STATI UNITI / LE VALANGHE DI DOLLARI PER “CONDIZIONARE” I PAESI. ANCHE LA RUSSIA

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La più efficace risposta ai ciarlatani che ‘bevono’ le bufale americane sui finanziamenti russi ai partiti di mezzo mondo, arriva con un tweet del giornalista, guarda caso, americano Wyatt Reed: “L’intelligence statunitense sostiene che negli ultimi 8 anni la Russia ha speso poco più di quanto un singolo reparto della CIA spende in un anno per influenzare le elezioni”.

Wyatt Reed. Sopra, il Cremlino

E’ più o meno il ragionamento ‘aritmetico’ che abbiamo illustrato ieri: se i russi riescono con la miseria di 300 mila dollari a condizionare per 8 anni il voto in una ventina di paesi sparsi per mezzo mondo, sono dei veri maghi.

Il giornalista investigativo a stelle e strisce ha più volte ficcato il naso su quanto spendono i Servizi (la CIA) e l’Intelligence Usa per comprare i voti in mezzo (e più) mondo. Ne escono fuori cifre colossali, al cui confronto il pocket money gestito da Putin & C. fa davvero ridere, si rivela una bazzecola.

La gran parte dei dollari, però, sono ben mimetizzati. E transitano soprattutto attraverso una fitta rete di sigle, soprattutto Ong, che meno destano sospetti.

 

Emblematico è il caso – illustrato con dovizia di cifre e dati dall’Antidiplomatico– del ‘National Endownment for Democracy’, NED per i suoi tanti fans e beneficiari.

Si tratta, appunto, di una agile ONG che “dietro il pretesto di ‘promuovere la democrazia’- scrive Fabrizio Verde – lavora in realtà per ‘esportare la democrazia’ statunitense in quei paesi non piegati alla volontà di Washington e quindi reprobi da abbattere perché ‘antidemocratici’ e retti da spiegati ‘dittatori’. Il Congresso degli Stati Uniti – prosegue – può sovvenzionare il NED e quest’ultimo può a sua volta, e in modo del tutto indipendente, aiutare direttamente o indirettamente associazioni, partiti politici o sindacati che operano in questo senso in qualsiasi parte del mondo. Le ONG, essendo, come suggerisce il loro nome, ‘non governative’, possono prendere iniziative politiche senza violare la sovranità degli Stati che le ricevono”.

Il NED a stelle e strisce è presente in tutto il mondo: e la sua poliedrica attività è stata attentamente studiata e analizzata attraverso una capillare inchiesta realizzata da ‘Swiss Policy Research’. In ogni continente – emerge con chiarezza – ci sono organizzazioni, Ong, sigle e media finanziati direttamente dagli Usa via NED. Swiss Policy ha realizzato un semplice schema esplicativo, in cui si evidenzia come da NED partano cospicui fondi diretti a una serie di ulteriori sigle: come ad esempio l’International Republican Institute (IRI), il ‘Center for International Private Enterprise’ (CIPE), il ‘National Democratic Institute’ (NDI), il ‘Solidarity Center’ e così via.

NED è ben presente e attivo anche a casa del ‘nemico’, cioè in Russia.

Dettaglia ‘l’Antidiplomatico’: “nel solo 2019 NED ha stanziato circa 1 milione di dollari per progetti in Russia. La parte principale delle spese ha riguardato il sostegno di attivisti e programmi volti, secondo quanto viene affermato, allo sviluppo della società civile del Paese. Inoltre, la fondazione ha fornito attivamente sovvenzioni per ‘educare i giovani alla destalinizzazione’ e alle ‘conseguenze della repressione politica’ e ha anche sostenuto ‘media indipendenti’. Inoltre, dal 2016 risultano stanziati per progetti in Russia oltre 21 milioni di dollari, secondo quanto indicato nel database delle sovvenzioni della Fondazione stessa”.

Non è finita certo qui. Infatti, “la Fondazione statunitense ha stanziato 111 mila dollari per lo sviluppo del ‘potenziale’ degli attivisti russi. Questo progetto – viene spiegato – aiuterà anche le organizzazioni civili e i singoli attivisti a sviluppare le loro capacità di servire meglio gli interessi della popolazione nelle loro comunità attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione”.

Ecco in quali direzioni sono stati avviati altri fiumi di dollari.

Ben 175 mila dollari sono finiti per finanziare un progetto dal contenuto molto semplice: sostenere “l’attivismo democratico russo in condizioni difficile”. Semplice come bere un bicchier d’acqua.

84 mila per “ampliare le opportunità per gli attivisti di educare i giovani russi sui diritti umani, compresi quelli civili”. Elementare.

58 mila per un progetto ancor più generico e indefinito: ossia organizzare eventi pubblici e programmi educativi finalizzati a promuovere i ‘valori democratici’. Chiaro?

Gli spiccioli, 35 mila dollari, poi, per sostenere non meglio identificati o identificabili “leader della società civile locale”; non solo, ma anche per ideare “soluzioni democratiche” per risolvere i conflitti locali. Cosa sarà mai? In piccolo, la soluzione ai gravi problemi – come le guerre – che assillano il mondo?

 

Ma una delle fette più grosse dei fondi griffati NED è finita per “sostenere i media indipendenti in Russia”: 183 mila dollari nel solo 2019, tanto per gradire.

Ed ecco, per fare un esempio di filantropia spinta, un altro gentile cadeau: una organizzazione addirittura sconosciuta (il suo nome non compare in alcun elenco NED) s’è vista recapitare 40 mila dollari per “servire come fonte di informazioni indipendenti”. Boh.

Vuoi, invece, “valutazioni indipendenti”? No problem, NED apre la cassa e sborsa senza batter ciglio 55 mila dollari e anche stavolta ad una associazione senza nome: dovrà effettuare “una

valutazione indipendente di processi politici e cambiamenti sociali significativi”. Ottimo e abbondante.

Vogliamo aiutare il giornalismo d’inchiesta? Ecco, pronta cassa, 51 mila dollari per “aumentare la disponibilità di giornalismo investigativo su argomenti relativi alla Russia e alla regione baltica”.

Non è finita qui. Attraverso il progetto ‘Independent News and Analylis’, finanziato con 36 mila dollari, il sempre sollecito NED dà una mano per far emergere “una nuova generazione di giornalisti-analisti”.

Aggiunge l’Antidiplomatico: “Altri fondi, poi, vengono indirizzati a progetti dedicati a “diritti umani e memoria storica”, nonché a finanziare attività politiche di opposizione al governo di Mosca.

L’attività del fondo mira sostanzialmente a contrastare i ‘regimi dispotici risorgenti’ di Russia e Cina, indicati come minaccia alla democrazia. A questo scopo, sin dal 2015 la fondazione sostiene attivamente organizzazioni e strutture in tutta Europa nella lotta alla ‘disinformazione russa’. Sempre nel 2017, NED ha stanziato 1,5 milioni di dollari per sostenere progetti di giornalismo investigativo e mediatico in Europa che creano, pubblicano e ‘ingigantiscono’ contenuti sulla ‘disinformazione del Cremlino’”.

Si chiede e chiede Fabrizio Verde: “A questo punto sarebbe interessante sapere se c’è qualcuno in Italia che beneficia di questi fondi. E se magari sono gli stessi che un giorno sì e l’altro pure gridano alla minaccia portata all’Italia dalle ingerenze e dalla disinformazione della Russia”.

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