Bravo Scholz

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Il postfascismo. La formulazione si deve alla creatività politica del cancelliere tedesco Scholz e anticipa perfettamente una facile previsione, più attendibile delle profezie ondivaghe di Nostradamus. Anche un bambino da licenza elementare ha ben presente che con la destra a Palazzo Chigi, l’irrinunciabile diritto alla libertà di opinione sarebbe cancellato e non con le buone maniere. In pericolosa antitesi le bravate impunite di razzisti, omo e xenofobi, si moltiplicherebbero fuori controllo, anzi ben viste dal regime antidemocratico. Provate a immaginare il futuro prossimo dell’Italia schiacciata tra le grinfie filo mussoliniane di “Yo soy Giorgia” e l’assalto alla Costituzione del ‘carrocciaro valapadano: esemplare è l’episodio della violenta protesta della ‘sorella d’Italia’, infastidita dal dissenso manifestato durante i suoi comizi in mezza Italia che hanno interrotto l’auto esaltazione del tipo “Dopo di noi tocca a Vox”, ovvero alla destra eversiva spagnola” e “Sono pronta per diventare premier” (imitata da Salvini che si è rivolto direttamente a  Mattarella), nonché il tifo  da curva di stadio nordista dei suoi followers. È partito a razzo il monito alla ministra degli interni Lamorgese, che ha ‘obbedito’. A Palermo, un imponente schieramento di polizia, eccessivo perfino se sul palco ci fosse stato Papa Francesco, ha manganellato chi pacificamente non condivideva l’idea della destra al governo. Ne ha fatto le spese anche una giornalista di Repubblica.

Ma che polizia? Basta ricordare che storicamente le forze dell’ordine, con Scelba, prima e dopo di lui, sono state prevalentemente destrofile. E quale mandato della Lamorgese hanno rispettato?  FdI, Lega, Forza Italia, il covo disfattista di Paragone, fan di Boris Johnson, eversore di   Italexit che accoglie la neofascista di Casa Pound Chiaraluce (“Corro per portare Casa Pound in Parlamento”), il No Vax di Trieste Puzzer, e camerati vari, provano a testare il fascino del potere?  La ministra dell’interno ha forse soddisfatto la perentoria richiesta della ‘sorella d’Italia per non rischiare che le truppe dei postfascisti rispondessero alle lamentele della loro capintesta con azioni violente per zittire il dissenso?

Amenità, scambi di eleganti carinerie, roba (come dice Lucia Annunziata nella mezz’ora domenicale di Rai 3) da salotto di brava gente. Acerbo,  Rifondazione di sinistra, rivolto a Calenda: “Che possa essere picchiato in strada per quel che pensa di welfare e reddito di cittadinanza”. Un uppercut al mento del leader di ’Azione’, che non ci sta e risponde: “Ti aspetto alla sede del mio partito per regolare i conti”:

Insonnia, inappetenza, tristezza, quasi depressione. Terapia intensiva suggerita da un’eccellenza della psichiatria: macché, peggioramento dell’umore, lockdown autoimposto. Confortato dalla mole di narrazioni quasi con le lacrime agli occhi di stampa, radio e tv, ha la meglio la rassegnazione. Ultima spes? Un miracolo del santo protettore della gloriosissima, medagliatissima, amatissima J u v e n t u s e omaggi in argento per grazie ricevuta a prodigio avvenuto, ovvero con  l’exit dal tunnel della grave crisi sportiva, che provoca nel popolo delle tifoserie endogene e mondiali lacrime, mancamenti, convulsioni. Facce scure in tutti i salotti tv dove si analizza il ‘fenomeno pallone’ con il supporto di firme illustri, ex star del pallone, brave e preferibilmente belle conduttrici, interviste, filmati, retrospettive e pronostici sul futuro della ‘signora’, toto allenatori, dubbi e certezze sull’uscita dal baratro. È così deprecabile il senso di nausea di chi juventino non è?

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