Trasloco in sordina

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Uno pensa: sono un lettore distratto, forse ho perso lucidità da punte estreme di torrida afa e di conseguenza l’uso dell’attenzione, al punto di scorrere superficialmente le pagine del quotidiano ‘la Repubblica’, che merita apprezzamento per la robusta campagna elettorale contro il terrorizzante pericolo di Giorgia Meloni premier di un governo destrorso. E allora: conviene sfogliare senza fretta le pagine di oggi primo agosto per scoprire con quale rilievo il giornale informa sul completamento della fuga fiscale in Olanda di Fiat e annessi. Neppure un rigo, in contrasto antitesi con la presenza quasi quotidiana di Stellantis e C. nelle pagine di settore. Che stupido, oggi è lunedì e il giornale diretto da Molinari include l’inserto A&F, ‘Affari e Finanza’, sede giusta per ospitare la ‘clamorosa’ notizia. Neanche un rigo. A colmare l’assenza provvede internet: “Agnelli lascia l’Italia: Exor trasloca in Olanda (pagherà meno tasse)”. Ecco, in una stagione che intreccia eventi con gravi, gravissime ricadute sull’economia dell’Italia, mister John Elkann trasloca e si porta dietro il tesoro di famiglia (pacchetto azionario) per concludere il per nulla patriottico espatrio, dopo aver scelto i Paesi Bassi come sede legale nel 2016. In gergo si chiama ridomiciliazione ed esaspera a giusta ragione la polemica sulla fuga da Torino, la reazione del sindacato per le possibili ripercussioni sugli stabilimenti Fiat e associate del Paese, protesta snobbata da Elkann. Il rampollo degli Agnelli ha ottenuto che il consiglio di amministrazione delle società Stellantis (Fiat, Chrisler, Peugeot), Ferrari, Cnh Industrial, Gedi (gruppo editoriale anche di ‘la Repubblica’), Iveco e Juventus, approvasse il trasferimento della quotazione dei titoli ordinari da Piazza Affari a Euronext Amsterdam. Con lo spostamento, la cassaforte di proprietà degli Agnelli-Elkann-Nasi ha beneficiato quasi dell’azzeramento delle tasse sulle plusvalenze, consentito dalla legge finanziaria che garantisce l’esenzione delle imposte nella misura del 95% per chi arriva da un Paese estero. Exor è in piena dinamica finanziaria. Nelle ultime settimane ha ceduto PartnerRe per 8,5 miliardi di euro! e ha acquisito il 10% della storica società biotech francese Institut Mérieux per 833 milioni di euro.  Chissà se Elkann, in stato di trance europeista (uno vale uno, e perché no, Olanda vale Italia) ha in programma per le molte migliaia di dipendenti un corso accelerato di olandese (o di Rumeno) in vista di futuri espatri della produzione.

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