Di guerra in guerra

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No, non si può scherzare con il fuoco e tanto meno con gli effetti collaterali dell’afa, record di sempre, sulla saldezza di nervi e la lucidità degli umani: il caldo, è poca cosa (si fa per dire) come conseguenza del ragionamento qui di seguito. Caracciolo è accreditato esperto di tensioni internazionali. Un quotidiano titola ‘Grande Guerra’ le sue riflessioni sulla minaccia di un conflitto mondiale. Fosse vera la previsione, senza per questo essere tacciato di catastrofismo, Caracciolo paventa che chi fra i contendenti fosse vicino alla resa, non esiterebbe nel tentare la carta estrema del nucleare. Succede, con paragone evidentemente improprio, che il detto popolare ‘una ciliegia tira l’altra’ lo stiano sperimentando le potenze mondiali in folle successione. Lo starter di una partita che minaccia la Terra è fuor di dubbio Putin, con l’aggressione all’Ucraina, una successiva fase coinvolge l’alleato Cina, che per il momento assedia Taiwan militarmente, profittando della provocazione degli Stati Uniti, della visita di Nancy Pelosi, presidente Usa della Camera nel Paese che produce la metà mondiale di semi-conduttori. Alle bellicose intenzioni della Cina di inglobare Taiwan, per ovvi motivi, fa rapido riscontro Israele, altra potenza nucleare, con la cosiddetta operazione ‘Breaking dawn’ (sorgere all’alba) contro Jihad islami, ovvero con l’attacco, ultimo di una lunga serie, alla Striscia di Gaza, dove la Palestina è stata ‘compressa’. Primo bilancio: otto morti, anche una bambina di 5 anni e una giovane donna, oltre 50 feriti, ucciso il capo di Jihad islami, (adeguandosi come alleati di ferro agli Stati Uniti, che hanno eliminato il capo di al qaeda.

Nel pomeriggio sono stati colpiti un edificio a Gaza City e obiettivi a Khan Yunis, nel sud della Striscia, e a Shujaiya, a Nord. Altri in serata. Questa ennesima aggressione militare conferma la permanente intenzione israeliana di negare alla Palestina di essere Stato in un territorio confinante, a dispetto di tutti gli accordi internazionali di segno opposto. Il Cairo prova a mediare per evitare un nuovo conflitto nell’area. Ad accendere fuochi di guerra sono i Paesi del mondo con il più grande arsenale nucleare. Ma siamo pazzi?  Paura per i mutamenti climatici? Certo, ma sul nostro pianeta incombono ben altri pericoli e l’auspicio è che ‘una ciliegia non tiri altre’.

In due parole: la Meloni finge di dissociarsi da rigurgiti fascisti? Sia più abile, non si presenti con il ‘nostalgico manifesto’ fascista “Dio, patria, famiglia”.

Sindaco Manfredi: fatti nostri, certo, di napoletani che non fanno parte dei venti milioni di italiani partiti per le vacanze. Che peccato abbiamo fatto, noi che abitiamo luoghi prossini in linea d’aria con la via Caracciolo e dintorni, costretti all’insonnia dai folli decibel della musica che arriva fino alle ore piccole dal lungomare? In particolare, chi ha autorizzato la notte appena trascorsa a sparare botti, tric-trac e fuochi pirotecnici alle 2 e 30 della notte? Chi consente che gli spari ci tengano svegli all’una quasi ogni notte?

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