USA IN ASSETTO DI GUERRA / AMMASSANO  15.000 UOMINI AI CONFINI CON L’UCRAINA 

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Fortissima situazione di allarme ai confini tra la Romania e l’Ucraina.

Praticamente ignorata dai media di casa nostra.

Gli Stati Uniti, infatti, hanno follemente deciso di ammassare un gigantesco contingente militare in territorio romeno, a pochi chilometri dal confine ucraino.

Una tale mobilitazione di forze armate a stelle e strisce non si verificava dalla Seconda Guerra Mondiale.

Protagonista sul campo di (quasi) battaglia è la ‘mitica’ 101° Divisione Aerotrasportata dell’esercito Usa, la ‘101st Airborne Division’, meglio nota ai suoi fans come ‘Screaming Eagle’ (‘Aquila Urlante’). Si tratta della più prestigiosa Divisione militare statunitense, utilizzata, nella Seconda Guerra Mondiale, per la famosa battaglia in Normandia.

John Lubas

Secondo un reportage della nota tivvù americana CBS – che sta documentando i movimenti e gli spostamenti dei contingenti – le unità militari impiegate sfiorano quota 15.000, per la precisione 14.700.

Ecco le ‘chiare’ parole di due comandanti in campo.

“Le mie truppe sono le forze americane più vicine ai combattenti in Ucraina. Seguiamo da vicino le forze russe”, osserva il colonnello Edwin Matthaiden, comandante della Seconda brigata da combattimento della Divisione.

Gli fa eco, con un tono che più bellicoso non si può, John Lubas, vice comandante della ‘Screaming Eagle’: “Siamo pronti a difendere ogni centimetro della NATO. Portiamo una capacità militare unica. Siamo una forza leggere ma portiamo con noi la mobilità, con i nostri aerei e i nostri assalti aerei”. In pieno – e pronto – assetto di guerra.

 

Ha però la memoria molto corta, il tronfio comandante Lubas.

Dimentica, infatti, quanto i suoi vertici politici, ossia la Casa Bianca, esattamente 31 anni fa, nella primavera 1991, sottoscrissero con la Russia, la Germania, la Gran Bretagna e la Francia. Un documento secondo cui le forze NATO non avrebbero oltrepassato di un metro – così testualmente recitava quel fondamentale patto – il confine dell’Oder. Per rassicurare l’allora Unione Sovietica dopo la caduta del Muro di Berlino, cioè, tutte le potenze occidentali si impegnavano a non metter piede nei territori dell’ex impero sovietico.

Quel Patto è stato presto tradito, reso carta straccia dal furente imperialismo USA/NATO che nel corso dei decenni successivi ha consentito di piazzare sotto il loro ‘ombrello protettivo’ ben 14 paesi ex sovietici. E questa è la causa prima, il vero motivo per cui la Russia di Vladimir Putin si è sentita sempre più accerchiata, praticamente con i missili NATO piazzati ai confini di casa, come ad esempio è successo proprio in Romania.

Senza contare che in paesi come l’Ucraina, non ‘ancora’ entrata nella NATO, gli americani hanno insediato – con un ‘golpe bianco’ – dei governi fantoccio, culminati con le elezioni presidenziali del pupazzo Volodymyr Zelensky. Non basta: perché – come ha più volte documentato la ‘Voce’ – il Pentagono ha provveduto ad installare una quarantina di bio-laboratori militari, tante piccole Wuhan, in grado di maneggiare e manipolare i virus più letali in vista delle future ‘biologic wars’.

Come mai il comandate Lubas ‘dimentica’ questi fatti così eclatanti? Solo per via del ‘mainstream’ che cerca di oscurarli e nasconderli?

 

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