L’ULTIMA DI MAGO DRAGHI / 1 GRADO IN MENO E LA CRISI SPARISCE

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Ma li avete letti o sentiti i grandiosi provvedimenti adottati dall’ormai abusivo premier Mario Draghi per fronteggiare lo tsunami che ci sta piombando addosso con le bollette triplicate,  le aziende che chiudono come le mosche e la marea di cittadini che non ce la fanno più neanche a mettere – come si diceva una volta – il piatto a tavola?

Bene. Un grado in meno in tutte le case questo inverno, si passa da 20 a 19. Un’ora in meno di riscaldamento quotidiano. Poi un po’ di mance alle aziende che si trovano in difficoltà, qualche dilazionamento per il pagamento di qualche tassetta, un pizzicotto sulla pancia e via, ripartiamo! Perché i dati forniti dall’Istat sono buoni, anzi ottimi, con un Pil che si alza sempre di più e il paese che se la cava sempre, se la caverà sempre, come ha esclamato gonfiando il petto Draghi nell’ultima uscita (di testa) ufficiale.

Sul serio: ma ci è o ci fa, il premier abusivo? Si rende conto o no che se gli italiani si incazzano lo mandano con un colossale calcio in culo su quella poltrona di Segretario Generale della NATO che sogna da mesi? Ma perché mai non lascia subito, ORA, il disturbo e ci va in tempo reale, cominciando caso mai a fare il Maggiordomo di casa NATO, preparando caffè e biscottini per generali e ammiragli?

Cosa ci sta ancora a distruggere qua da noi? Perché mai si intestardisce a dare tante di quelle picconate all’ex Belpaese e a tutti i suoi abitanti come neanche Kossiga si sarebbe mai sognato di fare, perfino negli ultimi anni, tra gli ‘intervalla insaniae’ sempre più frequenti?

Cosa ci sta a fare quel ministrucolo Cingolani che dovrebbe fornire qualche minima risposta alla marea che avanza e lui, imperturbabile, non alza neanche un dito, non muove nemmeno una foglia?

Mentre dalle opposizioni legofascistoidi si sente parlare solo di nucleare pulito che ci risolve tutti i problemi, così, in 24 ore…

 

E praticamente nessuno, solo qualche mosca bianca ogni tanto, ad indicare invece che una soluzione-tampone, per arginare la frana, evitare il baratro, sta nel trovare una montagna di soldi subito, confiscando per legge, in altrettante 24 ore, quei sovraprofitti realizzati sulla pelle dei cittadini dai colossi dell’energia come ENI.

Non l’hanno fatto perfino in Francia con quell’ameba di Emmanuel Macron, dove hanno in pratica nazionalizzato il loro ente energetico, l’equivalente del nostro ENI?

E poi gli extraprofitti delle case farmaceutiche che in questi ultimi due anni e mezzo di vacche grasse da Covid hanno rastrellato utili e milioni con la pala?

E poi, a cascata, banche e assicurazioni che in periodi di crisi ci sguazzano?

Bastò, un giorno, che un pigolante Enrico Letta, il segretario del PD Draghizzato e Natizzato (tradotto: servo – strisciante – della NATO), proponesse di mettere una tassucola dello 0 virgola qualcosa sulle successioni e si scatenò il finimondo.

Insorse, ovviamente, la destra: bloccata nella sua flat tax che è non solo una roba idiota, inutile, ingiusta, immorale, ma anche illegittima, illegale, anticostituzionale.

Una merdaccia assoluta.

Quando invece la soluzione di tutti i mali economici e quindi sociali è a portata di mano.

Una patrimonialona con fiocchi, una super stangata ai maxi redditi e alle maxi rendite.

Mi dite un solo motivo, oggi, con la crisi che rischia di ammazzarci tutti (meno chi li ha, quei soldi, quelle risorse) perché mai dobbiamo sopportare che un parlamentare italiano becchi il triplo dei colleghi europei? Facile come bere un bicchier d’acqua: le media è 5.000 euro, per dire, tu parlamentare italiano becchi d’ora in poi 5.000 e non un euro in più.

Le pensioni dei grandi ufficiali? Mi raccontava ieri un amico di un generale che, davanti agli altri, si vantava della sua pensione da 13 mila euro: non ne bastano, anche a lui, 5 mila per vivere da pascià?

I magistrati, stesso discorso: pensionati d’oro che ci vivono 6 famiglie: basta un bel taglio.

Tutti i nababbi a quota 5.000, stabiliamolo una volta per tutte. Volete 6.000? Va bene.

Possibile che ci siano pensionati a 500 euro mese (se va bene) e pensionati a 13 mila?

Il discorso lo abbiamo fatto cento volte, ieri, anni fa.

Ma oggi è prioritario, fondamentale, per salvare la barca che altrimenti affonda. Siamo su una barca un po’ più grande, ma che rischia in pochi mesi, forse anche in poche settimane di trasformarsi in un Titanic.

 

P.S. Ricordate mesi fa il Draghi in sella a parlare delle armi necessarie, a iosa, per salvare l’Ucraina? Anche allora fece un memorabile parallelo tra l’importanza di libertà e democrazia e quella di un condizionatore: si poteva rinunciare pure a qualche grado per armare fino ai denti il guitto Volodymyr Zelensky. Ora torna sul luogo del delitto e propone – come super misura anticrisi – quel fatidico grado.

Ma siamo su ‘Scherzi a parte’?

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