LE PRIME MELONATE / CONTANTE A 10.000 & PONTE. E FOTTIAMOCENE DEI PENSIONATI

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Se il buongiorno si vede dal mattino, per il neo esecutivo di destra-destra è notte fonda. E’ buio pesto. Di un nero che più NERO non si può.

Apre il tema l’ex buttafuori di tutti i migranti, che oggi veste i panni del gran costruttore dell’Italia che verrà, al secolo Matteo Salvini. Dal suo cilindro, però, esce un coniglio già tirato fuori – senza successo – da decine di predecessori alle Infrastrutture e Trasporti: il Ponte sullo Stretto.

Non siamo su ‘Scherzi a parte’, tutto vero, la salvinata di turno per ‘salvare’ il Belpaese dalla catastrofe.

Il Ponte sullo Stretto

E, scherzi a parte, il progetto per il quale pure lo Stato ha già speso vagonate milionarie per faraonici progetti – utili, ottimi & abbondanti solo per far guadagnare palate di soldi ai costruttori & amici di turno – è del tutto inutile, pluribocciato da stuoli di esperti, fuori dal tempo. Soprattutto oggi, in tempi di vacche che più magre e scheletriche non si può. Possibile mai – si chiede ogni normale cittadino – che con i drammatici, anzi tragici problemi sociali ed economici che ci troviamo ad affrontare ogni giorno (inutile elencarli, è un pianto continuo), a qualche folle salti in testa che è arrivato il momento di spendere montagne miliardarie nell’opera più inutile e ‘campata per aria’ (tale è il progetto, un ponte a campate, sic!) del mondo? Quando i pensionati fanno la fame il pazzo ministeriale pensa al Ponte?

Da 113, da ricovero immediato.

 

Vogliamo allora metterci di buzzo buono per cominciare a risolvere qualcuno dei nostri più assillanti problemi?

Alla band melonian-salviniana si accende una lampadina in testa: basta alzare il tetto dei liquidi per le transazioni e oplà, eccoci a Cana, dove per incanto al banchetto nuziale compaiono pani e vini a tutta volontà e, caso mai che ci troviamo, un salto al lago di Tiberiade, per moltiplicar pani e pesci.

Delle due l’una: o sono dei coglioni totali, al governo, o ci prendono tutti per il culo.

Quale miracolo può mai scaturire da un provvedimento tanto demenziale quanto inutile? Niente, zero assoluto. Per le tasche dei cittadini nessun beneficio, chi non ha soldi resta senza soldi; anzi la boutade dei 10 mila euro liquidi in tasca per fare lo shopping risulta un insulto insopportabile. Ma come, non ce la facciamo a fare la spesa, a pagare le bollette e parliamo di pacchi di euro a zonzo per spenderli in non si sa cosa? Vergogna.

Potevano profittare, all’opposizione, di questo colossale autogol del governo e invece cosa replicano? Così si favoriscono mafie & riciclaggi, aumentano il nero e l’evasione.

Fessi anche loro, due volte fessi, perché dimostrano di non capire un cavolo dei movimenti finanziari delle mafie, che viaggiano per banche & finanziarie, paradisi fiscali off shore, sofisticate operazioni via fondi speculativi e via riciclando ad altissimo livello. E loro, i Vati del Pd e, purtroppo, dei 5 Stelle, cosa pensano? Che i mafiosi girano ancora per strada con pizzini e rotoli di euro in saccoccia?

Se il governo fa schifo, l’opposizione fa il possibile per emularla.

E questo schifo al quadrato, al cubo, sono i poveri italiani a pagarlo, costretti ad essere (s)governati da una classe politica di ladri & ignoranti, nella migliore delle ipotesi. Stavolta pure votati dal popolo bue: anche se – val sempre la pena di ricordarlo ai senza memoria – il 40 per cento degli italiani non va più alle urne, schifato di questa minestra-proposta politica indecente, disgustosa, vomitevole.

 

Passiamo alla terza meraviglia che s’annuncia all’orizzonte. Già si capisce che sul tema delle pensioni il governo farà solo finta di far qualcosa: perché del destino di quelli che devono arrangiarsi con 470 euro al mese – nonostante le rituali promesse berlusconiane – nessuno se ne fotte, solo carne da macello, anzi meglio che ne muoiano presto a caterve, come le mosche, così l’Inps può tirare un bel sospiro di sollievo.

Sta andando in scena, anzi in vera sceneggiata, il copione infarcito di termini del tutto incomprensibili per i normali cittadini, quindi a maggior ragione per i pensionati. E’ un’orgia parolaia a base di ‘Quota 41’, ‘Opzione Donna’ e adesso per par condicio anche ‘Opzione Uomo’; di ‘APE sociale’, e poi di ‘Quota 102’.

Sorge spontanea la domanda: ma non si rendono conto lorsignori che il grande, gigantesco problema non è quello di trastullarsi in questioni altimetriche o di far gite in montagna, ma di alzare in modo decente, civile, le pensioni minime, quelle sociali, ferme da una vita, da quando cioè Berlusconi le portò a 1 milione tondo, gli attuali 470 euro? Da allora, un secolo fa, non si sono più mosse di un millimetro. E’ questo il più grande scandalo di casa nostra: mentre parlamentari, alti burocrati, magistrati, generali e via svaligiando le casse pubbliche, nuotano tra pensioni e vitalizi da migliaia e migliaia di euro (media 13-15 mila), ci sono milioni e milioni di italiani costretti a non vivere, quindi a morire giorno per giorno, con 470 euro al mese.

Un partito degno di questo nome avrebbe dovuto avere il coraggio di dire agli italiani: il mio primo provvedimento sarà quello di raddoppiare le pensioni sociali, portandole a 1000 euro, o se vi par troppo 940 euro (la somma di 470 più 470). Fatti i calcoli, si tratta di 19 miliardi di euro, secondo le stime di uno che di cifre pubbliche ne mastica, Carlo Cottarelli. Soldi che si possono trovare tagliando quelle pensioni d’oro e vitalizi da nababbi, razionalizzando e disboscando il reddito di cittadinanza concesso anche a chi porta il rolex, inviando meno missili e tank in Ucraina per una guerra che vogliono solo gli Stati Uniti per mandare ko la Russia di Putin e aver mano libera per i suoi appetiti imperiali.

Niente di più semplice, facile e immediato. Dai subito un segno concreto e cominci sul serio ad eliminare la povertà, non a parole come ha fatto un giorno dal balcone il guitto Giggino Di Maio.

Per il secondo tempo, poi, c’è la politica del lavoro e gli incentivi all’occupazione. Ma intanto hai risolto metà del dramma (quello dei pensionati ridotti alla fame) che ci tormenta da sempre e figuriamoci oggi con il caro bollette e il caro tutto.

 

Enrico Letta

Se il governo è sordo, e incapace anche solo di concepire una manovra del genere, come mai la ‘sinistra’ che si proclama ‘sociale’, vicina ai più deboli, non dice niente? Perché – sgorga spontanea la risposta – è guidata da ectoplasmi alla Enrico Letta: il quale farebbe bene a togliersi subito dai coglioni perché il congresso rifondativo di quelle macerie che restano del PD si possa svolgere in tempi non brevi, ma brevissimi.

Altrimenti campo libero e praterie per cinque anni al primo ministro Meloni e al suo motto “non disturbare chi vuol fare”, degno della battuta di Fantozzi a proposito della Corazzata    Potemkin, “è una cagata pazzesca”.

E al presidente del Senato e vice Mattarella in pectore, Ignazio Benito La Russa, il quale – da perfetto fascista- già annuncia: “Il prossimo 25 aprile non sfilerò, i cortei sono appannaggio di una certa sinistra”.

Ma dove stiamo precipitando?

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