PARLAMENTO EUROPEO / ORA DECIDE CHE NUCLEARE E GAS SONO ‘GREEN’!

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Adesso secondo le supreme decisioni e prescrizioni del Parlamento europeo, il nucleare e il gas si possono a pieno titolo considerare fonti ‘green’. Avete capito bene: ora sono improvvisamente diventate pulite, ecosostenibili, insomma fanno anche bene alla salute. E quindi, ovvia conclusione, non solo non sono più da boicottare, ma da favorire e, quindi, da finanziare a più non posso.

Botta di caldo quasi ferragostano che ha fatto letteralmente perdere la bussola ai parlamentati UE? O cosa?

Ecco qual è la paroletta magica che ha consentito di ‘capovolgere’ il mondo, e alcune certezze ormai consolidate nella cultura ambientalista e non solo: “tassonomia”. Vale a dire un nuovo sistema (sic) escogitato dai cervelloni di Bruxelles per classificare le attività economiche che possono essere considerate sostenibili.

Eleonora Evi

Spiega l’arcano Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di ‘Europa Verde’: “l’esito del voto al Parlamento europeo sull’inclusione di nucleare e gas nella tassonomia, dimostra la miopia e la sudditanza alle lobby del fossile di una certa politica che ancora una volta antepone il mero profitto alla salute dei cittadini e alla tutela del pianeta”.

 

Ma vediamo più in dettaglio come si configura e in che modo viene messo in moto l’infernale meccanismo che ci porta verso la catastrofe: come se non bastassero le ultime tragedie, ad esempio quella del Marmolada.

Spiega un funzionario UE: “La tassonomia si traduce in un regolamento che ha stabilito sei obiettivi ambientali: mitigazione e adattamento al cambiamento climatico; uso sostenibile e protezione di acque e risorse marine; transizione verso un’economia circolare; prevenzione e riduzione dell’inquinamento; protezione e ripristino delle biodiversità e degli ecosistemi. Un’attività economica, per poter entrare nella ‘tassonomia’ e quindi essere considerata sostenibile, dove contribuire ‘in modo significativo’ al raggiungimento di almeno uno di questi sei obiettivi fissati da Bruxelles, ma nessuno di questi obiettivi può essere compromesso: ovvero, l’attività in questione non può ‘provocare un danno significativo’ – secondo il principio del ‘do not significant harm’ – ad alcuno degli altri cinque. I dettagli di questi criteri sulle singole attività sono stati lasciati, di proposito, dalla Commissione europea alla definizione attraverso degli atti delegati secondari e separati”.

 

Va giù duro, Eleonora Evi, e così commenta: “Politicizzando la tassonomia, la Commissione UE ha permesso e permette a Stati membri come la Francia di imporre gli interessi di alcune industrie sulle esigenze dell’intera UE. Vergognoso poi che aziende strettamente legate al Cremlino, come Gazprom eLukoil, siano riuscite ad influenzare la decisione della Commissione, ora avallata anche dal Parlamento europeo, l’unico organo UE votato direttamente dai cittadini, ma di cui oggi non ha evidentemente ascoltato le istanze, come evidenziato da un recente sondaggio del WWF secondo cui più della metà degli europei non considerano nucleare e gas come sostenibili”.

Anzi, come più che pericolosi per la salute pubblica e l’ambiente.

Continua il j’accuse della portavoce di ‘Europa Verde’: “Il rischio concreto è che miliardi di euro possano essere dirottati dagli investimenti urgenti e necessari sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica, verso quelli destinati a fonti di energia inquinanti e pericolose. Possiamo certamente affermare che con il voto europeo hanno vinto il forsennato pressing delle lobby e l’insipienza di quella politica, ben rappresentata dal nostro governo, che non sa guardare più lontano del suo naso. A perdere, neanche a dirlo, i cittadini e il futuro del nostro pianeta”.

Non è finita qui: “Il voto europeo – sottolinea ancora Evi – è un chiaro regalo a Francia e Germania: la prima potrà infatti beneficiare degli investimenti privati per ristrutturare i suoi vecchi e pericolosi reattori nucleari; la Germania, che è ancora fortemente legata al carbone, potrà puntare sul gas. Mentre l’Italia, i cui politici hanno contribuito in maniera rilevante all’approvazione dell’atto di delega, non potrà beneficiare in alcun modo, in quanto il 40 per cento dei suoi piani è escluso dalle condizioni previste dalla tassonomia”.

 

Austria e Lussemburgo hanno già preannunciato la presentazione di un ricorso alla Corte di giustizia UE.

Sul piede di guerra ‘Greenpeace’, pronta a presentare o comunque appoggiare ricorsi ad hoc.

Scaldano i motori anche al WWF, dove sottolineano: “Abbiamo perso questa battaglia ma non rinunceremo a combattere. Riteniamo che questo atto sia del tutto incoerente con il regolamento sulla tassonomia. Per questo, insieme ad altre organizzazioni come ‘ClientEarth’, valuteremo tutte le possibili strade, comprese azioni legali ad hoc, per fermare il ‘greenwashing’ e proteggere la credibilità dell’intera tassonomia UE. Intanto, invitiamo gli Stati membri a fare lo stesso”.

Sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile ‘Clima ed Energia’ del WWF: “Prima del voto europeo, quasi 500.000 cittadini in tutta Europa hanno esortato i loro europarlamentari a respingere il ‘greenwashing’ della tassonomia UE. Questo dimostra che gli europei non appoggiano le false leggi verdi. Il nucleare e il gas non sono verdi, ed etichettarli come tali è un evidente ‘greenwashing’ che danneggia il clima e le generazioni future. Oggi le lobby del nucleare e del gas fossile hanno ottenuto che vengano dirottati miliardi di investimenti che sono assolutamente necessari per garantire la transizione climatica”.

Una vergogna: si straparla di ‘cambiamenti climatici’ un giorno sì e l’altro pure, e al tempo stesso si prendono decisioni di senso diametralmente opposto.

Dove? Nel sacro tempio della politica europea…

Altro che solo un VAFFA!

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