Dalla Russia con odio: “Punite i governi idioti”

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La megalomania, male indagato con diagnosi psichiatrica, sfiora la dimensione della pandemia. Per capirci, i casi del contagio che a suo tempo ha infettato Hitler e il camerata Mussolini. In questo scorcio di 2023 ha colpito Trump e Putin a scala mondiale. Non ne è esente l’Italia di “Io sono Giorgia”, “Meno male che Silvio c’è”, “Salvini premier”. Megalomania: (dalle definizioni del dizionario Oxford Languages[S1] : me·ga·lo·ma·nì·a, sostantivo femminile, tendenza a presumere esageratamente delle proprie possibilità economiche o intellettuali. Si traduce in atteggiamenti o comportamenti di burbanzosa prosopopea. Il soggetto megalomane assume atteggiamenti di superiorità, tende a primeggiare e si impegna a compiere imprese sproporzionate rispetto alle proprie forze. I megalomani sono dominati dalle fantasie di risultati illimitati, di potere, intelligenza, bellezza. Ritengono di essere speciali, hanno bisogno di essere ammirati incondizionatamente. Pensano che tutto gli sia dovuto, sfruttano gli altri per raggiungere i propri obiettivi. Mancano di empatia, invidiano gli altri e pensano che gli altri provino invidia per loro. Sono arroganti e altezzosi.

Nella psichiatria clinica, la megalomania è definita come una forma di uno stato psicopatologico o una delle varietà di una sindrome affettiva in cui una persona ha una falsa credenza di possedere qualità eccezionali, di essere onnipotente e famosa. Spesso posseduto da manie di grandezza, con totale assenza di motivi oggettivi, sopravvaluta l’importanza della sua personalità, che considera un genio non riconosciuto.

In vena di generosità, di comprensione per il ‘disturbo’ descritto, con una diagnosi a distanza, in dida, azzardiamo la proposta di  referto, prognosi e terapia, da affidare al medico personale di Medvedev, ex presidente russo, che in condizione di trance narcisistica (fuori di testa!) ha scatenato un vero putiferio con l’invito agli italiani “Alle urne punite i governi idioti”. La bravata svelal’intenzione di Putin di puntare a un terremoto che faccia tremare il sodalizio Ue-Nato. Il buon senso si pone la domanda: perché far esplodere   la reazione del modo occidentale, dei partiti italiani democratici alle prese con lo spauracchio del 25 settembre? Delle due l’una: Medvedev è proprio un megalomane suonato, ignaro di aver scagliato un boomerang destinato a ritorcersi, o la sua ca…ta è un capitolo dell’impegno della Russia a lanciare un assist alla destra (leggi Salvini e Meloni) preso quando il ‘carrocciaro valpadano’ conferì con l’ambasciata russa in Italia e provò a volare a Mosca per definire i dettagli di un pateracchio d’intesa per interferire sul voto degli italiani.

L’ingerenza sarebbe un segnale convenuto di ‘fratellanza politica’ e non è un caso se rispondono alle accuse dei democratici italiani, con rabbiosa insolenza i quotidiani fiancheggiatori di Salvini e non la destra, evidentemente convinta che l’assist di Medvedev (per conto di Putin) giovi al loro consenso elettorale.

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