno dei vanti della ‘National Gallery’ londinese. In quel caso, si sono rimboccate le maniche, versando salsa di pomodoro, due attiviste del gruppo ‘Just Stop Oil’, uno dei più in voga.

A questo punto vediamo cosa c’è dietro. Ossia quali sono i protagonisti di queste fantomatiche sigle green. Passiamo quindi ai raggi x proprio l’ultima, ‘Just Stop Oil’.

 

Aileen Getty,

A quanto pare, provvede a finanziare le sue intrepide azioni una sigla statunitense, ‘Climate Emergency Fund’, già nota per aver smistato dollari a svariate associazioni che si proclamano, appunto, ambientaliste.

La vera sorpresa spunta quando andiamo a vedere – come nei più classici giochi di scatole cinesi – chi c’è dentro ‘Climate’: nientepopodimeno che un Getty, o meglio una Getty, la celebre schiatta di miliardari a stelle e strisce. Ricordate il rapimento del secolo – con tanto di orecchio mozzato – di un Getty junior?

Ebbene, a profondere palate milionarie in ‘Climate’ – e quindi in ‘Just Stop Oil’ – è Aileen Getty, erede di una fortuna da ben 5 miliardi e mezzo di dollari, accumulata grazie alle sorti da mille e una notte della compagnia petrolifera di famiglia, ‘Getty Oil’, poi venduta alla ‘Texaco’ per oltre 10 miliardi di dollari

La generosità di lady Aileen non conosce confini, come non li conosceva l’impero ‘nero’ della sua dinasty: ed è così che l’altra regina dell’ambientalismo in salsa vandalica, ‘Last Generation’, viene finanziata da ‘Climate’, la quale allarga generosamente i cordoni della borsa con ‘Extinction Rebellion’ (XR per i suoi adepti e fans). E ‘Last Generation’, ossia ‘Ultima Generation’ da noi, non è altro che la ‘costola’ italiana di XR.

Siamo davvero entrati nelle giungle societarie green, che poco hanno da invidiare – quanto a intrecci, connection e anche volumi d’affari – alle classiche scatole cinesi di pretto stampo capitalista. E siamo in pieno ‘Greenwashing’, come per primo ha intuito il vulcanico regista americano Michael Moore, che ha firmato tre anni fa un molto istruttivo docu-film sui maxi affari in salsa green, ‘The Planet of Human’ (potete leggere un nostro articolo cliccando sul link in basso).

Secondo alcune fonti, ad ispirare le strategie di ‘Just Stop Oil’ e XR è un misterioso personaggio, Roger Hallam, il fondatore di ‘Insulate Britain’.

 

George Soros

Ma c’è un altro comun denominatore che unisce le varie sigle: tutte, infatti, hanno ricevuto pingui fondi della ‘Open Society Foundation’ che fa capo al miliardario-filantropo (sic) George Soros, alias il ‘Mangia-Paesi’, come stava cercando di fare anche con l’Italia nel 1992 e la lira in picchiata, quel ‘Mercoledì Nero’.

Il nome di Soros è rimbalzato tra le cronache del post voto politico del 25 settembre, quando sono usciti allo scoperto i finanziamenti all’indirizzo di + Europa, il partitino di Emma Bonino, la quale del resto ha fatto per anni parte dell’accorsato ‘board’ proprio della corazzata ‘Open’ griffata Soros.

Scrive la reporter Karen Ho: “Getty ha donato personalmente 1 milione di dollari a Climate Emergency Fund. Giorni fa ha pubblicato un editoriale su ‘The Guardian’ in cui riconosceva il suo ruolo nel finanziamento dell’attivismo per il clima, sottolineando come l’estrazione di combustibili fossili abbia reso ricche le loro famiglie e chiedendo un passaggio sistematico all’energia pulita. Il ‘New York Times’ ha descritto Getty e Rebecca Rockfeller Lambert, un altro rampollo del magnate del petrolio, e il loro attivismo per il clima ad agosto”.

Una conversione sulla via di Damasco o cosa?

 

 

 

Link

MICHAEL MOORE / IL J’ACCUSE CONTRO I MILIARDARI AMBIENTALISTI

2 Settembre 2020 di Cristiano Mais

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