Elezioni, asso piglia tutto dell’informazione

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Una gaffe giornalistica niente male. Oggi, tra le news di Microsoft anche le candidature del centrodestra del 25 settembre. Per la Lega Salvini offre il collegio del Piemonte a Damilano, imprenditore alimentare, ma Huffington Post lo cita come Marco Damilano e non come Paolo. Chissà come reagirebbe Marco se leggesse lo svarione, essendo notissimo giornalista di sinistra…e chissà se Feltri che dirige la testata se n’è accorto, se l’ha notato il vice direttore e giornalista di punta De Angelis, ospite quasi fisso di La 7.

A proposito, all’indagine sul complesso panorama dei media italiani e in particolare sul monopolio del gruppo Gedi, presidente John Elkann, di recente arricchito con l’acquisto di la Repubblica e dell’Espresso, fino a quel momento diretto da Marco Damilano, c’è da aggiungere anche Huffington Post. Il patrimonio editoriale della famiglia Agnelli include i quotidiani La Stampa (Torino), la Repubblica (Roma), Il Secolo XIX (Genova), Messaggero Veneto – Giornale del Friuli (Udine), Il Piccolo (Trieste), Gazzetta di Mantova (Mantova), Il Mattino di Padova (Padova), E poi Provincia Pavese (Pavia), La Tribuna di Treviso (Treviso), la Nuova di Venezia e Mestre (Venezia), Corriere delle Alpi (Belluno), La Sentinella del Canavese (Ivrea). E i Periodici Gedi e Servizi: l’Espresso, National Geographic Italia, National Geographic Traveler, Limes, Le Scienze, Mind, appunto HuffPost Italia, Le Guide di Repubblica. Con l’associata Elemedia possiede Radio Deejay, Radio Capital, Radio m2o, Deejay TV, Gedi digital, Stardust e il mega service  Manzoni, big della pubblicità. Al gigantismo editoriale  di Gedi, che per ovvie interessi confindustriali degli Agnelli è tutt’altro che di sinistra, si somma l’impero mediatico di Berlusconi (Tv, radio, emittenti televisive private che ‘campano’ con i proventi di quote marginali di pubblicità cedute da Mediaset, il Tg2 diretto da Sangiuliano, dichiaratamente di destra e dal via alla campagna elettorale del del Tg1,  che in vista di una probabile vittoria del centrodestra, si sbilancia in favore dei Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Anche contro questo potere mediatico deve controbatter il centrosinistra.

I romani, a chi non accetta di perdere: “E nun ce vonno stà”. Così la destra, che fosse per i suoi scellerati No Vax l’Italia conterebbe molte migliaia di morti in più da pandemia. Spiazzata dalla prestigiosa candidatura Pd di Crisanti, eccellenza internazionale della virologia, prova a denigrarlo, in assenza di scienziati di pari livello da mettere in lista. Crisanti, in sintonia con la scienza di settore: “Fossimo stati nelle ai di Salvini, ci sarebbero 300mila morti da Covid anziché 140mila e saremmo sullo stesso terribile standard di Putin.

Il punto è che, a dispetto di sondaggi costruiti su un sentore di vantaggi elettorali della destra, l’Italia non è fatta di ‘cog..oni’, come definì  Berlusconi chi votava per il centro sinistra. L’idea di consegnare il Paese al mefitico trio ‘borgatara’, ‘carrocciaro’ e ‘condannato’ per frode fiscale, sarebbe davvero troppo per chi ha vissuto o è informato dello sciagurato ‘Ventennio’. Dunque ottimismo della ragione. Dopo la cavolata di Mattarella, “da dimissionare prima di eleggere un uovo presidente della Repubblica”, lo svampito Berlusca si esibisce nelle ‘panzane’ di mille euro al mese per tutti (anche per gli italiani milionari?) e di 80mila nuovi posti di lavoro. Ma ecco, voilà, la proposta pro domo sua di abolire la possibilità dei magistrati di ricorrere in appello per le assoluzioni. Ovvio, lui gode di 35 ‘generose’, sospette assoluzioni e deve guardarsi da altri processi in corso che spera finiscono senza nuove condanne.

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