Giù la maschera

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Giorgia non tarda a togliersi e la maschera del ‘volemose bene’ e profitta del conflitto gergale ‘presidente’-‘presidentessa’ per tornate al mitico, quanto aggressivo “Yo soy Giorgia”. Con un furbo guizzo si accredita come sincera democratica e invita gli onorevoli colleghi a chiamarla semplicemente Giorgia, che non è però un passpartout per mandare in archivio due o tre faccende ‘sospette’: il “no”’ alle navi salva vita di attraccare in un porto italiano sicuro, le manganellate agli studenti in pacifica contestazione di un raduno neo fascista nell’Università romana della Sapienza. Di segno analogo, ma con ben altre conseguenze, il silenzio tombale sulla pandemia e la vaccinazione anticovid, questioni di vitale importanza, totalmente ignorate nel discorso di insediamento. Poi, con sospetta fretta, l’annuncio di reintegrare in servizio i medici No Vax, sospesi. Il pretesto? mancano i medici. E allora, se mancano i medici si può, si deve agire sul reclutamento di nuovi camici bianchi, con l’aumento delle quote d’ingresso a Medicina e alle specializzazioni. Altrimenti ha tutte le ragioni del mondo chi sospetta che il rientro anticipato dei medici anti vaccino sia una sorta di sanatoria per ringraziare gli elettori No Vax e i contrari al green pass. La linea ‘liberatoria’ del nuovo governo è palesemente orientata a giustificare il the end delle precauzioni, che sarebbero salutate con favore (anche di consenso elettorale) da chi subisce i disagi da restrizioni. Poco importa al trio FdI, Lega, FI se la scienza ammonisce a non abbassare la guardia, perché la pandemia è tutt’altro che definitivamente sconfitta. Sciagurata è l’ipotesi di eliminare l’obblio di mascherine in ospedale e nelle residenze per anziani. Metterebbe a rischio le persone ‘fragili’.

Sono ancora trentamila i nuovi positivi in un giorno, oltre duecento i ricoveri in terapia intensiva e quasi cento i morti per Covid: numeri per nulla rassicuranti in questa fase climatica di caldo anomalo che contrasta i contagi. Comunque: il 7 percento di decessi si deve ancora al coronavirus. Chissà se questi dati lasciano indifferente e inerte il neo ministro della salute Schillaci, grato alla destra per il prestigioso incarico.

In tema di familismo politico c’è in evidenza un nuovo ammiccamento della Meloni a suo passato di appassionata contiguità con  il neo fascismo: dopo avere scippato per La Russa la seconda carica dello Stato, con il pretesto di più donne nella spartizione dei sottosegretariati tifa per Isabella Rauti, figlia di Pino, golpista della destra violenta, che già vice capogruppo al Senato, aspira a diventare vice di Crosetto (accusato per conflitto d’interessi) alla Difesa, dicastero destinato a feudo esclusivo di Fratelli d’Italia. E siamo appena all’inizio dell’era Giorgia.

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