BIOLABORATORI IN UCRAINA / ORA IL PENTAGONO AMMETTE: ERANO 46!

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I russi stanno per rendere noti dati e dettagli imbarazzanti per gli Stati Uniti sui famigerati biolaboratori installati dall’esercito americano in Ucraina?

E’ altamente probabile. E forse proprio per questo il Pentagono ha pensato bene di anticipare i tempi e di ‘vuotare sacco’, fornendo addirittura il numero preciso delle strutture di ‘ricerca’ (sic), tante piccole Wuhan disseminate sul territorio ucraino: sono addirittura 46, un numero impressionante, quasi quadruplo rispetto ai laboratori in qualche modo ‘ufficiali’ (13) ammessi un mese fa, quando il numero due del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, si vide costretta a fare le prime ammissioni, proprio perché i russi avevano appena sequestrato materiali di grosso  interesse e molto pericolosi per la credibilità degli Usa.

Victoria Nuland. In apertura veduta aerea del Pentagono

Rammentiamo che Nuland fu l’inviata speciale degli Stati Uniti (proprio per la ‘mission’ dei biolab) in Ucraina all’indomani del ‘golpe’ che portò alla defenestrazione del governo ufficiale, alla ‘sceneggiata’ di piazza Maidan e al potere nelle mani di burattini a stelle e strisce.

Ma vediamo, adesso, cosa scrivono alcuni siti americani di contro-informazione.

“Il Pentagono rivela il numero dei biolaboratori finanziati dagli USA in Ucraina. Gli Stati Uniti insistono sul fatto che le 46 strutture ‘pacifiche’ erano tutte dedicate alla salute pubblica e sicure. Il governo americano ha sostenuto 46 strutture in Ucraina negli ultimi 20 anni, ma come parte di un progetto pacifico di salute pubblica, piuttosto che per sviluppare armi biologiche, ha dichiarato il Pentagono. Le forze armate statunitensi hanno accusato Russia e Cina di ‘diffondere disinformazione e seminare sfiducia’ sui suoi sforzi per liberare il mondo dalle armi di distruzione di massa”.

“E’ la prima volta che il Dipartimento della Difesa statunitense rivela il numero esatto di strutture sostenute dal governo in Ucraina, in un documento intitolato ‘Fact Sheet on WMD Threat Reduction Efforts’. Secondo il Pentagono, gli Usa hanno ‘lavorato in collaborazione per migliorare la sicurezza biologica, la protezione e la sorveglianza delle malattie in Ucraina, sia per la salute umana che per quella animale’, fornendo sostegno a 46 laboratori ucraini, strutture sanitarie e siti di diagnosi delle malattie degli ultimi due decenni”.

“Ma i laboratori biologici ucraini sono afflitti da corruzione, negligenza e incuria. Il mese scorso, l’esercito russo ha dichiarato che solo tre laboratori in Ucraina avevano i livelli di sicurezza richiesti per svolgere il tipo di ricerca in cui erano impegnati. Il capo delle forze di protezione radioattiva, chimica e biologica, il generale Igor Kirillov, ha citato i rapporti del governo ucraino per indicare una serie di problemi in una di queste strutture, quella, molto importante, di Odessa, ad esempio”.

E ancora: “In una serie di briefing iniziati a marzo, l’esercito russo ha presentato le prove del coinvolgimento del Pentagono nel finanziamento dei laboratori in Ucraina. All’inizio di maggio, Kirillov ha accusato Kiev di aver lanciato un attacco biologico contro la regione separatista di Lugansk e di aver condotto ‘esperimenti disumani’ su pazienti ucraini. Altre prove hanno suggerito tentativi di armare droni per disperdere agenti patogeni e tentativi di distruggere materiali compromettenti dopo che la Russia ha inviato truppe in Ucraina a febbraio”.

Non è finita qui: “Secondo il Comitato investigativo russo, gli Stati Uniti hanno versato più di 224 milioni di dollari nella ricerca ‘biologica’ in Ucraina tra il 2005 e l’inizio del 2022. Secondo Mosca, nello schema erano coinvolti giganti farmaceutici occidentali, organizzazioni non profit e persino il Partito Democratico statunitense”.

Commenta l’ottimo sito ‘Piccole Note’ a proposito del documento appena reso noto dal Pentagono: “Quanto all’Ucraina, specifica il documento, gli Usa hanno eliminato la minaccia nucleare, in collaborazione con la Russia (collaborazione durata fino al 2014, l’anno di Maidan), tanto che nel Paese sarebbe rimasto solo un quantitativo poco rilevante di uranio arricchito, non sufficiente per produrre una testata atomica (e una bomba sporca?). Riguardo alla bio-armi ucraine si legge: ‘Gli Stati Uniti hanno lavorato in collaborazione con Kiev per migliorare la sicurezza biologica, la protezione e la sorveglianza delle malattie dell’Ucraina. La collaborazione si è concentrata sul miglioramento della salute pubblica e delle misure di sicurezza agricola, rispettando i dettami di non proliferazione”.

Osserva ‘Piccole Note’: “Arduo immaginare che gli Stati Uniti potessero dire il contrario: di certo non potrebbero mai ammettere, anche se così fosse, che questi 46 biolab servivano (servono?) a produrre bioarmi. E, però, leggere nero su bianco che gli Usa ingaggiavano esperti di armi biologiche da tutta  l’Unione sovietica, al di là dello scopo dichiarato, fa un certo effetto. Inoltre, la descrizione dei biolab in oggetto come una sorta di laboratori diagnostici del tipo di quelli disseminati nelle città italiane, fa un po’ sorridere. Con 46 di tali centri, poi, se lo scopo fosse davvero quello dichiarato, dovremmo presumere che gli ucraini e i loro animali godono di una salute di ferro”.

E conclude: “Al di là dell’ironia del caso, resta che, dopo tanta reticenza, l’America ha finalmente messo nero su bianco il suo lavoro oscuro nei biolab ucraini: nel documento si parla di trasparenza, ma di trasparente c’è ben poco, se si considera che alcuni mesi fa addirittura negavano l’esistenza di tali biolab, bollando le accuse come Fake News”.

E ‘Piccole Note’ aggiunge anche una postilla. “Ipotizzare che un biolab possa servire per creare virus che si diffondono tramite insetti, non è necessariamente complottista. Alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti, ad esempio, nel luglio 2019 chiesero al Dipartimento della Difesa se avesse creato o usato tali armi biologiche tra gli anni ’50 e la metà degli anni ’70. A pochi giorni dalla richiesta (siamo a luglio 2019, ndr), coincidenza temporale, fu chiuso il più importante biolab della Difesa Usa, Fort Detrick, nel quale si studiavano pericolose ‘tossine e germi chiamati agenti selezionati, che secondo il governo avevano il potenziale per rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica, animale o vegetale’ (fonte ‘New York Times’). Le autorità si peritarono di rassicurare che non era successo niente”.

Di seguito, cliccando sui link in basso, potete leggere alcuni articoli della Voce sia sui biolab di Ucraina, Kazakistan e Georgia; che sul ‘giallo’ di Fort Detrick.

 

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