La ‘perfida Albione’: brex…iata e mazziata

Condividi questo articolo

Inglesi affidabili, ben informati, negano l’eventualità di una clamorosa retromarcia che mandi al macero la Brexit e riconnetta la Gran Bretagna alla big mather Europa.  Significa che Rishi Sunak, terzo premier inglese in pochi giorni, dovrà dare fondo a quanto appreso in prestigiose università e in posizione leader nel gran mondo della finanza. Sembra un paradosso inventato da riviste patinate che lucrano sulla notorietà i personaggi alla ribalta, ma corrisponde al vero la potenza economica di Sunak, che guarda dall’alto in basso la ricchezza di re Carlo e consorte. Dall’alto della sua opulenza (730milioni di sterline), che a dispetto della galoppante inflazione made in England è una cosa da Peperon di Paperoni, il neo eletto potrebbe aver dimenticato la vita dura dell’infanzia, così simile, ma non altrettanto grave della crisi in corso, le vittime inglesi brexatee Il rischio potrebbe essere compensato dalle sue origini indiane non agiate, di leader politico che ha riscattato a fatica la modesta partenza sociale. Certo, il premierato di Sunak non sarà politicamente confrontabile con il neonato governo dell’Italia, che nell’esecutivo ha imbarcato pochi ministri socialmente sensibili ai disagi della povertà e un gran numero soggetti contigui a razzismo, omofobia, liberismo economico pro domo sua.

Polemiche sulla ricchezza di Sunak, frutto di abilità nell’investire in borsa e del matrimonio con Akshata Murth, figlia di uno straricco produttore indiano di sofisticata tecnologia, che favorita dallo status fiscale di non domiciliata, non paga in Inghilterra le tasse sui redditi prodotti all’estero. Consolazione: l’Italia non è il solo paese di Pulcinella.

Un caso isolato di esaltazione criminale, di identificazione nel mostro creato dalla perversa fantasia criminale del dottor Jekil? Anton Krasovovskij, piazzato al vertice di Rt, direttore della programmazione propagandistica mondiale di Putin in lingua russa, è stato licenziato per incitamento aggressivo al genocidio. Operando con il megafono della comunicazione mondiale ha invitato i connazionali a bruciare vivi i bambini ucraini, ad annegarli in fiumi vorticosi. In precedenza aveva dichiarato di voler distruggere la Costituzione ucraina e che aver bombardato una città del Paese invaso non era stato abbastanza soddisfacente. Licenziamento sacrosanto, purtroppo non esteso a chi ha ucciso più di trecento bambini ucraini con bombardamenti di missili su edifici civili, ospedali, scuole.

Intanto, il progetto globale della destra sta per varcare i confini dell’Italia. A est lo hanno già fatto Ungheria, Polonia… Nel resto dell’Europa non mancano i prodromi di un ampliamento del sovranismo.

L’ultima impresa del fascismo in crescendo, che la Meloni nega mentendo: in una cloaca di stadi italiani razzisti, a Bergamo, durante Atalanta-Lazio, dal settore dei tifosi romani si è levato il grido “Duce, duce”, con il braccio teso nel saluto fascista. Come niente fosse : ora che il governo e il ministero dell’Interno sono finiti in mani sovraniste, altro che ‘Duce, Duce”.

Condividi questo articolo

Lascia un commento