YEMEN / LA STRAGE DEI BAMBINI. MA L’OCCIDENTE SE NE FREGA. ANZI…

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Oltre 3.000 bambini morti nel corso dell’aggressione organizzata contro lo Yemen dall’Arabia Saudita con il fondamentale appoggio degli Stati Uniti.

E’ la raccapricciante notizia raccolta dalla OngRASD COALITION’ incaricata di monitorare la situazione dei diritti umani dello Yemen. Una notizia del tutto oscurata dai media occidentali, i quali di tutta evidenza se ne fregano di tutte le guerre sparse per il mondo, quasi tutte promosse dai tanto ‘democratici’ States.

Ben compreso l’eccidio cominciato nel 2015 in Yemen e che non conosce tregua, nonostante gli sporadici e flebili appelli dell’ONU, che di tutta evidenza ormai conta, a livello internazionale, come il 2 di briscola: anche quando afferma che quella yemenita è una delle peggiori crisi umanitarie mai viste al mondo.

Ma l’Occidente, of course, se ne fotte e pensa solo ad inviare armi su armi al pupazzo Volodymyr  Zelensky gestito da Usa e NATO.

Ecco le ultime, tragiche cifre diramate da ‘Rasd Coalition’.

Sono stati ammazzati, in totale, 3.182 minori, 2.795 ragazzi e 387 ragazze. Più precisamente, dettaglia la Ong, “973 bambini sono stati uccisi da attacchi aerei, mentre 1.584 hanno perso la vita in prima linea. Altri 250 sono morti a causa di proiettili e 152 di mine antiuomo disseminate nel territorio yemenita. Altri 9 bambini sono morti a causa delle torture subite”.

Secondo l’UNICEF la strage sarebbe di dimensioni ancora più agghiaccianti. Nell’ottobre 2021, infatti, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia ha calcolato che 10.000 bambini yemeniti sono stati uccisi o mutilati da quando il regime saudita ha iniziato la guerra. Oltre 11 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria, e oltre 400.000 soffrono di malnutrizione acuta grave.

Fresche, poi, le news sulle devastazioni dei pozzi petroliferi yemeniti compiuti dalla coalizione saudita, capeggiata degli Emirati con l’aperto appoggio degli Stati Uniti. L’operazione è finalizzata a ridurre sempre più lo Yemen al collasso economico, quindi alla fame.

Secondo l’agenzia di stampa statale yemenita ‘Saba’, pochi giorni fa una petroliera battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti è partita dal porto di Radhum, nella provincia meridionale di Shabwa, nello Yemen, dopo aver rubato oltre 400.000 mila barili di greggio, per un valore pari a 43 milioni di dollari.

Ancor più pesante, sotto il profilo economico, un furto simile, avvenuto un paio di settimane prima nelle acque del porto di Ash Shir: stavolta sono stati rubati più di 2 milioni di barili, per un bottino da circa 270 milioni di dollari.

Nonostante un accordo di tregua raggiunto all’inizio del mese sacro del Ramadan, le forze di Riad hanno continuato a sequestrare spedizioni di carburante di emergenza dirette al porto yemenita di Hodeidah, che è controllato dal governo centrale di Sana.

 

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