ANDREA CRISANTI / UNO ZANZAROLOGO NEL CAMPO LARGO DEL PD PER PUNZECCHIARE SALVINI & C.

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E’ il caso del giorno.

Andrea Crisanti, fiore all’occhiello (con Sergio Cottarelli) fra i candidati del PD griffato Enrico Letta, è la guest star, in prima serata, perfino nel ‘Controcorrente’ di ‘Rete 4’, una delle storiche ammiraglie berlusconiane.

 

LA SINGOLAR TENZONE CRISANTI-SPERANZA

Cerca subito di minimizzare, il super-candidato, i precedenti contrasti con il ministro della Salute

Roberto Speranza. Nel montaggio di Apertura, Andrea Crisanti ed Enrico Letta

Roberto Speranza, per mascherare una contraddizione che più evidente non si può: il PD, cioè, candida alle elezioni del 25 settembre due facce opposte nella guerra al Covid, che hanno sostenuto, nei mesi bollenti, tesi esattamente contrastanti. Nel dibattito fa una gran figura persino il desaparecido (ex parlamentare PD ed ex direttore dell’Espresso) Tommaso Cerno.

Per farsi perdonare dai vertici del partito le sue precedenti ‘uscite’, subito Crisanti si rimbocca le maniche e spara le prime cannonate contro il capo della Lega Matteo Salvini: “con lui avremmo avuto almeno 300 mila morti di Covid”.

Niente da dire, a questo punto, sui 120 mila (morti) prodotti dal diktat governativo, firmato cioè da Speranza e dal premier Mario Draghi, che è stato imposto per i primi tragici 10 mesi, vale a dire da febbraio a dicembre 2020, a botte di “Tachipirina e vigile attesa”?

Un crimine ‘scientifico-politico’ in piena regola, perché ha causato decine di migliaia di decessi che si sarebbero potuti evitare, se solo fossero state ordinate cure & farmaci esistenti in commercio, prodotti presenti in tutte le farmacie, come – per fare un solo esempio – l’idrossiclorochina. Tradizionalmente usata per fronteggiare le patologie artritiche, l’idrossiclorochina è stata usata con grande successo in Francia, come farmaco utilissimo per aggredire il covid fin dai suoi primi sintoni: così ha fatto il ricercatore numero uno dello storico ‘Ospedale per le Malattie Infettive’ di Marsiglia, Didier Raoult. E c’è addirittura voluta, da noi, una sentenza del Consiglio di Stato di metà dicembre 2020 per ‘legittimare’ e sdoganare l’uso dell’idrossiclorochina, fino a quel momento letteralmente vietata (con i medici di famiglia, quindi, impossibilitati nel prescriverla).

Didier Raoult

Quante vite, secondo Crisanti, si sarebbero potute salvare se non fosse stato imposto dal neo ‘compagno’ (sic) di partito lo sciagurato diktat ‘Tachipirina e vigile attesa’ che ha fatto aggravare le condizioni dei pazienti, costretti a ricoveri nelle terapie d’urgenza e ad un calvario che tante, troppe volte è finito solo con la morte?

 

 

 

 

PRESCELTO NELLA ‘ROSA’ LONDINESE

Candido come un giglio, davanti ai microfoni della conduttrice di ‘Controcorrente’, Veronica Gentili, il parassitologo-zanzarologo (perché, come potrete leggere in seguito, non è un virologo)   sostiene di non aver mosso un dito per la sua candidatura. Gli è   piovuta dal cielo. Londinese.

Ecco cosa racconta Alice nel Paese delle Meraviglie: “Mi ha candidato il PD di Londra”.

Ohibò, adesso scopriamo che il partito di Letta ha una sua sede anche nel regno di Elisabetta.

Quindi l’illustre scienziato spiega: “Sì, sono iscritto al PD di  Londra dal 2016, se non ricordo male. Dall’Italia hanno chiesto una rosa di quattro nomi, c’era anche il mio”. Che poi, of course, è stato scelto.

Poco importano, a questo punto, i vecchi legami con la Lega in Veneto, visto che è stato proprio il governatore Luca Zaia ad incaricarlo di fronteggiare la fase calda della pandemia.

Ma forse importano, a questo punto, eventuali conflitti d’interesse che possono derivare dall’importante incarico, come super perito, conferitogli dalla Procura di Bergamo, impegnata nella delicata inchiesta per accertare le responsabilità (anche istituzionali) di chi non ha adottato tutti i provvedimenti ad hoc per limitare i danni della pandemia. “La mia relazione peritale per la procura – ha rassicurato Crisanti – è molto chiara. L’ho consegnata ai giudici, e quando sarà pubblica si potranno capire molte cose”.

Cosa avrà scritto Crisanti, nella sua perizia, a proposito della (folle) ‘ricetta’ Speranza per combattere il Covid? O ha preferito   ‘glissare’?

Sarebbe interessante saperlo prima del voto.

 

E LE ZANZARE DI BILL GATES?

Sorge ora spontanea la domanda: con la nuova, ‘certa’ poltrona parlamentare, riuscirà l’ubiquo scienziato a fronteggiare tutti i molteplici impegni che ha assunto, i tanti incarichi che deve (lautamente) onorare?

Un esempio per tutti.

Giorgio Palù

Sarà in grado di seguire con la dovuta attenzione la ricerca finanziata con palate da milioni di dollari dalla ‘Bill & Melinda Gates Foundation’ sulle zanzare?

Una ricerca condotta in collaborazione con quell’Imperial College di Londra (da cui, tra l’altro, sono usciti non pochi studi ‘depistanti’ sul Covid…) presso il quale ha lavorato per molti anni il nostro Guru della Parassitologia, specializzato proprio nel segmento-zanzare, in particolare quelle africane.

Il che fece esplodere il ‘Maestro’ di Crisanti all’Università di Padova, Giorgio Palù (oggi al vertice dell’AIFA), in una memorabile esternazione: “Crisanti chi? Quello esperto di zanzare?”.

Chissà se il dotto Letta queste cose le ha mai… lette. O almeno orecchiate.

Nel caso, riproponiamo alla sua e alla vostra attenzione alcuni articoli e inchieste della ‘Voce’.

In particolare, quella sui rapporti griffati Crisanti lungo l’asse USA-Regno Unito: forse è proprio su questo terreno (visti i tempi di guerra che corrono) che si consolida e ora si concretizza, a livello di incarico parlamentare, il super feeling con il PD di Letta. E forse non a caso, un po’ goffamente, al temine dell’intervista a ‘Controcorrente’, il Vate alla vaccinara (è un romano doc) s’è lasciato sfuggire, tanto per ri-attaccare il capo del Carroccio: “se era per lui adesso stavamo con Putin”. Poteva risparmiarsela, il novello esperto di politica internazionale…

In basso, poi, potete alcuni trovare i link, compreso quello sulle star della ‘virologia’ (sic) ai tempi del boom pandemico.

 

 

 

                    

ANDREA CRISANTI / IL PARASSITOLOGO SUPER FINANZIATO DA STATI UNITI & BILL GATES

 

Un quieto, flemmatico ricercatore “ricercato” da tutti.

Soprattutto in Inghilterra – Imperial College di Londra in pole position – e negli Stati Uniti, dove i suoi studi sono contesi dai big: il National Institute of Heath, la misteriosa DARPA che si occupa di tecnologie per uso militare, fino alla super star nel firmamento delle Fondazioni mondiali, quella che fa capo a Bill & Melinda Gates.

Tutti lo vogliono, il nostro Andrea Crisanti, tutti lo cercano, tutti lo finanziano. E tutte le tivvù se lo contendono, come è successo con il programma domenicale di Lucia Annunziata. Anche le Iene lo volevano per un mitico faccia a faccia con l’altra star di piroette & provette, Roberto Burioni: ma dopo un primo ok s’è eclissato, Crisanti. E di seguito cerchiamo di capire il perché.

 

IL BOTTO DA 50 MILIONI

Partiamo dalle news, e cioè da un altro faccia a faccia ai microfoni di Mezz’ora in più, stavolta con Alberto Zangrillo, il quale qualche settimana fa ebbe il coraggio di sbottare che non c’era più alcuna ragione per creare falsi allarmi per un virus in via di scomparsa, con le terapie d’urgenza ormai vuote.

Alberto Zangrillo

Stavolta un Zangrillo che ribadisce il concetto, in modo più pacato, loda gli studi e la annunciata prossima pubblicazione su Nature dello stesso Grisanti, come per tutta la durata della trasmissione, mezz’ora, lo chiama (una G al posto della C).

Trova il modo, C(G)risanti, di buttare tonnellate di benzina sul fuoco, quando con candore osserva: “Oggi abbiamo toccato i 10 milioni di contagi in tutto il mondo. Per ottobre-novembre mi aspetto che si arrivi a 50 milioni”.

Tanto per tranquillizzare tutti!

Come del resto aveva fatto qualche giorno fa, quando aveva sottolineato che “il covid 19 non sparirà, il nostro autunno sarà come nei mattatoi tedeschi”.

Davvero un bell’auspicio.

Ma un altro botto è nel finale della puntata di Lucia Annunziata, quando – candido come un giglio – lo scienziato fa outing e confessa. “Devo dire che dello scoppio del Covid 19 ci ho capito poco. A fine gennaio eravamo con meno di 200 casi, poi a febbraio il boom. Come si spiega?”.

Non sarebbe poi lui il super virologo che dovrebbe spiegarlo a tutti e per questo – caso mai – viene chiamato in tivvù quando altrimenti basterebbe convocare il tabaccaio più vicino?

 

L’OUTING, NON SONO VIROLOGO

Da un outing all’altro il passo è breve. Ecco cosa scrive l’ADN Kronos in una nota del 25 giugno: “’Faccio chiarezza, non sono un virologo. Faccio outing”. Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia di Padova, interviene così a Un giorno da pecora. ‘Mi hanno attribuito questa qualifica, colgo l’occasione per smentire’”.

Resta il dubbio: come mai non l’ha fatto un po’ prima e per quattro mesi s’è lasciato affibbiare l’etichetta che fa capolino da un fronte all’altro del web e impazza in rete?

Ma il professore è una viola mammola, e può affermare in piena serenità di aver chiarito tutto con la pubblicazione del suo curriculum, dove è scritto nell’incipit: “Professor of Molecular Parasitology at the Department of Life Scienze (Imperial College London)” e “Professor of Clinical Microbiology, University of Perugia”.

 

Un parassitologo che per gran parte della sua carriera si è occupato di zanzare, scrivendo un fondamentale testo scientifico pubblicato due anni fa da “Nature”, che ora si appresta ad editare una nuova fatica del luminare. Lo storico testo si occupa, in particolare, di “un’unità genetica Crispar-Cas9 rivolta al doublesex che provoca la soppressione completa della popolazione delle zanzare Anopheles gambiae in gabbia”.

Tutti i parassitologi che si rispettino, nel mondo, non possono certo prescinderne.

Sulle ali delle specializzazioni, torniamo al mancato confronto via etere tra i due Vate, Burioni e Crisanti.

Roberto Burioni

La più gettonata tra le star televisive, Burioni, per mesi a primeggiare in un altro salottino tivvù, quello messo in scena da Fabio Fazio.

Peccato che neanche Burioni sia un virologo. Ma un allergologo.

Per la serie: un parassitologo e un allergologo parlano a tutti gli italiani di qualcosa che in realtà non conoscono (come del resto candidamente ha ammesso Crisanti, super consente della Giunta Zaia e ora della Procura di Bergamo): l’uno esperto di raffreddori da fieno, l’altro di punture di zanzare.

Ai confini della realtà.

Passiamo ai dettagli del mancato confronto davanti ai microfoni delle Iene, che hanno avuto il merito di realizzare alcuni illuminanti servizi sul coronavirus.

Di tutta evidenza, sarebbero tornati sotto i riflettori delle battagliere Iene e in particolare di Alessandro Politi i conflitti d’interesse griffati Burioni, ruotanti soprattutto intorno alla sua società del cuore, Pomona, di cui la Voce ha ampiamente scritto nel 2017.

E, con ogni probabilità, sarebbe venuta fuori l’affiliazione di Vate Burioni al Grande Oriente d’Italia, anch’essa documentata in un reportage della Voce e sulla quale il Mago di Provette & Brevetti ha sempre preferito glissare: non potendo del resto smentire quanto è contenuto nei registri del GOI.

Non proprio il massimo, per la super ascoltata star del salottino di Fazio, che ha promesso di non concedere la sua presenza alle tivvù almeno fino a settembre. Un salutare auto lockdown mediatico…

 

CHI FINANZIA LE RICERCHE DEL PROFESSOR CRISANTI

Ma cosa sarebbe mai potuto saltare fuori a proposito del cristallino Crisanti? Il quale, inizialmente, aveva dato il suo ok per la partecipazione alla trasmissione, purchè non si parlasse di conflitti d’interesse ma di scienza e di trasparenza.

Lui, infatti, ne è di certo indenne: è “iperimmune” da conflitti e scarse trasparenze.

Ma spulciando nel suo lungo e sontuoso curriculum, si scoprono alcune cose che possono risultare imbarazzanti, o quanto meno discutibili per uno scienziato del suo calibro.

Di seguito riportiamo una tabella che contiene un riepilogo dei contributi ricevuti a partire dal 2007 per finanziarie le sue ricerche. Una tabella che ognuno può commentare da sé e trarre le conclusioni e/o considerazioni che vuole.

sintetici ragguagli su alcune sigle che compaiono nello schema come finanziatori.

 

FOUNDATION OF NIH – Si tratta della fondazione che fa capo al National Institute of Health, la super agenzia del Dipartimento della Salute per gli Stati Uniti.

DARPA – Sta per “Defense Advanced Research Projects Agency”, un’altra star nel firmamento a stelle e strisce. Anch’essa, tanto per cambiare, fa capo ad uno strategico Dipartimento Usa, stavolta per la Difesa. DARPA, in particolare, si occupa dello “sviluppo di nuove tecnologie per uso militare”.

WELLCOME TRUST – Un colosso farmaceutico, la ex Glaxo (poi fusasi con SmithKline) che miracolosamente diventa la più grossa fondazione internazionale sul fronte della beneficenza. Fa a gara con la gemella partorita dai Gates per finanziarie progetti umanitari pro salute e spesso le due fondazioni agiscono in tandem.

BILL & MELINDA FOUNDATION – La corazzata mondiale per salute, beneficenza & solidarietà. E’ il secondo finanziatore dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, subito dopo gli Stati Uniti. Detta l’agenda di tutte le politiche mondiali per la “salute” (o contro la salute?), ora impegnata in prima fila per finanziare sigle & progetti in tutto il mondo a caccia del vaccino anti Covid 19 e dei “chip” che tutti i cittadini dovranno “indossare” sottopelle. Per essere tracciati e schedati meglio…

 

 

 

LINK

 

 

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