Fuori di testa… ma i Maneskin non c’entrano

Condividi questo articolo

La tragica sequenza del nostro tempo malato, di vittime del ‘maschio’, non ha riscontro neppure dell’arretratezza culturale dei rapporti uomo-donna del medioevo. Subiamo il genere noir dell’informazione come fosse narrazione letteraria normale rivota in esclusiva ai cultori del ’giallo’. Si è del tutto esaurita, per resa incondizionata all’ineluttabilità del fenomeno, la velleità di capire cosa c’è nei fuori di testa che massacrano i loro simili a coltellate, a percosse, colpi di pistola, per strangolamento, cha danno fuoco al corpo delle vittime, o le fanno a pezzi. La cronaca, nera, quota invadente dell’informazione, con incredibili cifre di ascolti televisivi, non si fa mancare spazi adeguati e aggredisce con molteplicità di immagini, interviste, commenti, perfino con indagini parallele, la follia omicida di madri che uccidono i figli, di figli che ammazzano i genitori, di assassini suicidi…Di là dall’assurda ‘normalità statistica’ c’è qualcosa di inesplorato nel pauroso aumento di questi casi? Un’area ampia di studi specialistici, scientificamente sollecitati dall’approfondimento di conoscenze avanzate del Covid-19, ha correttamente individuato nell’ansia e nella depressione alcuni effetti collaterali della pandemia. Lo conferma anche la logica comune: l’ansia, collaterale alla paura di contrarre il virus, di finire intubati, di soccombere alle forme più gravi; la depressione, da incertezze del futuro, da stress della solitudine, da autocommiserazione, per mancanza di vie di uscita. Si chiude qui il capitolo delle conseguenze da contagio Covid? Lo nega la ‘curiosità’ della ricerca. Quali altri disturbi causa la pandemia? Un’indagine di settore fissa nel 26% l’aumento dei casi di ansia post Covid e nel 28 % l’incremento di depressi, espressione dipsico pandemia. L’aumento di questa patologie colpisce soprattutto i giovanissimi (+60% di disturbi legati all’adolescenza, di problemi scolastici e della prima infanzia, in misura maggiore nella popolazione femminile (è balzato al +39%, lo sviluppo della psicoterapia on-line). È questa la parte non sommersa del malessere, del disagio che incide sulla salute psicologica. Esplorando titoli e contenuti dei siti a dimensione internazionale, appare evidente la scelta settoriale di esplorare il fenomeno, di psicologi, e psichiatri.

Non vi è traccia di approfondimenti sull’ipotesi che il Covid sia colpevole della degenerazione mentale in molti casi di violenza estrema, spesso inutilmente brutale, che colpisce ogni fragilità: uomini contro donne, branco di stupratori contro giovani donne, bullismo, rapinati malmenati o uccisi, stolking nei luoghi di lavoro nei confronti dei cosiddetti ‘sottoposti’. Per ora è solo una traccia per la ricerca e basa le sue ragioni sulla disumanità ‘anomala’ di forme estreme di violenza. Come leggere altrimenti le torture e gli eccidi di civili nell’Ucraina in guerra, la follia omicida di young men americani, autori di stragi indotte da odio razzista,  da rabbia che muta in veleno sociale?

Condividi questo articolo

Lascia un commento