La pace, i suoi nemici

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 L’autorevolezza universalmente riconosciuta a papa Francesco trasforma l’appello a Putin e Zelensky in monito per la pace. Ignorato, li spedirebbe all’inferno della criminalità disumana, paragonabile agli eccidi di massa del nazismo, alla strage impunita dell’atomica su Hiroshima, ai milioni di bambini che non superano l’età scolare, uccisi da fame e malattie: nel mondo delle diseguaglianze ne muore uno ogni pochi secondi.

Fermate la guerra chiede Bergoglio, ma i due interlocutori chiudono ogni spiraglio alle trattative di pace. Il ministro degli esteri russo, all’Onu, rifiuta di discuterne con il cardinale Parolin. Andrei Kortunov, direttore generale del Russian International Affairs Council, non esclude l’impiego, da parte della Russia, di armi nucleari. “Mi piacerebbe molto che non fosse possibile, ma non posso permettermi questo lusso (lusso, sic, ndr). Penso che sia una sorta di ultima ratio, l’ultima argomentazione nel caso in cui la Nato interferisca direttamente nel conflitto. Il pericolo dell’uso delle forze nucleari rimane, Magari per incidente (!!!), per errore (!!!).  La Russia ha abbastanza testate nucleari per distruggere tutta l’umanità, così come gli Stati Uniti. Se la Nato interferirà, essendo superiore a livello di armi convenzionali, la risposta della Russia sarà l’uso di armi nucleari”.

Inevitabile  constatazione: Biden, per smentire la nota ‘fragilità di carattere’ e per non inimicarsi i produttori di armi e di gas venduto all’Europa con profitti stratosferici e Putin, in bilico per gli insuccessi in Ucraina, alle prese con un’imponente crisi economica, contestato da gran parte dei russi e dal suo entourage, sono prigionieri di assurde logiche di guerra, privi di alibi credibili per aderire al cessate il fuoco.

La giornalista Rula Jebreal: “Giorgia Meloni, nuova premier italiana, ha pubblicato il video di uno stupro e lo ha così commentato: i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituite i cristiani bianchi. Il padre della Meloni è un noto trafficante di droga condannato. Ha passato del tempo in carcere”. La deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli. “E’ anche dalla reazione per quelle ferite (il padre l’ha abbandonata da bambina) che Giorgia Meloni, oggi, è una grande e riconosciuta leader, che giganteggia di fronte a certi attacchi meschini”. La replica della giornalista: “La Meloni non è colpevole dei crimini commessi da suo padre, ma spesso sfrutta i reati commessi da alcuni stranieri, per criminalizzare tutti gli immigrati, descrivendoli come una minaccia alla sicurezza. In una democrazia ci sono responsabilità individuali, non colpe/punizioni collettive”. La Meloni: “Non mi faccio intimidire. Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce”. La giornalista: “Tutti gli autocrati usano tali minacce per intimidire e mettere a tacere coloro che li richiamano e li espongono. Signora Meloni: non mi faccio intimidire”.

Certo, le colpe dei padri non ricadono sui figli, ma nel caso specifico la borgatara rifletta prima di concionare sui reati dei migranti (percentualmente molto inferiori a quelli degli italiani, basterebbe a dimostrarlo il tragico trend di un femminicidio al giorno) dimenticando il loro contributo all’economia economia italiana, il duro lavoro in agricoltura che altrimenti metterebbe in crisi un fondamentale comparto del nostro Paese, al valore del Pil. En attendant la verifica: chi la spunta tra Salvini, che pretende di nuovo di appropriarsi del Viminale e la Meloni, che in campagna elettorale ha condiviso l’idea di blocco navale anti profughi, ma che non vorrebbe cedere il ministero dell’interno al ‘carrocciaro della Padania’?

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