Dopo Letta un Pd di sinistra-sinistra

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Sulla coscienza candida di Letta, politico perbenissimo privo di carisma, c’è anche la nefandezza dell’elezione di Santanchè, saltimbanca per furbo opportunismo, che consultata la chiromante ha traslocato dal Berlusca ai suoi consanguinei fratelli d’Italia e ha impedito al Paese di affidarsi nelle mani sicure di Cottarelli, economista riconosciuto come il più affidabile per il futuro finanziario del nostro Paese. Il peccato mortale di Letta (che il successore sia autenticamente di di sinisttra! ha risvolti di compensazione nella bocciatura del Italexit, di Paragone, sconsiderato propugnatore di anti europeismo, No Vax e altre sciagurate teorie antidemocratiche, nella sconfitta sgarbo allo “Sgarbi degli sgarbi”, dei reiterati comportamenti incivili. La mannaia della borgatara della Garbatella ha tagliato teste nobili: di Emma Bonino, di Di Maio, divorziato dai 5Stelle in triste exodus, di Bossi (Salvini lo vorrebbe senatore a vita) e Pillon, l’omofobo anti coppie omo e contro l’aborto. Conforta l’elezione di Ilaria Cucchi, premiata per la sua battaglia decennale per una giustizia giusta. Fa storcere il naso ritrovarsi in Parlamento con il calciofilo Lotito (saranno contenti gli ultra laziali parafascisti) e la figlia snaturata del generale Dalla Chiesa (il fratello, sincero democratico come l’ha presa?). Tra virgolette: Letta dignitosamente si è dimesso, Salvini, in caduta libera, pretende di tornare al Viminale, ambizione negata dalla fedina penale tutt’altro che immacolata. .  a Sesto San Giovanni, storica roccaforte comunista, vince Rauti, figlia di Pino, fascista, fondatore della Fiamma Tricolore, segretario del Msi. Lo sconfitto è Fiano, uno dei migliori dem, fuori anche Marcucci, ex Pd emigrato in Italia Viva di Renzi. Eletat in Puglia Mara Carfagna, tenacemente meridionalista.  Debacle dem anche in Toscana, Parlamento la finta moglie del Berlusca. senza mai aver messo piede nel collegio dov’era candidata. Conforto per la delusione dei Vip fuori dal Parlamento, la sconfitta sarà meno traumatica, addolcita dal ‘compenso’ del ‘vitalizio’. Manna per Di Maio, che nel curriculum vita può citare solo il percorso esclusivo in politica.  Sara titolare di pensione per aver tagliato il traguardo dei 4 anni, sei mesi e un giorno.  Provate a immagine il perché del voto fissato il 25 settembre. Fatto? La data è stata calcolata per essere compatibile con il riconoscimento della pensione. Tutto qui? Macché i bocciati riceveranno anche un assegno di fine mandato. Non ne godrà il microbiologo Crisanti, perché fortunatamente eletto al Senato.

Conti in tasca alla borgatara della Garbatella, presa di mira dalla CNN: “Giorgia Meloni claims victory to become Italy’s most far-right prime minister since Mussolini”, e cioè: “Giorgia Meloni rivendica la vittoria per diventare il primo ministro italiano di estrema destra dai tempi di Mussolini”. Quanto guadagna l’ex borgatara? Il suo patrimonio è progressivamente cresciuto. Nel 2017 ha dichiarato 98.471 euro. Nel 2018 l’acquisto di un appartamento di proprietà a Roma. Nel 2022 100.456 euro, poi 134.206 (di qui la gratitudine per i suoi elettori), ma incassa meno di un parlamentare che guadagna circa 216mila euro all’anno (il presidente della Repubblica 239mila).

Non c’è, purtroppo nessuno che le suggerisca di tornare a semplice deputata per consentirsi felici vacanze alle Seichelles.

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