URUGUAY / UN GIUDICE CONTRO IL GOVERNO E PFIZER PER LA ‘TRAPARENZA’ SUI VACCINI

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Finalmente c’è un giudice a Berlino.

Anzi, a Montevideo.

Il ‘Tribunal de lo Contencioso Administrativo’ (l’equivalente del nostro TAR) della capitale uruguaiana ha infatti appena emesso una sentenza a dir poco storica, imponendo tempi strettissimi (addirittura 48 ore) alla star dei vaccini, ‘Pfizer’, e al governo per fornire tutti i chiarimenti sulla composizione, l’efficacia e soprattutto la sicurezza del vaccino somministrato ai cittadini, ben compresi gli effetti collaterali e gli eventi avversi.

Insomma, quanto fino ad oggi è stato praticamente impossibile in tutti i paesi, potrebbe succedere in Sud America. Anche se le prime ipotesi parlano di una chiusura a riccio del governo e l’ovvio muro di gomma posto da Pfizer.

Ma vediamo subito cosa è successo.

 

A sollevare la questione è stato un battagliero avvocato, Maximiliano Dentone, il quale ha presentato istanza perché venisse sospesa la somministrazione del vaccino anti covid di Pfizer per i bambini dai 5 anni in su.

Montevideo

Nel suo esposto, Dentone afferma senza mezzi termini che “il processo di vaccinazione portato avanti dal Potere Esecutivo è manifestamente illegale e pericoloso”. Per questo, sottolinea,   “deve essere interrotto fino a quando non saranno verificate la sicurezza e l’efficacia delle sostanze e non saranno rispettate le prescrizioni di legge, ad oggi non soddisfatte”. E incalza: “il Governo ha violato i principi minimi e basilari della legge precauzionale e sta portando avanti un vero e proprio esperimento prendendo i bambini come topi di laboratorio”.

Il fascicolo processuale è finito nelle mani del giudice Alejandro Recarey. Il quale ha esaminato carte & documenti, ed ha emesso a tambur battente la storica sentenza: dà 48 ore di tempo al Governo e alla casa farmaceutica che ha fornito all’Uruguay i vaccini, Pfizer appunto, per rispondere a tutte le domande e fornire le pezze d’appoggio, cioè i documenti in grado di attestare efficacia e sicurezza dei vaccini.

Ma non basta. Perché il giudice vuol vederci chiaro a 360 gradi: infatti, ha chiesto dati che possano dimostrare “l’innocuità della sostanza chiamata RNA messaggero”; e ancora, le autorità governative devono “spiegare se sono state studiate terapie alternative contro il covid-19” e “in caso negativo, perché queste soluzioni non sono state esplorate”.

 

Non è finita qui, perché Recarey vuol conoscere il contenuto di tutti i contratti firmati tra il governo di Montevideo e Pfizer al momento dell’acquisto dei vaccini.

Dettaglio non da poco. Visto, ad esempio, che la nostra Unione Europea ha praticamente firmato a scatola chiusa veri e propri contratti capestro, tutti contenenti clausole pro-Pfizer. E la tanto solerte Ursula Von der Leyen ha sempre tenuto duro, mantenendo inviolata la incredibile segretezza dei contratti. A  vuoto è andato anche il tentativo dell’Ombudsman europeo, che ha più volte chiesto – appunto inutilmente – di conoscere il contenuto di quei contratti. Ma si è trovato di fronte ad un muro di gomma.

Ed un muro di gomma, ancor più invalicabile, è stato altrettanto incredibilmente eretto dalla solitamente rigida ‘Food and Drug Administration’statunitense, che non solo ha chiuso gli occhi sulla regolarità dei ‘trials’ per sperimentare i vaccini, ma ha addirittura tagliato di oltre due anni i tempi di approvazione finale, visto che il termine previsto per le sperimentazioni dei vaccini era stato fissato al 31 dicembre 2023, tra un anno e mezzo! Ma la ‘FDA’ ha fatto ancor peggio: ha infatti deciso di ‘secretare’ i dati di Pfizer e Modernasui trials fino al 2073, e solo dopo ha deciso di accelerare appena un po’ i tempi: ma ci vorranno comunque anni e anni, quando ormai i vaccini avranno largamente prodotto gli effetti collaterali di medio termine.

 

Ma torniamo, per concludere, alla vicenda giudiziaria uruguaiana. Che infonde qualche speranza. Anche se, come detto, il governo sta alzando le barricate.

Il ministro della Salute Daniel Salinas e il sottosegretario Josè Luis Satdjian si sono riuniti presso la Torre Ejecutiva con il segretario della Presidenza, Alvaro Delgado, e il sottosegretario Rodrigo Ferres, per discutere la strategia da portare avanti. Secondo le voci trapelate, l’esecutivo potrebbe rifiutarsi di rispondere alle richieste del Tribunale, trincerandosi dietro al principio di “non legittimità del ricorso”.

Si annuncia dunque un’estate bollente a Montevideo, con un deciso braccio di ferro tra la procura e il governo.

Mentre Pfizer sta a guardare e intanto continua a contare, sul pallottoliere i profitti rastrellati in mezzo mondo nei grassi mesi di vaccinazioni a go go, tra prime, seconde, terze e adesso anche quarte dosi.

Non sarebbe il caso di darsi una svegliatina anche da noi?

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