TORNA FEROCE L’AUSTERITÀ EUROPEA CONTRO I LAVORATORI E I POVERI.

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DI GIORGIO CREMASCHI
La decisione della Banca Centrale Europea di alzare dello 0,75 il tasso di sconto è un atto di feroce austerità contro tutti i popoli europei.
Non si venga a dire che è normale alzare il costo del denaro quando i prezzi salgono troppo. Nell’ortodossia liberista si usa lo strangolamento della moneta sull’economia quando questa cresce troppo. Quando cioè l’inflazione esplode perché crescono i salari e le industrie vendono tutto più caro. È la reazione di classe che abbiamo vissuto sin dagli anni 80 e che ci ha portato all’abbattimento dei salari e alla devastazione dello stato sociale che viviamo oggi.
Però la decisione, che l’ineffabile Cristine Lagarde ha spiegato dicendo di aver sbagliato tutte le previsioni, è ancora più grave delle strette del passato.
L’aumento dei prezzi attuale, come si sa, è dovuto solo alla crescita dei costi di energia e materie prime, sui quali ha agito da moltiplicatore la folle guerra in Ucraina. I salari sono largamente al di sotto del costo della vita e l’economia già ristagna, quindi le decisioni della Banca Europea sono come quelle di Maramaldo , colpiscono una economia che è già a terra.
Questa è la conferma che la UE dipende dagli USA per la guerra e dalla Germania per la finanza e che l’euro oscilla tra la subalternità al dollaro ed il rimpianto del marco.
Ma soprattutto la decisione della BCE annuncia il ritorno ai patti di stabilità che distruggono la civiltà. Il commissario Gentiloni infatti ha già annunciato che gradualmente si tornerà ad essi e che in ogni caso paesi come l’Italia dovranno cominciare a mettersi a posto coi conti. Cioè a tagliare ancora servizi pubblici e sociali. Mentre si aumentano le spese militari. Come sta già facendo Draghi, che di questa politica di austerità europea e guerra americana è il primo rappresentante in Italia.
Insomma la UE ci ha portato in guerra contro la Russia ed ora invece che pensare ai popoli europei che di quella guerra subiscono i colpi, butta sul fuoco della crisi la benzina delle restrizioni monetarie.
C’è solo da chiedersi se sia maggiore l’ottusità usuraia o la follia di queste decisioni. Che ancora una volta impongono la necessità di rompere coi vincoli finanziari e di guerra euroatlantici, che stanno davvero devastando tutto.
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