‘Reati’, estinti in partenza

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Maria Antonietta, 86 anni, vaga a vuoto nell’ipermercato di quartiere, in tasca due euro e cinquanta centesimi. Bastano per portare a casa una mezza luna di pane. Nel frigo c’è l’avanzo di una lattuga, mezza cipolla avvolta nella velina, un fondo di bottiglia del latte, un uovo. Nel bancone dei formaggi l’offerta è spettacolare: dai freschi agli stagionati è rappresentato il meglio della produzione casearia italiana.  [“Da quando non mangiano formaggio?”] Maria Antonietta patisce insieme alla figlia vedova e disoccupata, ai giovanissimi nipoti, la vergogna di non poter mettere in tavola un piatto caldo. La sua pensione se ne va in un attimo per pagare il fitto e le bollette. [“Lo so, non si fa, ma non si può nemmeno morire di fame”]. È inverno, la donna, malferma sulle gambe per debolezza e artrosi avanzata delle gambe, indossa un soprabito superstite di tempi migliori. Si guarda attorno e sicura di non essere vista infila sotto il cappotto un pezzo di parmigiano, un’abbondante fetta di provolone. Alla cassa paga il pane e si avvia all’uscita, ma un vigilante le impedisce di andare oltre. Nella cabina dove si provano gli abiti le ordinano di sbottonare il cappotto e dal rigonfiamento del pullover spunta il formaggio rubato. Il direttore dell’ipermercato le chiede “Perché?” e scosso dal racconto di cosa ha spinto la ‘ladra’ chiede a un commesso di preparare una ‘spesa’ completa, di disporre perché sia consegnata a casa della donna. È una storia vera, accaduta in una città del sud, protagonista un Robin Hood di questa drammatica stagione delle nuove e vecchie povertà. Perchè raccontarla? Quanto avviene nel mondo dei deboli per crisi antecedenti e contemporanee del nostro tempo, ci sono luoghi della Terra che le pagano più di altri, come l’Africa, ma l’input che ha sollecitato il racconto di Maria Antonietta ha un’ altra origine ed è lo choc provocato dalla notizia di Robin Hood spinti dalla disperazione. Nelle banche di Beirut, armi in pugno, si fanno consegnare i loro soldi congelati dal governo libanese  in avanzata fase di default, con l’ottanta percento della popolazione sotto la soglia della povertà e l’inflazione che ha ridotto il valore della valuta del 95%. Uomini e donne, banditi per necessità,  ‘rapinanoo’ parte dei loro soldi per poter curare familiari malati e bisognosi di cure urgenti. Il caso è diventato presto contagioso e non si contano gli episodi di banche prese di mira da cittadini esasperati. Le a banche hanno risposto con la chiusura, ma nel frattempo sono nate due associazioni di correntisti decisi a seguire l’esempio di Sali Hafiz, che sostenuta dal consenso di migliaia di persone, ha ottenuto di intascare il denaro del suo conto bloccato per curare la sorella malata di cancro.

Mondo cane: come giudicare il marasma pre-elettorale italiano, i litigi, gli insulti, le menzogne episodi avulsi dal dramma di un Paese in ginocchio, che sembra voler delegare progetti di rinascita al peggio della politica nazionale? Come non indignarsi per le reciproche minacce nucleari di Putin e Biden?

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