Remember? “L’utero è mio e lo gestisco io”. 

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Remember? “L’utero è mio e lo gestisco io”. In evidenza un perverso intreccio di disonestà, di cinica speculazione e sfrenata avidità.

Sarebbe compito dell’umanità contestare la violenza del potere a larghissima prevalenza maschile, che lede il diritto delle donne ad abortire, a essere giudici in piena autonomia dello status a cui la natura assegna il ruolo di mettere al mondo gli esseri umani, l’onere della gravidanza, i rischi della gestazione e del parto. Non è così. Nel mondo, in calce alle leggi che prevaricano il libero arbitrio delle donne in materia di maternità, c’è la firma degli stessi uomini dei femminicidi, della casta di trogloditi che ostacolano la parità di genere. Non è esclusiva di pochi Paesi fermi all’incultura sociale del Medio Evo: sono coinvolti giganti mondiali, come gli Stati Uniti, esempio di democrazia più che imperfetta. L’America, non solo il peggio rappresentato da Trump e da chi lo sostiene, tiene in vita la barbarie della pena di morte, tortura i ‘nemici’, tollera le stragi quasi quotidiane compiute da suprematisti bianchi espressione di violenza razzista. Gigante dell’economia mondiale, nel ruolo criminale di piromane accende guerre in tutto il mondo per alimentare l’industria delle armi e rapinare risorse locali. Questa America vieta l’aborto terapeutico e si propone di estendere lo scandaloso divieto all’uso dei contraccettivi, al   mondo dell’omosessualità. Lo scellerato bigottismo, solo per fare un esempio limite delle gravi ricadute, cancella il diritto a   interrompere la gravidanza delle donne vittime di stupro.  La disumanità del divieto di abortire coinvolge anche l’Italia, Paese che ha lottato duramente per ottenere la legge che regola l’interruzione della gravidanza. Fatta la legge si è trovato presto il modo per non applicarla: i casi autentici di obiezione di coscienza, inizialmente rari, sono diventati pandemia ed è diventato praticamente impossibile abortire nelle strutture sanitarie. In percentuali ‘bulgare’ (fino all’80 per cento) i ginecologi italiani si dichiarano ‘obiettori di coscienza. Niente aborti? Altro che, si abortisce, ma clandestinamente, negli studi privati, a pagamento.

La Corte Suprema americana ha cancellato il diritto costituzionale all’aborto in vigore da quasi 50 anni negli Usa che rispondono alla decisione con proteste in tutti gli Stati, in aggiunta alle contestazioni per la vendita libera di armi e il numero impressionante americani in possesso di pistole e fucili.

Gli Usa sono in ‘cattiva compagnia’ di una ventina di Stati, dove l’aborto non è’ ammesso, nemmeno in presenza di rischi per la vita delle donne. È vietato a Malta, unica nazione europea, dove il medico che pratichi l’aborto rischia fino a quattro anni di carcere e il ritiro definitivo della licenza, la donna coinvolta fino a tre anni.

Paesi africani dove non è consentito: Madagascar, Repubblica del Congo, Egitto, Mauritania, Senegal, Sierra Leone, l Gabon.

America centrale e meridionale[S1] : Haiti, l’Honduras, Jamaica, El Salvador. Solo In caso di pericolo di vita per le donne è ammesso in Costa d’Avorio, Libia, Uganda, Sud Sudan, Iraq, Libano, Siria, Afghanistan, Yemen, Bangladesh, Myanmar, Sri Lanka, Guatemala, Paraguay e Venezuela. In Brasile, si può praticare anche in caso di stupro o grave malformazione del feto. In Asia, la Corea del Sud ha revocato il divieto, perché anticostituzionale ed è in attesa di un’apposita legge.
Per motivi sanitari e terapeutici l’aborto è legale in Algeria, Camerun, Colombia, Ecuador, Ghana, Israele, Perù, Kenya e Marocco.

Insomma, ‘tutto il mondo non è un paese”.

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